Amici mai: non solo fede calcistica, ecco dove nascono le tensioni Abodi-Malagò
La Gazzetta dello Sport

Amici mai: non solo fede calcistica, ecco dove nascono le tensioni Abodi-Malagò

Venerdì 2 ottobre 2026
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Il rapporto tra il Presidente Figc e il Ministro dello Sport è costellato da numerosi battibecchi. Un contrasto cresciuto dopo un episodio di 10 anni fa ed esploso definitivamente negli ultimi giorni

Il rapporto tra il Presidente Figc e il Ministro dello Sport è costellato da numerosi battibecchi. Un contrasto cresciuto dopo un episodio di 10 anni fa ed esploso definitivamente negli ultimi giorni

Mario Canfora Giornalista 2 ottobre - 12:09 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Amici veri, Andrea Abodi e Giovanni Malagò, non sono mai stati. E non solo per la fede calcistica. Laziale il primo, romanista il secondo. Nel marzo del 2017, qualcosa si incrinò. Carlo Tavecchio fu riconfermato alla guida della Figc anche grazie all’appoggio (ovviamente mai ufficiale) di Malagò, allora presidente del Coni, nella sfida proprio ad Abodi. Ora, a distanza di tanti anni, i rapporti tra i due sono sottozero con battibecchi praticamente quotidiani e sempre attraverso i media. Se parla uno, poi l’altro non si sottrae alla replica. Sono mesi che vanno avanti a punzecchiarsi. Lo scorso maggio, il ministro per lo Sport e i Giovani, nel corso della festa di fine anno della Serie A Women, se ne uscì così a un mese dalle elezioni Figc: "In bocca al lupo al mio amico fraterno Giancarlo Abete, ma anche al mio diversamente amico Giovanni Malagò, perché si è amici anche quando la si pensa diversamente", furono le sue parole. 

fuori luogo

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Normale dialettica, si dirà. Solo che lo scontro è diventato totale, quasi insostenibile. Ieri mattina, a Firenze dov’era per aprire i lavori dell’assemblea di Lega Pro (che ha espresso, all’unanimità, parere contrario al commissariamento della Figc con tanto di vicinanza al presidente), Malagò alla domanda se avesse condiviso le dimissioni di Diana Bianchedi da capodelegazione della Nazionale, è andato a ruota libera. "Condivido la scelta di Bianchedi. È stata turbata dalle parole di un ministro che entra nel merito dei comportamenti all’interno della Giunta. È un’entrata non convenzionale, sgrammaticata e fuori luogo. Impossibile darle torto, è andata avanti. Non è la prima volta che il ministro interviene in ambito calcistico". 

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Giungla

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Abodi nel frattempo si trovava nella Capitale, alla presentazione dei campionati di A1 di pallanuoto maschili e femminili. Gli leggiamo le frasi del presidente della Figc, ci stoppa: "Le conosco bene", prima di rispondere al termine di un attimo di pausa. "Preferisco non entrare nella giungla delle polemiche che molto spesso non riguardano gli interessi generali, cosa che peraltro ho sempre fatto nel rispetto dei ruoli. Posso dire che sto cominciando a diffidare di chi esprime solo il giudizio verso gli altri e non fa mai un briciolo di autocritica". Perché si è arrivati fino a questo punto? "Io non ho nemici. Non li voglio e non li cerco ma ho il sacrosanto diritto di esprimere un’opinione rispettosa". Abodi interviene sulla questione Bianchedi che, nel comunicato di addio, ha motivato la scelta a causa delle parole del ministro sulla sua posizione da vice presidente Coni, quasi sempre in contrasto con la linea del presidente Buonfiglio. "Ho letto e riletto quello che ho detto e non riesco a trovare un elemento che possa determinare una mancanza di rispetto nei confronti dei valori. A meno che non abbiamo gli stessi valori", ha continuato Abodi che ammette di essere rimasto sorpreso dalle dimissioni. "Certo, ognuno ha le sue sensibilità e ha diritto alle proprie sensibilità e io nella mia dichiarazione ho parlato di diritto di avere un’opinione e averla anche differente. E meno male che le abbiamo differenti, ma non pensavo fossero così differenti"

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