Mercedes, che succede? Russell e Antonelli staccati: perché l'assetto delle W17 è tutto da rifare
Il nuovo e ampio pacchetto aerodinamico portato a Sepang ha dato in pista risposte non coerenti con le simulazioni: la sfida degli ingegneri è ora quella sistemare tutto in poche ore
Il nuovo e ampio pacchetto aerodinamico portato a Sepang ha dato in pista risposte non coerenti con le simulazioni: la sfida degli ingegneri è ora quella sistemare tutto in poche ore
Paolo Filisetti 2 ottobre - 13:48 - SEPANG (MALESIA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Kimi Antonelli, 20 anni, parla con Peter Bonnington ai box di SepangÈ solo venerdì e, come sempre, i risultati delle due sessioni di prove della prima giornata del GP del Bahrein in Malesia vanno presi con beneficio d'inventario. Ma quanto mostrato dalla Mercedes, presente con una vettura profondamente rinnovata a livello aerodinamico, con George Russell e Kimi Antonelli rispettivamente settimo ed ottavo a circa mezzo secondo da Charles Leclerc primo, ha stupito molti addetti ai lavori. In mattinata la FP1 era stata sfruttata essenzialmente per validare il nuovo pacchetto di sviluppo, rappresentato soprattutto da nuove fiancate ed un fondo rinnovato, svolgendo prove a velocità costante utili per la raccolta dei dati in pista, da confrontare con quelli predittivi delle simulazioni. Dunque, nessuna sorpresa che entrambe le W17 non avessero impressionato e non fossero soprattutto valutabili a livello di passo effettivo.
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—Ma nella sessione del pomeriggio la situazione è cambiata. Infatti, sia Russell sia Antonelli hanno provato varie regolazioni a livello dinamico (leggi sospensioni) e modifiche all’incidenza dei flap senza però trovare una soluzione soddisfacente. In pratica, la risposta dinamica della W17 alle nuove mappe aerodinamiche (leggi distribuzione del carico generato) non è stata coerente con quanto era stato evidenziato nelle simulazioni. Per semplificare il concetto, non è stato trovato un equilibrio soddisfacente, tale da permettere ad entrambi i piloti di estrarre la massima performance dalla monoposto. In parte può aver inciso il fatto, sebbene sia così per tutti, che la pista sia soggetta ad una evoluzione piuttosto pronunciata, per le caratteristiche del tracciato e dell’asfalto, complici le elevate temperature ambientali.
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sfida complessa
—Resta il fatto che i tecnici del team, in vista della terza sessione in programma sabato e soprattutto delle qualifiche, debbano ripartire da zero nella determinazione del corretto assetto della W17, non avendo, di fatto, raccolto riferimenti univoci nella prima giornata. Si tratta di una sfida complessa, ma non impossibile. In ogni caso, dimostra quanto l’introduzione di ampi pacchetti di sviluppo non sia sempre priva di insidie, soprattutto se le modifiche apportano un cambiamento a livello di distribuzione del carico generato dalla vettura, come in questo caso. Non si può dire che l’evoluzione portata a Sepang non funzioni, dunque sia da bocciare. Si tratta di problemi di integrazione tra “vecchio e nuovo”, che richiedono una lettura del comportamento della W17 diversa da prima, per trovare nuovi parametri utili per il setup.
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