Inzaghi: "Zidane in panchina come quando giocava: una mossa e ha già capito tutto. Quella notte a Kiev..."
La Gazzetta dello Sport

Inzaghi: "Zidane in panchina come quando giocava: una mossa e ha già capito tutto. Quella notte a Kiev..."

Venerdì 2 ottobre 2026
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Pippo e Zizou insieme alla Juve per quattro anni: "Si è portato in panchina le sue doti da giocatore. Per un attaccante sapere che alle spalle uno come lui o Kakà è un grande privilegio..."

Pippo e Zizou insieme alla Juve per quattro anni: "Si è portato in panchina le sue doti da giocatore. Per un attaccante sapere che alle spalle uno come lui o Kakà è un grande privilegio..."

Guglielmo Buccheri Giornalista 2 ottobre - 09:04 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La prima volta insieme era estate – 23 agosto 1997 - e tempo di finale: stadio Delle Alpi, Pippo e Zizou uno davanti (o dietro) all’altro per andare oltre la sorpresa Vicenza con in gioco la Supercoppa Italiana. Come finì? Due gol e assist per Inzaghi, poco più di un’ora sotto i riflettori per Zidane. L’ultima – 17 giugno 2001 – cadde quattro stagioni e quasi quattro anni dopo: Pippo e Zizou si presentarono in campo per sfidare l’Atalanta e per i saluti alla città della Mole e dei sogni in bianconero. Tradotto: la condivisione di ben centotrentasette partite con la maglia della Juventus e quasi diecimila minuti con la fantasia e tecnica di Zidane a mandare per tredici volte in rete Inzaghi. 

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Pippo, c’è stata un po’ di magia nel vostro rapporto professionale? 

“Posso dire di avere avuto la fortuna di giocare con uno come Zizou: per un attaccante sapere che alle spalle hai un compagno così è davvero un grande privilegio...”. 

Una palla, uno scatto ed ecco l’intuizione. 

“Sì... Zizou sapeva sempre come metterti nelle condizioni migliori in campo”. 

Il segreto? 

“Spesso bastava un movimento giusto e lui aveva già visto tutto: andava così”. 

La sua forza…una tra le tante? 

“Direi la qualità tecnica, evidente a tutti, ma ciò che mi colpiva di più era la naturalezza con la quale Zidane faceva sembrare semplici anche le giocate più difficili. Per questo motivo non mi sono mai stupito nel vederlo diventare un grande allenatore”. 

Dal campo alla panchina, per il Pallone d’oro francese è stato un salto senza contraccolpi. 

“Se hai l’intelligenza calcistica, la personalità e la capacità di capire i momenti della partita come ha sempre avuto Zizou con il pallone tra i piedi, hai tutto per portarti dietro queste peculiarità e doti anche nel ruolo di allenatore”. 

Zizou e Kakà erano una manna per chi come me di mestiere faceva i gol

Intelligenza calcistica, personalità e la capacità di decifrare i momenti della partita: chiedere di più sarebbe stato molto complicato... 

“Zizou è stato un grandissimo compagno di squadra, così come Kakà, una vera manna per chi come me faceva l’attaccante di mestiere. Per questo prima ho sottolineato la fortuna che ho avuto ad incontrarlo". 

Quasi diecimila minuti sul terreno di gioco insieme dentro ai quattro anni bianconeri: chiuda gli occhi... 

“Se penso a una partita giocata insieme a Zizou mi ritorna in mente una notte davvero speciale, in Champions League, a Kiev nel 1998”. 

Speciale... 

“Venivamo dal pareggio, 1-1, dell’andata e dovevamo andare lì per vincere. Sul primo gol, Zidane mi mise davanti alla porta con uno di quei palloni che soltanto lui riusciva a mettere. Anche il secondo gol, di testa, nasce da un suo calcio d’angolo”. 

Una partita dagli effetti non banali. 

“A Kiev realizzai una tripletta e vincemmo 4-1. Quella notte racconta bene, molto bene che cosa significasse giocare con uno come Zidane”. 

Pippo e Zizou, Inzaghi e Zidane: avete giocato insieme anche l’utima partita con la divisa della Juventus nel 2001. Lei se ne sarebbe andato nella Milano rossonera, mentre Zizou avrebbe, da lì a poche settimane, cominciato la nobile avventura a Madrid, casa Real. C’è stata un bel po’ di magia nel vostro dialogo sul campo... 

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“Beh sì... bello aver avuto alle spalle uno così...”.

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