Charles difende, Lewis punge: dietro le dichiarazioni di Hamilton e Leclerc su Vasseur
Per Leclerc il team principal "è un ottimo leader", Hamilton dice che "ci sono altre persone coinvolte, non è una questione che riguarda solo Fred"
Per Leclerc il team principal "è un ottimo leader", Hamilton dice che "ci sono altre persone coinvolte, non è una questione che riguarda solo Fred"
Dalla nostra inviata Giulia Toninelli 2 ottobre - 07:38 - SEPANG (MALESIA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleTutti intorno a Fred. È stato un giovedì di difesa e protezione quello andato in scena ieri a Sepang in casa Ferrari, dove Charles Leclerc e Lewis Hamilton si sono esposti in prima persona a favore del team principal Vasseur, al termine di una settimana di indiscrezioni sul suo futuro, potenzialmente a rischio, come leader della squadra di Maranello. Dopo la rinnovata fiducia arrivata direttamente dalla Ferrari, per il francese si sono spesi anche i due piloti, concordi nel definire Vasseur "un leader eccellente per la squadra".
Fiducia
—Il primo a farlo è stato Leclerc, che proprio con Fred – allora a capo della Sauber – ha iniziato la sua storia in Formula 1, passata anche dalla Malesia dove Charles nel 2017 scese in pista per le primissime Prove Libere in un weekend ufficiale della massima serie: "Vasseur è un ottimo leader e penso che la sua qualità migliore sia saper gestire le persone – ha spiegato il monegasco - esattamente ciò in cui bisogna essere bravi quando si ricopre quel ruolo. Sa quali parole utilizzare e soprattutto sa in quali condizioni mettere una persona per riuscire a tirarne fuori il massimo". Una posizione non facile però quella ricoperta da Vasseur, sostiene Leclerc, con il peso di un team spesso sotto la lente di ingrandimento più severa del mondo della Formula 1: "Stiamo tutti cercando di fare del nostro meglio, Fred per primo – ha continuato – tutti all’interno della squadra ci stiamo spingendo al limite e trovo un po’ irrispettoso vedere circolare così tante voci. Fa parte del nostro lavoro accettare le critiche, ma quando certe cose vengono diffuse continuamente, credo che a un certo punto diventino poco rispettose". Voci, supposizioni e critiche che il pilota ha smesso di leggere da tempo ma che ovviamente condizionano il lavoro di tutto il team, impegnato in una stagione impegnativa e sfidante come quella di questo nuovo ciclo regolamentare: "Personalmente ho tolto tutto ciò che riguarda i social e di conseguenza non vedo molto di quello che succede intorno a noi fuori dai weekend di gara. Ovviamente però senti quello che viene detto e molte persone all’interno del team sanno cosa sta succedendo e non è positivo per la serenità di tutti noi". Dall’altra parte Leclerc, in Ferrari dal 2019 e mai davvero in lotta per la giocarsi il titolo iridato, non ha provato a nascondere le difficoltà che la squadra sta affrontando in termini di prestazioni in questo momento, superata la metà della prima stagione con nuovo ciclo regolamentare, mettendo in luce più punti da migliorare: "Credo che ci sia un deficit di potenza rispetto ai nostri avversari, ma ormai non si può più ridurre tutto a un solo problema di motore. Anche sul fronte telaio e aerodinamica gli altri stanno recuperando e recentemente hanno portato aggiornamenti significativi che li hanno resi molto forti anche in curva, quindi noi dobbiamo cercare di migliorare su ogni fronte".
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—Un punto che trova concorde anche il compagno di squadra Lewis Hamilton, più pungente della difesa del team - lui che negli scorsi mesi si era spesso mostrato meno concorde con le parole di Vasseur davanti ai microfoni - e qui invece solido nell’individuare le problematiche da provare di risolvere nel minor tempo possibile per cercare il successo che in Ferrari manca da quasi vent’anni: "Nel corso degli anni abbiamo visto cambiare molte persone nella posizione che oggi occupa Vasseur ma lui è un leader fantastico. È davvero la persona giusta per provare a portare il nostro team nella giusta direzione. C’è però una struttura che esiste da tempo e bisogna capire se in futuro sarà necessario migliorarla. Ci sono anche persone sopra Fred, e anche loro fanno del progetto, non è una questione che riguarda un solo individuo e le sue scelte". Un ampliamento della panoramica Ferrari da parte di Hamilton che apre a una riflessione – già più volte portata dal britannico – sulla gestione del lavoro all’interno del team e dell’azienda di Maranello nella sua complessità, al di fuori di quanto può e deve fare il team principal, forse anche chiamando a una presa di posizione più forte da parte della Presidenza. "Ovviamente ci sono dei cambiamenti che io farei in tale senso – ha spiegato in modo molto generico Hamilton, con una frase che lascia spazio a più interpretazioni – ma non dirò qui in pubblico quali sono questi cambiamenti". Che tante cose stiano oggi cambiando tra le mura di Maranello è chiaro e le parole del britannico pronunciate in Malesia lo fanno intendere chiaramente. Da dove, e quando, arriverà tale rivoluzione però non è ancora dato saperlo.
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