Caso Malagò, non solo l'addio di Bianchedi: guerra di pareri Figc-Coni sul commissariamento
La prossima settimana ci sarà la Giunta che deciderà se commissariare la Federazione. Che sta coinvolgendo diversi nomi di alto livello in particolare di diritto amministrativo
La prossima settimana ci sarà la Giunta che deciderà se commissariare la Federazione. Che sta coinvolgendo diversi nomi di alto livello in particolare di diritto amministrativo
Elisabetta Esposito Giornalista 1 ottobre - 09:01 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLe dimissioni di Diana Bianchedi hanno scosso l’ambiente in un momento in cui le tensioni tra Federcalcio e Coni sono notoriamente alte. Lo sono in particolare i rapporti tra i due presidenti, Giovanni Malagò e Luciano Buonfiglio, un tempo legati al punto che il primo aveva indicato e supportato il secondo come suo successore sul prestigioso trono del Comitato Olimpico. Oggi no, oggi si trovano a essere rivali sulla questione del mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura a presidente Figc. E nessuno ha intenzione di fare un passo indietro. In ballo c’è il commissariamento della Federcalcio, accusata formalmente dal procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, di aver violato uno dei Principi fondamentali del Coni a cui gli statuti di tutte le federazioni devono adeguarsi. Tesi mai condivisa dal procuratore federale Giuseppe Chinè. Taucer, chiudendo con un’archiviazione il procedimento di giustizia sportiva (perché Malagò non era tesserato alla data del presunto illecito e quindi non sanzionabile), ha segnalato il caso al Coni. Buonfiglio è stato subito chiaro ("Le regole vanno rispettate", ha detto a ripetizione) e si è immediatamente fatta largo l’ipotesi commissariamento per "gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi". A decidere sarà la Giunta Coni, chiamata a stabilire se la violazione commessa dal Segretario generale della Figc al momento dell’ammissione di Malagò, sia "grave" e dunque se il caso rientri tra quelli per cui è possibile il commissariare.
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—Da qui è partita la cosiddetta “battaglia dei pareri”. Buonfiglio ha chiesto a quattro "giuristi di chiara fama" (Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti) di dire la loro sulla delicatissima questione. I pareri sono arrivati e tutti sono schierati nel confermare che il tesseramento è un requisito necessario per candidatura ed elezione. La Figc sta facendo altrettanto, coinvolgendo diversi nomi di alto livello in particolare di diritto amministrativo. E c’è chi giura che faranno parecchio rumore. La Giunta è destinata a ricevere tutto, con l’obiettivo di fornirle più strumenti possibile per esprimere il proprio voto.
i tempi
—L’appuntamento dovrebbe essere tra il 6 e il 7 ottobre, quindi la Giunta (se ordinaria) potrebbe essere convocata oggi. Gli aventi diritto al voto sono 16 e tra questi torna a esserci proprio Diana Bianchedi, che non ricopre più alcun incarico ufficiale in Federcalcio. Il nodo è il conflitto d’interessi, che varrebbe ancora per Malagò, ma in Figc ci si inizia a interrogare se anche il presidente del Coni sia davvero super partes per votare. Per il 5 mattina intanto è stata convocata un’assemblea informale della Lega Serie A per parlare della questione. Per via Allegri, un segnale positivo.
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