Arbitri di professione? Spalletti apre il caso, l'Aia dice sì. Ecco cosa servirebbe
Dopo le parole dell'allenatore bianconero nel post partita di Juventus-Lazio, è intervenuto anche il vicepresidente Massini: "Lavorando con Figc e leghe è possibile"
Dopo le parole dell'allenatore bianconero nel post partita di Juventus-Lazio, è intervenuto anche il vicepresidente Massini: "Lavorando con Figc e leghe è possibile"
Matteo Dalla Vite Giornalista 10 febbraio - 10:35 - MILANOCosa cambia? Cambierebbe. Oggi con una ventina di gare dirette, lo stipendio annuale di un arbitro internazionale si aggira sui 160-170.000 euro lordi. Oggi, perché il guadagno sale in base all’impiego, sul campo o al Var. Se arbitri, guadagni (premi fissi a parte); viceversa, no. Col professionismo si andrebbe verso un contratto fisso, un Tfr, un guadagno simile per i più bravi, una struttura definita, come stare in un club calcistico di A, perciò attento ad ogni aspetto, preparazione compresa. Il professionismo arbitrale: ciak, si gira un nuovo capitolo per ora ancora... vecchio.
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—Detto che nel recente passato si è parlato della creazione di un Gruppo Elite (gestita da Figc, Lega Serie A e B), va anche aggiunto che ultimamente il discorso non è più stato preso in considerazione. Certamente - se nascerà - sarebbe un reparto scelto magari con autonomia organizzativa. Tutto il discorso, in fondo, rinasce grazie al tecnico della Juve: un assist? «In campo ci sono 22 professionisti e un precario - ha detto Spalletti -. L’arbitro non è un professionista: va a casa, deve pensare ad altro e non sa se l’anno prossimo farà ancora l’arbitro. Non va bene». Ma quanto guadagnano gli arbitri oggi?
compenso a parte fissa
—A dirigere una gara di Serie A, un arbitro guadagna (lordi) 4000 euro. Il netto si evince da solo. In Serie B, 2 mila euro. E poi, il Var in A “incassa” a partita 1700 euro e in B 800 euro. Da quarto uomo 500 euro in A e 200 in B. Per gli assistenti, 1400 euro in A e 600 in B. Per l’Avar, 800 euro in A e 400 euro in B. In tutto questo è prevista una parte fissa annuale: 30.000 euro per chi ha meno di 50 presenze, 60.000 per chi ne ha più di 50 e 90.000 per gli internazionali. In Europa, per i fischietti internazionali i compensi salgono secondo tabelle della Uefa: colui che viene designato per dirigere una gara di Champions ha un riconoscimento che va dai 6000 euro per i sedicesimi fino ai 7500 per quarti e semifinali e, a salire, ai 10.000 euro (sempre lordi) per una finale (3.000 agli assistenti e 4000 al Var). A livello femminile, la finale di Champions League vale 5000 euro.
indipendenza
—Intanto, ecco la lettera del vicepresidente vicario Francesco Massini: «L’Associazione Italiana Arbitri (Aia) sul tema del professionismo degli arbitri intende precisare di non essere stata mai contraria a proposte di riforma in questa direzione. L’obiettivo rimane, infatti, quello di preservare e riportare al centro del sistema una funzione arbitrale dotata di autorevolezza, carisma e forte personalità, capace di assumere decisioni con indipendenza, senza risultare subordinata alla pressione degli strumenti tecnologici. Lavorare insieme a Figc e Leghe per una simile riforma non solo è possibile, ma è stato a suo tempo indicato come auspicabile». Anche l’ad del Bologna Fenucci pro-professionismo: «Può aiutare la classe arbitrale, ma il Var a volte sembra una moviola: si potrebbe pensare anche al Var a chiamata...».
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