Marchisio: "Sto con Kolo Muani, Woltemade non è Ibra. Conte è la Juve, ma ora fiducia a Spalletti"
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Marchisio: "Sto con Kolo Muani, Woltemade non è Ibra. Conte è la Juve, ma ora fiducia a Spalletti"

Giovedì 1 ottobre 2026
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L’ex bianconero: "Mio figlio Davide si allena con Luciano e mi racconta quanto pressa Gatti in allenamento. Il miglior acquisto? Il nuovo Douglas Luiz. Senza Yildiz la Juve è al 70%. L’Europa League va vinta, non snobbata"

L’ex bianconero: "Mio figlio Davide si allena con Luciano e mi racconta quanto pressa Gatti in allenamento. Il miglior acquisto? Il nuovo Douglas Luiz. Senza Yildiz la Juve è al 70%. L’Europa League va vinta, non snobbata"

Filippo Cornacchia Giornalista 1 ottobre - 10:42 - TORINO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Una partita dopo l’altra, come quando giocava ogni tre giorni con la Juventus per vincere gli scudetti e arrivare in fondo alla Champions (2015 e 2017). Il Principino è diventato grande, tanto che adesso con Luciano Spalletti si allena il figlio Davide, 17 anni, centrocampista dell’Under 18 e fresco di primo contratto da professionista. Claudio Marchisio è passato all’ufficio: un po’ consigliere tecnico e un po’ mental coach dell’agenzia Circum, di cui è socio insieme all’agente Alessandro Tocci. Quasi tutto diverso. Tranne l’amore per la Juve, di cui è tifoso e bandiera. 

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Sorpreso dal nuovo aumento di capitale annunciato da John Elkann? 

"No, è la conferma dell’unicità del legame tra la Famiglia Agnelli-Elkann e la Juventus. Un segnale importante, l’ennesimo in più di cento anni di storia. Una proprietà così ce l’ha soltanto la Juventus". 

Dopo la pausa per le nazionali, comincerà la vera stagione. Che cosa si aspetta dalla Juventus? 

"Continuità, in campo e fuori. Quella che è mancata negli ultimi anni a tutti i livelli, con cambi in panchina e in società. Adesso va data fiducia a Carnevali, Massara e Ottolini. A Spalletti è già stata rinnovata, è alla seconda stagione a Torino". 

A una parte di tifosi bianconeri è bastata la prima sconfitta, quella col Sassuolo, per manifestare la nostalgia per Conte. Se lo aspettava così presto? 

"La nostalgia per Antonio, a cui anche io sono molto legato, c’è sempre stata e sempre ci sarà. Era così ai tempi di Allegri e anche negli anni successivi. Conte è Conte per la Juve. Però serve continuità e quindi io do ancora fiducia a Spalletti. Gli infortuni, a partire da quello di Yildiz, sono stati pesanti. Ma la Juve non deve mai cercare scuse, mi aspetto che dalla ripresa a Natale possa lottare per le prime posizioni. E poi spero in un’Europa League da protagonista. La Juventus deve puntare a vincere ogni competizione e la Coppa non va snobbata. Non solleviamo un trofeo da trent’anni in Europa. Basta, no?". 

Juve, va vinta l'Europa League: non solleviamo un trofeo da trent’anni in Europa. Basta, no?

Claudio Marchisio

La Juventus ha rivoluzionato la squadra con dieci colpi. Il suo preferito? 

"L’undicesimo: il nuovo Douglas Luiz. La tecnica non era in discussione nemmeno due anni fa, ma adesso è un altro. E sono convinto che possa dare ancora di più, soprattutto in termini di gol". 

A proposito di gol: lei è salito sul carro di Kolo Muani come Spalletti o è ancora a terra? 

"Per forza che sono salito. Ma Kolo non è un bomber: dovrà essere bravo Spalletti a trovare gol per vie diverse con Conceicao, Nico, McKennie". 

David ha segnato 3 reti in 4 partite con l’Atletico Madrid: è un mago Simeone? 

"Forse semplicemente non era l’attaccante giusto per la Juve in questo momento storico". 

È più forte la nuova Juventus? 

"Deve dimostrare di esserlo, a tutti i costi. La concorrenza non manca: Roma, Como, Milan, Napoli... L’Inter è ancora davanti a tutte". 

Quanto perde la Juventus senza Yildiz? 

"Molto. È una Juve al 70-75%. Kenan è speciale. Alajbegovic è un bel talento, però è diverso". 

Lei si è allenato con il giovane Ibra alla Juve: Woltemade può avere lo stesso impatto? 

"Massimo rispetto, ma non credo. Ibra è Ibra. Woltemade ha tecnica e fisico, però sembra leggero". 

A gennaio che colpo sogna? 

"Quelli che vorrei io difficilmente si muovono in inverno e vogliono giocare la Champions. Ma c’è del positivo anche in una stagione con l’Europa League: può diventare l’occasione per lanciare qualche giovane del vivaio". 

Col Nec ha debuttato Owusu, spera che in futuro tocchi a Elimoghale, il “suo” talento del 2009? 

"Se lo meriterà, lo deciderà Spalletti. Ci auguriamo di sì. Destiny è un bravo ragazzo e un attaccante esterno con grandi potenzialità, è più avanti di me alla sua età: lo seguono in tanti all’estero, però il suo sogno è la Juve. Non è l’unico: penso ai nostri giovani del vivaio Corigliano, Rigo, Rocchetti...". 

E Davide Marchisio? 

"Sta vivendo il momento da ragazzo per bene. Sono orgoglioso di lui. E sono il suo primo tifoso, anzi il secondo o forse il terzo. Mia moglie, il fratello e i nonni sono i primi... Davide mi ha detto: 'Papà, ma quanto pressa Gatti, è sempre addosso'". 

Teme che suo figlio venga “rimandato” dalla Juventus come l’azzurro Kayode da bambino? 

"Si può arrivare al top in modi diversi, capita. Magari Kayode tornerà alla Juve da big". 

Ultimamente Vicario è stato l’unico italiano in campo nella Juve. Preoccupato? 

"Intanto Vicario è un gran rinforzo. I pochi italiani sono un problema di tutte le big, non solamente della Juventus. I tempi sono cambiati, ma i regolamenti no...". 

Carnevali lavora a una Juve più italiana: consigli? 

"Avrei voluto Tonali, ormai impossibile. Magari può tornare di moda Frattesi: io ho un debole per i centrocampisti col vizio del gol". 

Che idea si è fatto di Romano, passato da nuovo Matic alle critiche post Italia-Belgio?

"Va difeso. Il discorso è un altro: io sono sempre stato abituato a una maglia della Nazionale che si conquista dopo almeno una/due stagioni da titolare in Serie A, 4-5 partite mi sembrano poche. Detto questo, sarebbe bello che i nostri club avessero lo stesso coraggio della Nazionale". 

Aspettiamo Francia-Italia: sensazioni? 

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"Dura contro Zidane, il mio preferito è Olise. Bell’esame per l’Italia. Comunque vada, non abbattiamoci: serve tempo a Mancini".

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