Il coraggio portoghese di gridare "Il re è nudo": la storia tormentata tra CR7 e la sua nazionale
È toccato a Jesus decidere che per la nazionale era arrivato il momento di fare a meno di un CR7 sempre meno incisivo. E lui, che ha sempre vissuto per quei colori, non l'ha presa bene... La fine di una storia lunga 23 anni
Era finita prima ancora che finisse davvero. La sensazione è che l’avessero capito tutti fuorché lui. Come in quei rapporti di coppia ormai sfilacciati, da tempo la finzione rendeva sopportabile una convivenza inevitabilmente forzata. E poiché tutte le storie, quando finiscono, finiscono per logorio, dopo ventiquattro anni Cristiano Ronaldo non è più la chiesa al centro del villaggio della nazionale portoghese. Lo strappo - stavolta definitivo - si è consumato in queste ore, con l’abbandono del ritiro a seguito della panchina a cui - alla vigilia della sfida di Nations League contro la Danimarca - l’ha condannato il ct Jorge Jesus, che già aveva tenuto fuori CR7 contro la Norvegia. Cristiano se n’è andato lanciando strali. "Al momento giusto dirò a tutti i portoghesi le ragioni che mi hanno spinto a lasciare la nazionale, a cui mi sono sempre dedicato. Ora è il momento di augurare buona fortuna al Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezioni". È finita un’epoca, gli dei se ne vanno.