Juve, la mossa di Elkann: 100 milioni sul mercato per tornare subito in Champions
La Gazzetta dello Sport

Juve, la mossa di Elkann: 100 milioni sul mercato per tornare subito in Champions

Giovedì 1 ottobre 2026
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Entro dicembre sarà realizzata la manovra da 250 milioni di euro. Exor copre le perdite e mette in gioco la metà dell’aumento di capitale

Entro dicembre sarà realizzata la manovra da 250 milioni di euro. Exor copre le perdite e mette in gioco la metà dell’aumento di capitale

Marco Iaria Giornalista 1 ottobre - 07:30 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Spalletti e John Elkann. Getty

Ieri la Gazzetta ha titolato in prima pagina “Rilancio Juve” sintetizzando il senso dell’ennesimo aumento di capitale, che non è semplicemente un’operazione tappabuchi. L’ammontare di 250 milioni di euro, infatti, eccede di gran lunga le stringenti necessità di bilancio.

il bilancio della juve

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Scrivono gli amministratori: "Sulla base delle analisi condotte dalla società e nelle ipotesi di performance sportive del triennio 2026/2027 - 2028/2029 in linea con quelle dei periodi precedenti alla stagione appena conclusa, le esigenze di rafforzamento patrimoniale per l’esercizio corrente e – in misura minore – per quello successivo, ammontano indicativamente al 45%-50% del valore complessivo della delega".

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CALCOLI

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Tradotto in cifre: solo 112-125 milioni servono per coprire le perdite previste per il 2026-27 e il 2027-28. A cosa serve il resto? "A supportare il raggiungimento degli obiettivi strategici e di sviluppo di Juventus, fondati sulla competitività sportiva, sul progressivo consolidamento dell’equilibrio economico-finanziario, su possibili upgrade degli asset immobiliari strategici e sulla valorizzazione del brand". C’è un tesoro di almeno 100 milioni che potrà essere utilizzato per gli investimenti. In primis sulla rosa. Occhio, però: non è che adesso la dirigenza possa spendere e spandere a piacimento. La Juve, come tutti gli altri club, deve sottostare ai parametri di controllo dei costi di Uefa e Figc. Anzi, ha pure firmato con Nyon un settlement agreement che impone ulteriori paletti. Ma il management, guidato dall’amministratore delegato Giovanni Carnevali, ha il vantaggio – rispetto ad altre piazze – di muoversi con le spalle coperte da una proprietà liquida e solida, che pretende il ritorno della squadra ai vertici della Serie A e alla frequentazione costante della Champions League. 

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la proprietà

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Exor si è impegnata a coprire non solo la quota di pertinenza (i 164 milioni relativi al 65,4%), ma anche l’eventuale inoptato (tra gli azionisti di minoranza, è comunque improbabile che Tether, all’11,5%, non aderisca alla ricapitalizzazione). Per gestire la cassa nell’immediato, Exor verserà subito 60 milioni a titolo di anticipo; in ogni caso, entro dicembre la manovra da 250 milioni verrà completata. Quel che conta è che John Elkann ha messo in cima alle priorità il ritorno in Champions, condizione imprescindibile per riportare la Juve sulla strada dell’equilibrio economico-finanziario che continua a sfuggire: dopo i 66 milioni persi nel 2025-26, questa stagione di Europa League (50-70 milioni di minori ricavi) chiuderà ancora con un deficit consistente. Si guarda al 2029 come orizzonte temporale entro cui far quadrare i conti. Per riuscirci il club continuerà a investire in modo sostenibile. Nulla di nuovo rispetto al passato.

investimenti

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Nel 2024-25 le acquisizioni per 216 milioni produssero un effetto finanziario netto negativo per 100 milioni, a cui si sono aggiunti i 71 milioni del 2025-26 (quando gli acquisti ammontarono a 132 milioni) e i 94 milioni di quest’estate (109 milioni le acquisizioni). Parallelamente, la società bianconera è riuscita a ridurre via via la spesa: solo nel 2025-26 i costi operativi sono stati tagliati di 42 milioni, di cui 11 alla voce stipendi tesserati. Insomma, anche in presenza delle regole Uefa e Figc, è possibile fare mercato: basta fare attenzione alle ricadute nel conto economico. L’esempio fresco è la staffetta tra Vlahovic e Kolo Muani. Quest’ultimo è costato, in termini di acquisto del “cartellino”, 42 milioni, ma il peso a bilancio (tra stipendio e ammortamento) è inferiore rispetto a quello del serbo che non ha rinnovato il contratto. Parliamo, quindi, di un investimento a “saldo positivo” alla casella centravanti. Proprio il gioco degli incastri a livello di spesa amplia il ventaglio delle possibilità e la forbice del budget. 

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pure gli impianti

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Non esiste un numero fisso. L’entità delle acquisizioni dipende da una serie di fattori, legati anche alle uscite di giocatori che possono liberare ulteriori risorse: si pensi a Koopmeiners, che a bilancio pesa per 17 milioni. Altra precisazione: i 100 milioni extra dell’aumento di capitale vanno intesi in un arco temporale più ampio della finestra di gennaio. Il piano, infine, prevede possibili investimenti anche a livello infrastrutturale. L’ipotesi più probabile consiste in micro-interventi sull’Allianz Stadium (dopo quelli compiuti in estate per ospitare i concerti), finalizzati a migliorare i servizi e, possibilmente, ad ampliare l’offerta dell’hospitality, sempre nell’ottica di incrementare i ricavi da stadio che hanno già raggiunto livelli record per le gare di campionato. Negli ultimi mesi la Juve ha sondato diversi studi di architettura. Ora si tratta di capire se mettere in pratica una delle suggestioni sul tavolo.

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