Parkie, il robot coreano che parcheggia al posto tuo
Si scende dall'auto, si va a fare la spesa e a trovare un posto ci pensa una piattaforma alta pochi centimetri. Dalla Corea del Sud arriva il robot che promette di eliminare tutto lo stress per trovare parcheggio.
Si scende dall'auto, si va a fare la spesa e a trovare un posto ci pensa una piattaforma alta pochi centimetri. Dalla Corea del Sud arriva il robot che promette di eliminare tutto lo stress per trovare parcheggio.
Jacopo Moretti 30 settembre - 07:01 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Il robot Parkie, sviluppato da HL Robotics, durante una dimostrazione.Il terzo giro del quartiere alla ricerca di uno stallo libero, la retromarcia in una corsia stretta come un corridoio, la portiera aperta con mille cautele per non segnare la fiancata accanto: il rito quotidiano del parcheggio in città è una delle piccole frustrazioni che uniscono milioni di automobilisti. Dalla Corea del Sud arriva ora un'idea per eliminare tutto lo stress. Il gruppo HL Robotics ha infatti deciso di accelerare sul mercato del parcheggio senza conducente con Parkie, un robot che prende in consegna l'auto appena il guidatore scende e la porta da solo al suo posto, evitandogli sia la caccia allo stallo libero, sia eventuali camminate tra i piani con le borse in mano. Ma come può una piattaforma alta pochi centimetri sollevare un'auto da due tonnellate e farla sparire nel garage?
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Come funziona
—Il conducente lascia il veicolo in una zona di consegna dedicata e si allontana. A quel punto il robot, che l'azienda presenta come il primo parcheggiatore autonomo per interni al mondo, si infila sotto la vettura, calcola con precisione il baricentro e la distanza tra le ruote, la solleva e la trasferisce in un posto libero. Il punto di forza sta nella tecnologia Amr (Autonomous Mobile Robot): Parkie riconosce da solo ostacoli, spazi liberi e percorsi, senza bisogno di codici QR, strisce magnetiche o binari sul pavimento, a differenza dei robot Agv (Automated Guided Vehicle), che seguono tracciati segnalati, e di quelli su rotaia o a pallet, che richiedono interventi importanti sulla struttura. Con circa 9 centimetri di altezza, il robot alza fino a tre tonnellate, quindi dalle compatte ai grandi SUV, e si muove con uno sterzo simile a quello di un'auto, così da ridurre l'usura del pavimento e districarsi anche negli spazi ristretti. Si integra con autorimesse tradizionali, sistemi a sollevamento e parcheggi meccanici, e un'app permette di seguire la posizione dell'auto in tempo reale e di prenotare il ritiro per non aspettare. Dietro c'è un lavoro di circa quattro anni premiato con il Best Innovation Award al CES 2024, assegnato a una trentina di prodotti su circa tremila candidati.
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Parkie ha ricevuto il Best Innovation Award all'edizione 2024 del Ces di Las Vegas.I VANTAGGI
—Il vantaggio più concreto riguarda lo spazio. Senza persone a bordo non servono stalli larghi per aprire le portiere né corsie di manovra generose, e con auto sistemate a una precisione fuori dalla portata di un guidatore si riduce anche il rischio di portiere ammaccate. Guardando ai dati, HL promette fino al 30% di posti in più a parità di superficie: in un edificio di Gangnam con circa 1.300 posti, per esempio, l'azienda ha stimato un guadagno di quasi 390 parcheggi, oltre alla possibilità di adottare soffitti più bassi per ricavare piani in più. Ma un garage pieno di robot funziona solo se le macchine non perdono mai il contatto con il server centrale, e cemento, metallo e veicoli in movimento sono il peggior nemico del segnale wireless. Per questo Parkie si appoggia alla rete industriale Ultra-Reliable Wireless Backhaul di Cisco, che secondo il produttore garantisce latenza prossima allo zero e comunicazioni senza perdite. Il risultato, sempre secondo Cisco, è un impianto che regge dalla singola coppia di robot a flotte di dieci o più unità, con meno attese e più sicurezza. Il banco di prova, per il momento, è l'aeroporto di Gimpo, nei pressi della capitale Seul, dove Parkie ha prima superato una dimostrazione nell'autorimessa del terminal internazionale, 599 posti con occupazione tra l'80 e il 90% e un via vai continuo dal centro commerciale collegato, e da luglio lavora sul campo. Il quadro è promettente, soprattutto perché il robot si adatta ai garage esistenti, e la partnership con studi di architettura primari punta a portarlo nei progetti fin dalla fase di disegno. Resta però da confermare se la formula apparentemente vincente possa reggere anche in garage molto diversi da quelli coreani, come quelli italiani ed europei.
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