L'infinito processo al Manchester City: indagine iniziata 8 anni fa, sanzione l'anno prossimo?
La Gazzetta dello Sport

L'infinito processo al Manchester City: indagine iniziata 8 anni fa, sanzione l'anno prossimo?

Venerdì 2 ottobre 2026
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Le accuse di gravi irregolarità finanziarie risalgono a 17 anni fa. Ora che c'è un verdetto di colpevolezza i tempi per arrivare alla fine dell'iter restano lunghissimi. E i danni di immagine sono enormi

Le accuse di gravi irregolarità finanziarie risalgono a 17 anni fa. Ora che c'è un verdetto di colpevolezza i tempi per arrivare alla fine dell'iter restano lunghissimi. E i danni di immagine sono enormi

Dal nostro corrisondente  Davide Chinellato 2 ottobre - 09:44 - LONDRA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Perché non c’è ancora una sanzione? Le prime accuse al Manchester City risalgono al 2009, 17 anni fa. L’indagine della Premier League è partita a fine 2018, quasi 8 anni fa. Le accuse sono state formalizzate nel febbraio 2023, oltre tre anni e mezzo fa. E la commissione che ha riconosciuto il City colpevole di quasi tutte le accuse ha deliberato per quasi due anni, dal dicembre 2024, prima di esprimere un verdetto di colpevolezza. Eppure, anche adesso che è ufficiale che il club di proprietà dell’Abu Dhabi Group è stato riconosciuto colpevole di gravi irregolarità finanziarie che ne hanno agevolato la scalata alla piramide inglese, nessuno ha idea di come il City verrà punito. Né soprattutto quando. 

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TEMPI E SANZIONI

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 L’unica cosa sicura sui tempi del resto di questo procedimento è che il City ha fino a venerdì per presentare appello. Cosa che il club ha già annunciato più volte di voler fare. Da lì si entra nelle tante incertezze di quello che viene dopo. Di sicuro, la questione delle sanzioni verrà affrontata in un’udienza separata, per cui potrebbero volerci ancora settimane, se non mesi. Sarà la stessa Commissione indipendente che ha giudicato il City colpevole di buona parte delle 115 accuse a deciderle. Sia il club che la Premier League, l’accusa in questo processo in cui il City è la difesa, presenteranno le loro raccomandazioni o le circostanze attenuanti. La Commissione ha discrezione praticamente assoluta sulle sanzioni: il minimo è una forte multa, il massimo l’espulsione dalla Premier League, una che comunque dovrà essere votata dall’assemblea dei proprietari con almeno 15 preferenze (il City in questo momento ha il resto della Premier contro). Nel mezzo, ovviamente, ci sono tante possibilità più o meno estreme, più o meno probabili: una forte penalizzazione, magari abbastanza da sancire la retrocessione sul campo in Championship, come invoca gran parte della critica; le più complicate revoche dei trofei o addirittura un intervento che obblighi l’Abu Dhabi Group a vendere la squadra, soluzione estremamente complicata visto che coinvolgerebbe anche la politica e i rapporti tra Regno Unito ed Emirati Arabi. 

quando le sanzioni?

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 Quando queste sanzioni verranno rese pubbliche, si aggiunge alle tante incognite della vicenda. La Premier, nel suo comunicato, ha detto di augurarsi una conclusione del processo “nel più breve tempo possibile”; gli altri club stanno spingendo perché un verdetto definitivo arrivi entro la fine della stagione. Cosa che fa capire che è anche probabile che arrivi nella prossima, sia per gli accordi di riservatezza che avvolgono l’intero procedimento nella massima segretezza, sia perché l’appello del City significherà riesaminare tutte le carte. Sono così tante che, anche se la commissione ha elogiato sia la Premier che il City per non averla sepolta di incartamenti, solo l’indice di tutti i documenti raccolti è un faldone di 700 pagine. E in fase di appello verranno riesaminate tutte. Anche per le clausole di riservatezza, solitamente le sanzioni in questo tipo di procedimento vengono rese note solo ad appello concluso. Cosa che finisce per spostare ancora più in avanti la risposta alla domanda “come pagherà il City?”. 

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SPADA DI DAMOCLE 

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L’incertezza sui tempi aggiunge anche incognite su questa stagione. Il City si proclama innocente, ha ribadito pubblicamente di voler andare fino in fondo per dimostrarlo con “l’infinità di prove” a disposizione. E quindi continuerà a giocare questo 2026-27 come se nulla fosse, giocando per vincere la Premier nel primo anno di Enzo Maresca già dalla partita dell’11 ottobre a Anfield. Ma il City giocherà con la spada di Damocle delle sanzioni in arrivo, il rischio che il verdetto del campo venga ribaltato in tribunale. Anche se l’espulsione dalla Premier o una maxi penalizzazione che camuffa una retrocessione arrivassero prima della fine della stagione, non cancellerebbe i risultati del campo delle altre squadre. E se le sanzioni dovessero slittare al prossimo anno (nessuno, in questo momento, può garantire che non succeda), il danno d’immagine sarebbe ancora più grande.

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