Cobolli s'infortuna e abbandona il match con Berrettini. Lacrime, poi l'abbraccio di Matteo
Flavio è costretto al ritiro per un problema muscolare subito nel derby italiano all'Atp 500 di Vienna
Flavio è costretto al ritiro per un problema muscolare subito nel derby italiano all'Atp 500 di Vienna
Luigi Ansaloni Collaboratore 29 ottobre (modifica alle 21:58) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCi sono scene che valgono più di una partita, più di un risultato, persino più di un torneo. E quella andata che si è vista a Vienna è una di queste. Flavio Cobolli si arrende al dolore, è costretto al ritiro e scoppia in lacrime. Dall’altra parte della rete, Matteo Berrettini potrebbe pensare soltanto alla qualificazione ai quarti di finale. Invece no: si siede accanto all’amico sulla stessa panchina, lo abbraccia, lo consola e prova a dargli coraggio. Un’immagine potentissima, quasi inedita per uno sport come il tennis, dove la solitudine accompagna spesso anche i momenti più difficili. Dopotutto, sono letteralmente cresciuti insieme, con gli stessi sogni fin da bambini.
Il derby
—Il derby azzurro degli ottavi di finale dell’Atp 500 di Vienna finisce così, con un epilogo che nessuno avrebbe voluto vedere. Non per una questione di classifica, non per un passaggio a vuoto e non si pensa nemmeno alle Finals, ma per un problema muscolare che costringe Cobolli, numero 6 del mondo, ad alzare bandiera bianca. Il punteggio dice 5-2 per Berrettini nel primo set, con Matteo avanti e ormai padrone dell’inerzia della partita. Ma il risultato, a quel punto, diventa soltanto un dettaglio.
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—Due amici, prima ancora che avversari. In campo c’è una sfida tutta italiana, ma fuori dalle righe del punteggio c’è un legame che va oltre la competizione. Berrettini capisce subito il momento del compagno e amico, gli resta vicino, lo stringe in un abbraccio e cerca di confortarlo. Cobolli piange, frustrato e impotente davanti a uno stop che gli impedisce di continuare. Matteo non si limita a una stretta di mano di circostanza: si ferma, si siede accanto a lui e condivide quel momento.
bel gesto
—Berrettini prosegue il suo cammino nel torneo, ma la fotografia più bella della serata non è un colpo vincente né un punto decisivo. È quell’abbraccio sulla panchina, con Matteo accanto a Flavio in lacrime. Una lezione di sport e di umanità: si può essere rivali per una partita e restare dalla stessa parte quando la vita, o il fisico, presenta il conto. A Vienna, per una volta, il tennis ha smesso di parlare di tennis. E ha mostrato il suo lato più bello.
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