Caldo e umidità a Sepang, i piloti rischiano 50° nell'abitacolo: cosa cambia nel regolamento
La Gazzetta dello Sport

Caldo e umidità a Sepang, i piloti rischiano 50° nell'abitacolo: cosa cambia nel regolamento

Giovedì 1 ottobre 2026
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In Malesia è scattato il protocollo per temperature eccessive. Ma non è solo l'umidità il pericolo in più, prevista tanta pioggia. Antonelli: "Sarebbe fantastico fare qualche giro sul bagnato"

In Malesia è scattato il protocollo per temperature eccessive. Ma non è solo l'umidità il pericolo in più, prevista tanta pioggia. Antonelli: "Sarebbe fantastico fare qualche giro sul bagnato"

Dalla nostra inviata  Giulia Toninelli 1 ottobre - 09:46 - SEPANG (MAL) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La cappa di umidità che accoglie i piloti al loro arrivo nel paddock di Sepang è densa e grigia, quasi servisse vederla per poterne percepire la portata. Quasi tutti i protagonisti del circus non a caso hanno scelto di arrivare con alcuni giorni di anticipo in Malesia, in volo direttamente da Baku senza tornare in Europa, per fare i conti con il diverso fuso orario ma anche, e soprattutto, con un clima che richiederà grande preparazione fisica in vista della gara. Le temperature si aggireranno per tutto il corso del weekend intorno a massime di 32/33 gradi, ma è l’umidità – che sfiora l’80% – il vero elemento di affaticamento e rischio. "Questa è sempre stata una delle gare più toste dal punto di vista fisico", ha assicurato Fernando Alonso, che in Malesia nel corso della sua carriera ha vinto tre volte e che può contare su una conoscenza del circuito, e delle sue condizioni, che molti piloti dell’attuale griglia invece non hanno, essendo Sepang uscita ufficialmente dal calendario della F.1 nel 2018. 

nuovi obblighi

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Per queste condizioni di caldo particolarmente elevate, la FIA, ai sensi dell'Articolo B1.5.10 del regolamento sportivo, ha dichiarato l’Heat Hazard per l’intero fine settimana, il protocollo da seguire per team e piloti in caso di rischio legato a temperature eccessive. Tra gli obblighi, quello legato all’installazione sulle vetture dei componenti del Driver Cooling System, il sistema refrigerante montato sulla monoposto che i piloti potranno decidere di utilizzare o meno (ma in caso di mancato utilizzo dovranno integrare il peso minimo con una zavorra). In questi casi, con temperatura dell’aria superiore ai 30 gradi, quella dell'abitacolo può superare i 50 gradi e un pilota può arrivare a perdere 2-3 kg di liquidi nel corso di un GP. 

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precipitazioni

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A queste alte temperature e percentuali di umidità, che renderanno fondamentale per i piloti l’idratazione e il reintegro delle forze tra le sessioni in pista, si aggiunge anche la possibilità di pioggia, una condizione mai da sottovalutare con il clima tropicale della zona. Secondo le previsioni del fine settimana, le precipitazioni potrebbero ripetersi, ogni giorno, intorno alla stessa ora: "È una condizione che capita spesso qui", confermano dal circuito, invitando a osservare il meteo del primo giorno in pista per avere un’idea della possibile ripetitività nel corso delle giornate di azione successive. Le precipitazioni dovrebbero infatti arrivare a partire dalle 14 e continuare per un paio di ore al massimo, interrompendosi così intorno alle 16. Per poi, in alcuni casi, riprendere leggermente in serata. Orari, quelli pomeridiani, che potrebbero disturbare in parte le sessioni dei piloti, seppur non bloccandole completamente. Dipenderà tutto dalla portata di queste eventuali precipitazioni tropicali, che possono passare velocemente da una pioggia leggera ad acquazzoni importanti, che renderebbero di fatto difficile il regolare svolgimento delle attività. Qualcosa che non preoccupa però i piloti, molti dei quali – compreso il leader del Mondiale Kimi Antonelli – si sono detti entusiasti all’idea di correre in condizioni di bagnato a Sepang: "Quest’anno non abbiamo ancora avuto l’occasione di provare queste vetture con la pioggia – ha spiegato Kimi – e fare qualche giro sul bagnato sarebbe fantastico". Anche su una pista da molti mai percorsa, e anche in condizioni difficilissime dal punto di vista fisico. Perché ogni sfida è pronta per essere accolta tra i grandi della Formula 1.

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