La strada più incredibile d'Italia non l'hanno costruita gli italiani
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La strada più incredibile d'Italia non l'hanno costruita gli italiani

Giovedì 1 ottobre 2026
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La "Strada dei 100 giorni", opera ingegneristica di valore assoluto, fu progettata dall'impero austro-ungarico dopo Caporetto per creare una linea di rifornimento

La "Strada dei 100 giorni", opera ingegneristica di valore assoluto, fu progettata dall'impero austro-ungarico dopo Caporetto per creare una linea di rifornimento

Marco Bruckner 1 ottobre - 07:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Una bellissima foto notturna della Strada dei 100 Giorni - Alessio Battistella, licenza CC BY-SA 2.0

Il Passo di San Boldo, valico che collega la Vallata Trevigiana e la Valbelluna, ovvero i due versanti delle prealpi Bellunesi, è probabilmente sconosciuto ai più. D'altronde, non si tratta di un passo particolarmente imponente, data la quota di 706 metri. Quello di San Boldo è però un valico che potrebbe essere noto agli appassionati di motori e a quelli di infrastrutture. In questo tratto si trova infatti la "Strada dei 100 Giorni", una delle opere più belle a livello ingegneristico dell'Italia intera. A progettarlo, però, non furono esperti e professionisti nostrani. Anzi, il motivo per cui questo tratto venne prima ideato e poi costruito era proprio quello di evitare gli italiani. Una storia che risale a oltre un secolo fa e ci riporta in piena prima guerra Mondiale. 

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La "Strada dei 100 Giorni" - Ole Holmblad, licenza CC BY-NC-SA 2.0

la storia

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In seguito alla arcinota battaglia di Caporetto, disfatta militare per noi italiani ma vittoria per i nostri avversari, gli austro-ungarici necessitavano di una linea di rifornimento per quella parte dell'esercito che componeva il fronte del Piave. Allo stesso tempo, però, era fondamentale per loro non concedere possibilità di colpire all'artiglieria italiana. L'obiettivo era quello di superare il dislivello presente tra Tovena e la sella montana nella maniera più veloce possibile. Fu dunque progettata e costruita la cosiddetta "Strada dei 100 Giorni", che prende il nome dal brevissimo arco di tempo in cui fu costruita: venne completata infatti tra il febbraio e il giugno 1918. Un'opera incredibile, ideata dagli ingegneri dell'Impero austro-ungarico, ma realizzata con un grande contributo della manodopera locale, a cui si andava ad aggiungere quello dei prigionieri di guerra russi. Un'infrastruttura che ha richiesto un lavoro di precisione straordinario, con la pendenza della strada che non poteva superare il 12% data la necessità di far transitare convogli di mezzi pesanti. A mettere in difficoltà gli ingegneri è stata in particolare la parete verticale dell'ultimo canalone: per non sbancare la montagna, furono scavate cinque gallerie elicoidali, collegate da ponti ad arco.

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La "Strada dei 100 Giorni" vista dal basso - licenza CC BY-SA 3.0

la strada oggi

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La "Strada dei 100 Giorni" è tutt'ora transitabile. Non si tratta di un percorso semplice: la carreggiata è infatti stretta e in alcuni tratti è stato necessario imporre il senso unico alternato. L'attraversamento della strada - in cui è in vigore un limite di velocità pari a 30 km/h - è vietato ai veicoli più alti di 3,2 metri e più pesanti di 3,5 tonnellate. Nota per i conducenti, in particolare i motociclisti: l'asfalto potrebbe risultare scivoloso a cause delle infiltrazioni delle acque di sorgente. Chi vuole percorrere la Strada dei 100 giorni in salita deve partire da Cison Valmarino, in provincia di Treviso, passare da Tovena e poi continuare in direzione San Boldo sulla SP635. Chi desidera percorrerla in discesa, invece, dovrà partire dalla provincia di Belluno: la via più comoda per arrivare nel capoluogo è senza dubbio la A27 Venezia-Belluno. Trattandosi di un tratto prealpino del Nord Italia, a partire dal 15 novembre e fino al 15 aprile è obbligatorio montare pneumatici invernali o quattro stagioni, o avere le catene a bordo. Data la pendenza abbastanza alta e i tornanti molto stretti, invece, è auspicabile la trazione integrale.

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