"Le anfore di De Bruyne, il gelato di Marchizza, Stankovic operaio... vi racconto i traslochi dei calciatori"
La Gazzetta dello Sport

"Le anfore di De Bruyne, il gelato di Marchizza, Stankovic operaio... vi racconto i traslochi dei calciatori"

Giovedì 1 ottobre 2026
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Lui è Alberto, e risolve problemi. I calciatori lo chiamano con pochissimo preavviso e lui organizza loro il trasloco: "Novemila chilometri alla settimana per accontentarli. Ma che fatica per quella jacuzzi da 12 posti..."

Lui è Alberto, e risolve problemi. I calciatori lo chiamano con pochissimo preavviso e lui organizza loro il trasloco: "Novemila chilometri alla settimana per accontentarli. Ma che fatica per quella jacuzzi da 12 posti..."

Giulio Di Feo Giornalista 1 ottobre - 13:13 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Quando risponde al telefono Alberto è in autostrada, si sente in sottofondo. “Sto andando in Sicilia, Fabrizio l’hanno mandato lì…”. Fabrizio chi? “Eh, Fabrizio… aspetta, io coi cognomi son negato… Caligara, il centrocampista, va da Pescara a Catania. Sai quante volte l’ho percorsa sta strada? Nei giorni scorsi ho fatto Hernani e Strefezza a Palermo”. Alt: servono spiegazioni, e serve immedesimarsi. Perché tutti leggono di calciomercato e se lo immaginano come un enorme scambio di figurine, pochissimi invece si mettono nei panni di un ragazzo che magari alle 20 riceve una telefonata in Piemonte e la mattina dopo deve presentarsi in Calabria, con la consapevolezza di doverci restare perlomeno sei mesi. In quel caso che fa il malcapitato che fa? Chiama Alberto, e lui risolve il problema. Alberto lo trovi nelle rubriche calcistiche di mezza Europa perché è il traslocatore dei giocatori. Ha un’impresa a Genova e nell’ultima dozzina d’anni ha preso i ritmi del pallone. “Cominciò tutto con la moglie di Antonini, quando suo marito arrivò al Genoa gli affittò casa una mia amica e le girò il mio contatto. Evidentemente restò contenta, perché poi mi chiamarono anche Perin e un altro ragazzo che non mi ricordo come si chiama ma che doveva trasferirsi in pochi giorni a Benevento. Lì capii che poteva funzionare. Mi feci dare gli indirizzi di vari procuratori e mi proposi. Il resto lo fa il passaparola, e il fatto che durante l’anno sto molto attento al mercato, seguo i movimenti e nel caso mando un messaggino al calciatore o alla sua compagna. Il più delle volte non aspettano altro e mi contattano". 

E riesci ad accontentarli tutti? 

"Eh, non sempre. Qualche giorno fa ho dovuto dire di no alla fidanzata di El Shaarawy, sai? Una ragazza carinissima, ma io ero in Grecia per un altro lavoro e lei aveva l’esigenza di fare tutto in tre giorni… non ho potuto accontentarla ma le ho detto quale sarebbe stato il prezzo giusto da chiedere a un altro, per non essere presa alla gola”.

Gli ultimi giorni di mercato saranno peggio per te che per i direttori sportivi. Quanti traslochi di calciatori fai al mese in estate? 

“Almeno una trentina, quest’anno poi è stato veramente un manicomio… Noi ci occupiamo di tutto, anche di fare gli scatoloni. E questo ai calciatori risolve un altro problema, perché molti se ne vanno ma non sanno dopo andranno a giocare".

E tu che fai?

"Ti spiego con un esempio: la stagione estiva l’ho cominciata con Castrovilli, svincolato dal Cesena. Ho preso le sue robe a fine aprile e sono ancora in deposito, a breve dovrebbe farmi sapere dove va a giocare. Da settembre dell’anno scorso tengo custodita anche la palestra di De Bruyne…”.

Addirittura! 

“Sì, due grossi tapis roulant e altri attrezzi. Gli ho fatto un trasloco l’anno scorso Napoli su Napoli, e quelle macchine ha deciso di non portarsele. Sono ancora in deposito da me”.

Che differenza c'è tra il trasloco di un calciatore e quello di chiunque altro? 

“Le esigenze, che per un atleta in generale sono molto alte perché portano con loro un sacco di cose importanti. Mobili di design, comò laccati, specchi particolari... l’altro giorno abbiamo servito un ragazzo da Sassuolo a Pescara, sono serviti quattro furgoni. E anche quando si tratta solo di vestiti, parliamo di capi da decine di migliaia di euro, non puoi sbagliare. Ecco, un'altra differenza è che i calciatori guardano più al servizio, gli altri al prezzo”.

Ma davvero? 

“Oddio, alcuni guardano anche al prezzo perché spesso in carriera hanno beccato delle fregature pazzesche. Io non faccio distinzioni, a parità di servizio il prezzo è uguale per tutti, calciatori e non. Però sono più le volte che nemmeno mi chiedono più il preventivo, specie negli ultimi due anni: si fidano, il passaparola funziona specie se il contatto arriva da una persona amica. L’altro giorno, per esempio, mi ha chiamato la moglie di Mandragora che doveva portare tutte le sue robe da Firenze a Torino, il numero glielo aveva dato la moglie di Castrovilli. Mica mi ha chiesto il prezzo, nel frattempo le ho bloccato tutto e quando trovano la casa definitiva mi chiama e completiamo. Capisce? Vanno sulla fiducia…” 

Il trasloco più tosto che ti è capitato? 

“Sincero? Sono sempre riuscito ad accontentare tutti. La cosa veramente dure è la strada, i chilometri ti stravolgono. Ne ho fatti novemila solo nell'ultima settimana, più ovviamente la fase del trasloco, carica, scarica e via. Spesso ci chiedono anche di portare le loro auto, con la bisarca o anche su strada. L’altro giorno ho fatto un Monza-Palermo, sono sceso in Sicilia, ho fatto il trasloco, ho preso l’aereo per Monza, sono andato a prendere la macchina e l’ho portata giù…”.

Le robe più strane che le è capitato di trasportare? 

“De Bruyne aveva tre anfore antiche. Per piazzarle in giardino abbiamo dovuto fare una videochiamata con il suo architetto in Belgio che ci diceva di quanti centimetri spostarle. Poi parecchi anni fa c’era un calciatore della Samp, non ricordo chi, che doveva cambiar città e dentro casa teneva una Jacuzzi da 10 posti, grossa come una piscina. Gliel’abbiamo dovuta smontare pezzo per pezzo, piazzarla su un camion scoperto e portarla fino alla sua nuova casa”. 

Il tuo cliente più affezionato? 

“A Silvestre e Castrovilli avrò fatto almeno sette traslochi a testa. Strefezza l’ho portato da Lecce a Como, da Como ad Atene, da Atene a Palermo…”.

Mogli e compagne? 

“Dolcissime! Ti offrono la colazione al mattino quando arrivi, ti portano a pranzo, danno mance sostanziose ai ragazzi. Il mese scorso stavamo sistemando Marchizza da Frosinone a Vicenza, a un certo punto mentre stavamo scaricando sua moglie ci ha fatto fermare e ha portato il gelato a tutti. Solo una volta ho beccato una ragazza, diciamo così, con un filino di puzza sotto al naso, ma in generale sono tutte collaborative. E ci sta, perché risolviamo problemi non da poco, nove volte su dieci ci chiamano con preavvisi brevissimi. Tutino qualche settimana fa mi ha chiamato di giovedì sera per fare Napoli-Genova, lunedì mattina alle 6 ero sulle sue scale e martedì aveva tutta la roba in casa”. 

E i ragazzi ti danno mai una mano? 

“Sì, capita. Pirola, per esempio, un gran lavoratore. Oppure Alexander Stankovic, mi ha messo veramente in difficoltà perché voleva a tutti i costi portare su mobili e scatoloni con noi. Ho dovuto fermarlo: ‘Domani inizi la preparazione, se ti fai male poi non è che vengono da me?’. Ma lui non ci sentiva. Gli Stankovic sono una famiglia favolosa, ho fatto traslochi al padre Dejan e a tutti e due i suoi figli”.

Finisce che coi calciatori ci diventi amico.

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“Djuricic, il trequartista che era alla Samp, l’ho portato da Genova ad Atene la mattina, ha insistito perché rimanessi e sono finito con lui a fare serata. Zappacosta mi ha fatto vedere Atalanta-Chelsea l’anno scorso, un regalo bellissimo, la Champions dal vivo mi mancava. Paleari quando viene a giocare a Genova mi tiene sempre i biglietti da parte. La maggior parte di loro mi regala la maglietta senza nemmeno che gliela chieda. L'unica cosa a cui tengo è la foto con loro, l’immagine fa tanto. Solo una volta un ragazzo non ha voluto farla: poverino, era straniero, giovane, appena arrivato in Italia, pensava fosse una cosa a pagamento… Una telefonata col procuratore e abbiamo chiarito tutto, ora siamo amici. E da anni porto lui e le sue cose in giro per l’Europa”.

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