Il gran finale nei tornei di poker: la nostra guida al late stage
La Gazzetta dello Sport

Il gran finale nei tornei di poker: la nostra guida al late stage

Giovedì 1 ottobre 2026
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E' la fase più critica e più adrenalinica. Non ci si può basare solo sulla forza delle proprie carte ma entrano in gioco numerosi altri fattori. E' in questo momento che spesso si deve cambiare marcia, che non significa automaticamente diventare aggressivi. Ecco guida e consigli su come affrontare la fase di late stage

LA GUIDA

Il gran finale nei tornei di poker: la nostra guida al late stage

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E' la fase più critica e più adrenalinica. Non ci si può basare solo sulla forza delle proprie carte ma entrano in gioco numerosi altri fattori. E' in questo momento che spesso si deve cambiare marcia, che non significa automaticamente diventare aggressivi. Ecco guida e consigli su come affrontare la fase di late stage

Giorgio Sigon

1 ottobre

Ci sono fattori personali e pressioni esterne. Da una parte c'è l'adrenalina alle stelle, dall'altra la stanchezza di fine maratona. Nei tornei di poker il momento clou è sicuramente quello dello sprint finale. La fase di late stage dei tornei è il punto di non ritorno. Ecco i nostri consigli

FATTORI DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE

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Abbiamo affrontato le prime due fasi di un torneo di poker. L'early e il middle stage: momenti nei quali la mente è relativamente sgombra e dove ci sono pochi fattori esterni che ci possono preoccupare. La storia cambia quando arriviamo in late stage. Dalla bolla in poi si gioca, di fatto, un altro torneo. Ci sono tanti aspetti da analizzare per riuscire ad arrivare in fondo: la disparità tra stack è più evidente. Essere sotto average ci fa sentire "più corti" di quanto non sembri. Perchè? La risposta va cercata in un altro fattore importante ovvero la relazione tra il nostro stack e i blinds (e l'ante!). Il costo delle untate obbligatorie è decisamente alto e non possiamo permetterci di foldare all'infinito. Infine, quanto a macro-argomenti, c'è la pressione ICM che possiamo esercitare se siamo ben messi o che subiamo qualora il nostro stack non fosse "bello cicciotto". Sono tutti concetti che ogni giocatore, a questo punto del torneo, deve avere bene in mente. Poi c'è anche da capire quanto siamo stanchi o lucidi: late stage significa aver giocato per tantissime ore. Concentrazione, lettura e scelte ottimali restano fondamentali per proseguire. Ogni colpo può spostare tanto, in termini di valore monetario atteso e ogni errore può portare quel valore a zero. Questa è una fase delicata nella quale è forse più marcata la differenza tra professionista e giocatore ricreazionale. Il primo fonda la propria strategia sugli aspetti tecnico-tattici, il secondo guarda molto alle proprie starting hand. Se arrivano buone mani (e soprattutto ottimi incroci) bene, altrimenti c'è chi rischia di "morire di bui", ovvero di non giocare più facendosi consumare l'intero stack da blinds e ante

FASE DI LATE STAGE NEI TORNEI: I NOSTRI CONSIGLI

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Stack profondi contro stack corti, pressione ICM e aumento esponenziale dei blinds. Questi i tre macro-concetti da tenere bene a mente prima di pensare alla propria strategia di late stage. Il primo consiglio è doppio: da una parte non ci si deve chiudere troppo, dall'altra non si deve diventare super aggressivi soprattutto se non lo siamo di natura. Gli estremi in questi casi ci portano o a non rischiare o a farlo troppo senza considerare letture o range avversario. Il late stage è la fase dove gli stack da 10 BB vanno allin con una certa frequenza e al tavolo può capitare di averne 2 o 3. Le situazioni di re-push su stack medi è un altro vantaggio che i chipleader si prendono. Gestire pressione e "fastidio" (apriamo due colpi e passiamo senza vedere il flop) devono rimanere equilibrati. Non tiltiamo per poco: spesso i premi alti sono allettanti e si può anche arrivare sul podio solo per una corretta gestione mentale del torneo. Per chi ha stack sotto i 15 BB il concetto chiave è quello di fold equity. Chiaro è che, per giocatori con questo stack, anche la posizione è importante: pushare 55 UTG+1 con magari 4 big stack che devono ancora parlare può non essere la decisione migliore. In situazioni nelle quali la pressione ICM è massima gli stack profondi devono approfittare del momento ampliando i range di apertura, facendo sempre attenzione alla posizione degli altri stack medio alti. L'aggressività è una componente fondamentale: arriva un momento nel quale le carte, da sole, non bastano per arrivare in fondo. Comprendere al meglio le situazioni di push-fold, range di 3bet e adattamento allo stile del tavolo è un'altra chiave

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