Longevità, uno studio rivela cosa aumenta le probabilità di vivere fino a 90 anni
Uno studio durato più di 50 anni collega la salute cardiovascolare nella mezza età alla possibilità di diventare nonagenari, con meno malattie e fragilità
Uno studio durato più di 50 anni collega la salute cardiovascolare nella mezza età alla possibilità di diventare nonagenari, con meno malattie e fragilità
Eugenio Spagnuolo 2 ottobre - 09:17 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleArrivare a 90 anni ha qualcosa di misterioso. C'è chi fuma per decenni e tocca il traguardo in scioltezza e chi conduce una vita irreprensibile e si ferma molto prima. Chi sembra sfidare ogni statistica e chi invece la conferma al millimetro. Ma se le eccezioni fanno rumore, la scienza preferisce cercare ciò che accomuna i grandi numeri della longevità. E questo permette di scoprire cose interessanti, ben oltre i record personali. Come, per esempio, che una parte importante della nostra vecchiaia potrebbe essere già scritta intorno ai 40 anni.
Lo studio, durato più di mezzo secolo, ha seguito 2.690 uomini finlandesi in buona salute, che all'inizio della ricerca, avevano in media 42 anni. I ricercatori hanno guardato soprattutto cinque elementi: non fumare, non essere in sovrappeso, avere pressione, colesterolo e glicemia entro valori favorevoli. A distanza di decenni, tra gli uomini che a 40 anni non rispettavano nessuno di questi fattori favorevoli, solo il 6,8 per cento è arrivato a 90 anni.La percentuale saliva progressivamente man mano che il profilo cardiovascolare migliorava: 14,2 per cento con un solo fattore favorevole, 18,3 con due, 26,7 con tre e 36,6 con quattro.
controllo cuoreFra quelli che li possedevano tutti e cinque, invece, ben il 42 per cento ha raggiunto i 90 anni. Insomma, chi si curava della sua salute cardiovascolare, aveva la possibilità di diventare nonagenario sei volte più alta rispetto a chi non lo faceva.E non stiamo parlando di una fotografia scattata per qualche anno: i partecipanti sono stati seguiti per più di mezzo secolo, fino al gennaio 2025. Una durata importante per uno studio sulla longevità, che consente di vedere bene quanto alcuni fattori presenti nella mezza età possano accompagnarci fino alla vecchiaia.
C'è un altro dato che aiuta a capire quanto i due gruppi fossero già diversi nella mezza età. Dai 25 anni in poi, gli uomini con il profilo cardiovascolare peggiore erano ingrassati in media di 17,8 chili, mentre quelli che presentavano tutti e cinque i fattori favorevoli ne avevano guadagnati appena 3,5. Non è tutto. Nel 2007, quando i partecipanti ancora in vita avevano in media 79 anni, 907 di loro sono stati valutati per capire come stavano davvero: vennero misurate la fragilità e la qualità di vita, insieme al benessere psicologico e alla percezione della felicità. Tra gli uomini che a 42 anni possedevano tutti e cinque i fattori favorevoli, soltanto il 2,2 per cento risultava fragile, contro il 24,5 per cento di chi era partito senza alcun fattore a basso rischio. Anche la percezione della propria salute era migliore: nessuno degli uomini appartenenti al gruppo più favorevole la giudicava "scarsa" e quasi il 54 per cento la definiva "molto buona" o "eccellente".
In soldoni, la differenza tra chi aveva il profilo cardiovascolare migliore e chi partiva dalle condizioni meno favorevoli, equivaleva in media a circa dieci anni di vita in più.Nessuna formula matematica (o magica) per vivere a lungo, ma la prova, secondo i ricercatori, che il conto alla rovescia della vecchiaia cominci in tempi non sospetti.
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