Malati di sport: da Lomu a Zverev, quando il corpo è il tuo primo avversario
Il vincitore di due Slam nel 2026 è solo l’ultimo dei campioni che devono convivere con patologie: le storie di chi ha continuato a vincere, sfidando la propria salute
L a Regina Elisabetta II lo aveva appena nominato Baronetto, perché il canottaggio in Inghilterra è una religione e se vinci quattro ori olimpici ai remi, diventi semplicemente dio. Poi, d’improvviso, la diagnosi che gela sangue e speranze: diabete. Era il 1997, ne conseguì un cambio radicale di abitudini: sette insuline al giorno e una dieta senza zuccheri che doveva compensare le 6000 calorie consumate durante gli sforzi in gara. Ma Steve Redgrave, una leggenda vivente, non si arrese al destino, non scese dalla barca e per essere sicuro di fare tutto per bene convinse la federazione ad assumere la moglie Ann, famosa osteologa, come medico della nazionale. Tre anni più tardi, a Sydney, Sir Steve conquisterà il quinto successo a cinque cerchi, unico uomo nella storia del canottaggio a riuscirci, prima di ritirarsi e di diventare testimonial della possibilità di fare sport ad altissimo livello nonostante il diabete.