Imola o Abu Dhabi? La scelta passa anche... dalle tasse. Bottas: "Nessuno vuole correre in Italia"
La Gazzetta dello Sport

Imola o Abu Dhabi? La scelta passa anche... dalle tasse. Bottas: "Nessuno vuole correre in Italia"

Giovedì 1 ottobre 2026
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La possibile sostituzione delle gare in Medio Oriente con Imola accende il dibattito nel paddock di Sepang: il finlandese ha sollevato il tema fiscale

La possibile sostituzione delle gare in Medio Oriente con Imola accende il dibattito nel paddock di Sepang: il finlandese ha sollevato il tema fiscale

Giulia Toninelli Giornalista 1 ottobre - 10:46 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Imola o Abu Dhabi, Abu Dhabi o Imola? Nel paddock di Sepang continua la contesa su un finale di stagione ancora senza nome. La Formula 1 conferma, per il momento, le tappe finali di Qatar e Abu Dhabi come da calendario ufficiale ma Imola continua la preparazione di un piano alternativo nel caso in cui la massima serie decidesse di non correre in Medio Oriente a causa del conflitto internazionale ancora in corso. Le opinioni dei piloti vanno in direzioni opposte, da chi come Max Verstappen sostiene che "la Formula 1 non dovrebbe correre in un luogo attualmente impegnato in una guerra" a chi come Lewis Hamilton avverte che "a Imola non ci sarebbero sorpassi e il meteo, a dicembre, rappresenterebbe un serio problema" passando a chi come Valtteri Bottas solleva per la prima volta un altro tema, caro a molti piloti dello schieramento, rimasto fino a questo momento nell’ombra.

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le tasse italiane

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Interrogato sulla questione infatti in finlandese della Cadillac ha detto: "Non so se avete sentito parlare delle tasse italiane… Nessun pilota vuole realmente correre in Italia a causa di quello che è successo lì". Una dichiarazione che fa riferimento al caso delle tasse evase da parte dei protagonisti della Formula 1 nei GP italiani: i piloti stranieri e i team con sede fuori dall’Italia infatti sono stati considerati lavoratori autonomi che, nei giorni di azione in pista a Monza e Imola, hanno operato in Italia generando profitto e i rispettivi team non hanno versato le imposte generate da tale prestazione lavorativa, evadendo di fatto il Fisco italiano. Una contesa che si è in parte risolta con i piloti chiamati al pagamento degli importi dovuti all’Agenzia delle Entrate italiana, lasciando però più di qualche malcontento tra i protagonisti del paddock che, a detta di Bottas, non sarebbero ora felici di correre un secondo Gran Premio in Italia dopo quello di Monza di inizio settembre, preferendo recarsi in Qatar e ad Abu Dhabi per le tappe finali del calendario. Il finlandese ha chiuso la questione con una battuta: "Penso che se la Formula 1 deciderà di andare in Medio Oriente allora sarà perché non lo reputa un pericolo, altrimenti non si assumerebbe un tale rischio. E poi ad Abu Dhabi non ci sono tasse, giusto?".

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