Shpendi capocannoniere, poi Ruocco, Bonazzoli e gli altri: gli italiani segnano a ritmo record
La Gazzetta dello Sport

Shpendi capocannoniere, poi Ruocco, Bonazzoli e gli altri: gli italiani segnano a ritmo record

Venerdì 2 ottobre 2026
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91 le reti made in Italy nelle prime cinque giornate e dall'avvio del campionato una media di 2,64 gol a partita, la più alta negli ultimi anni. Tra i nomi anche la novità Raffaele Russo

91 le reti made in Italy nelle prime cinque giornate e dall'avvio del campionato una media di 2,64 gol a partita, la più alta negli ultimi anni. Tra i nomi anche la novità Raffaele Russo

Pietro Scognamiglio Giornalista 2 ottobre (modifica alle 12:59) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

C'è aria fresca lì su in quota, guardando la classifica marcatori in questa lunghissima sosta. Se Cristian Shpendi osserva tutti dall’alto perché, alla fine, non è mai stato così spietato - 6 gol con 8 tiri nello specchio -, alle sue spalle si sono moltiplicati i gol italiani. Ben 91, mai così tanti nelle prime cinque giornate delle ultime cinque stagioni. E domani a Helsinki, quando si ritroveranno per Finlandia-Albania di Nations League, potrebbero ritrovarsi a parlarne proprio il centravanti del Cesena e il re dei bomber (in carica) della B. Quel Joel Pohjanpalo che nel fortissimo attacco del Palermo, dove le soluzioni si sono moltiplicate, sembra aver delegato - per ora - parte delle sue incombenze da realizzatore puro (solo un gol condito da due assist, anche se in Coppa Italia ha timbrato tre volte). Se Shpendi continua così, non ce n’è per nessuno. Ma alle sue spalle c’è chi proverà a riportare il "Pablito" (premio destinato al capocannoniere di B) in Italia. Non succede dal 2022, quando il trofeo se l’è preso (per la seconda volta di fila) Massimo Coda. A proposito: lui che in Serie B ha segnato più di tutti (144 gol) quest’anno ha lasciato il giardino di casa, accettando di scendere in C al Catania. Dal 2018 in poi, una B senza Coda non era mai esistita. 

Sul podio

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Dietro Shpendi, a comandare la pattuglia dei gol italiani c’è Francesco Ruocco del Mantova (4), a cui solo il Pisa nell’ultima di campionato è riuscito a trovare contromisure: l’esterno d’attacco di Modesto, infatti, era stato capace di trovare la porta in tutte le sei precedenti partite ufficiali, comprese le due di Coppa Italia. Parecchio affollato il terzo gradino del podio, con ben quattro bandierine italiane insieme a quella norvegese di Dennis Johnsen (un altro che sta viaggiando oltre i suoi standard realizzativi). E qui profili e storie si differenziano tra loro. Federico Bonazzoli negli ultimi giorni di mercato sembrava potesse tornare in A (agevolando, con tutta probabilità, l’arrivo di Shpendi a Cremona), ma alla fine è rimasto in grigiorosso. E i suoi tre gol sono arrivati tutti da quando è tornato Fabio Pecchia, che si gode quello che è stato - insieme a Scamacca e Orsolini - l’italiano che ha segnato di più nella scorsa Serie A. A queste latitudini, uno quasi fuori categoria. La B invece l’ha dovuta riconquistare Antonio Di Nardo, retrocesso col Pescara nonostante i suoi 14 gol. Un bottino che ovviamente l’ha reso uomo mercato, fino ai quasi 2 milioni spesi dalla Juve Stabia per farlo diventare il colpo da copertina del nuovo corso. Uno status che il centravanti di Napoli si sta meritando (alla media di un gol ogni 78 minuti), anche se i pensieri dei tifosi di Castellammare sono inevitabilmente rivolti a vicende extra campo. 

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Nuovi gol

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Nell’avvio di campionato con la media realizzativa più alta degli ultimi anni (2,64) e in cui si tira di più (27,66 a partita, due conclusioni in più rispetto a un anno fa), c’è spazio anche per nomi inaspettati. Da Raffaele Russo - trequartista dell’Avellino di Nesta - appena alla seconda stagione di B in carriera ad Andrea Silipo, che nell’Ascoli si sta ritrovando dopo le grandi promesse di quando era giovanissimo. In attesa di quei big che ancora devono andare a pieni giri: da Mulattieri a Iemmello, gente per cui la doppia cifra è quasi scontata. Shpendi lo sa: per tenerli dietro, dovrà continuare a correre.

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