Arbitri di professione? Spalletti apre il caso, l'Aia dice sì. Ecco cosa servirebbe
La Gazzetta dello Sport

Arbitri di professione? Spalletti apre il caso, l'Aia dice sì. Ecco cosa servirebbe

Martedì 10 febbraio 2026
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Dopo le parole dell'allenatore bianconero nel post partita di Juventus-Lazio, è intervenuto anche il vicepresidente Massini: "Lavorando con Figc e leghe è possibile"

Dopo le parole dell'allenatore bianconero nel post partita di Juventus-Lazio, è intervenuto anche il vicepresidente Massini: "Lavorando con Figc e leghe è possibile"

Matteo Dalla Vite Giornalista 10 febbraio - 10:35 - MILANO

Cosa cambia? Cambierebbe. Oggi con una ventina di gare dirette, lo stipendio annuale di un arbitro internazionale si aggira sui 160-170.000 euro lordi. Oggi, perché il guadagno sale in base all’impiego, sul campo o al Var. Se arbitri, guadagni (premi fissi a parte); viceversa, no. Col professionismo si andrebbe verso un contratto fisso, un Tfr, un guadagno simile per i più bravi, una struttura definita, come stare in un club calcistico di A, perciò attento ad ogni aspetto, preparazione compresa. Il professionismo arbitrale: ciak, si gira un nuovo capitolo per ora ancora... vecchio.

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elite e luciano

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Detto che nel recente passato si è parlato della creazione di un Gruppo Elite (gestita da Figc, Lega Serie A e B), va anche aggiunto che ultimamente il discorso non è più stato preso in considerazione. Certamente - se nascerà - sarebbe un reparto scelto magari con autonomia organizzativa. Tutto il discorso, in fondo, rinasce grazie al tecnico della Juve: un assist? «In campo ci sono 22 professionisti e un precario - ha detto Spalletti -. L’arbitro non è un professionista: va a casa, deve pensare ad altro e non sa se l’anno prossimo farà ancora l’arbitro. Non va bene». Ma quanto guadagnano gli arbitri oggi?

compenso a parte fissa

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A dirigere una gara di Serie A, un arbitro guadagna (lordi) 4000 euro. Il netto si evince da solo. In Serie B, 2 mila euro. E poi, il Var in A “incassa” a partita 1700 euro e in B 800 euro. Da quarto uomo 500 euro in A e 200 in B. Per gli assistenti, 1400 euro in A e 600 in B. Per l’Avar, 800 euro in A e 400 euro in B. In tutto questo è prevista una parte fissa annuale: 30.000 euro per chi ha meno di 50 presenze, 60.000 per chi ne ha più di 50 e 90.000 per gli internazionali. In Europa, per i fischietti internazionali i compensi salgono secondo tabelle della Uefa: colui che viene designato per dirigere una gara di Champions ha un riconoscimento che va dai 6000 euro per i sedicesimi fino ai 7500 per quarti e semifinali e, a salire, ai 10.000 euro (sempre lordi) per una finale (3.000 agli assistenti e 4000 al Var). A livello femminile, la finale di Champions League vale 5000 euro.

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indipendenza

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Intanto, ecco la lettera del vicepresidente vicario Francesco Massini: «L’Associazione Italiana Arbitri (Aia) sul tema del professionismo degli arbitri intende precisare di non essere stata mai contraria a proposte di riforma in questa direzione. L’obiettivo rimane, infatti, quello di preservare e riportare al centro del sistema una funzione arbitrale dotata di autorevolezza, carisma e forte personalità, capace di assumere decisioni con indipendenza, senza risultare subordinata alla pressione degli strumenti tecnologici. Lavorare insieme a Figc e Leghe per una simile riforma non solo è possibile, ma è stato a suo tempo indicato come auspicabile». Anche l’ad del Bologna Fenucci pro-professionismo: «Può aiutare la classe arbitrale, ma il Var a volte sembra una moviola: si potrebbe pensare anche al Var a chiamata...».

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