Niente stage? Gattuso fa l'Italia a cena: ieri a Milano con gli azzurri delle big, i retroscena
Il vista del playoff di marzo, dopo aver incontrato i giocatori impegnati all'estero, Gattuso si è attovagliato con gli azzurri di Milan, Inter, Juventus, Bologna e Fiorentina
Il vista del playoff di marzo, dopo aver incontrato i giocatori impegnati all'estero, Gattuso si è attovagliato con gli azzurri di Milan, Inter, Juventus, Bologna e Fiorentina
Andrea Ramazzotti Giornalista 10 febbraio - 10:28 - MILANOÈ iniziato ieri sera il “tour italiano” di Rino Gattuso in vista del playoff di marzo. Il ct e la Figc non hanno avuto lo stage di inizio febbraio che sarebbe stato utile per far gruppo, ma il tecnico non ha fatto drammi e, come quando giocava, si è rimboccato le maniche. Ecco perché, dopo essersi sobbarcato un bel po’ di chilometri in volo per incontrare Retegui in Arabia Saudita, Verratti in Qatar e il folto gruppo di giocatori della Premier a Londra (tra gli altri Calafiori, Chiesa, Donnarumma, Kayode, Savona, Tonali, Udogie e Vicario), ieri sera era a Milano, a cena con i giocatori di Milan, Inter, Juventus, Bologna e Fiorentina che fanno parte del gruppo degli azzurrabili. Entro venerdì, rispettando gli impegni delle varie squadre, sarà a Bergamo, a Roma e a Napoli per vedere tutti gli altri. A eccezione dei cagliaritani Caprile e Palestra che incontrerà sempre a cena lunedì prossimo, dopo aver visto il posticipo tra Cagliari e Lecce.
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—Gattuso ha fatto tutto con la massima attenzione per non togliere ore di riposo ai suoi azzurri e per non interferire minimamente nel lavoro settimanale delle squadre. Per questo volerà lui a Cagliari e non costringerà a una trasferta, magari nella Capitale, il portiere e l’esterno di Pisacane. Una dimostrazione di grande sensibilità. Perché, prima che ct, Rino è stato allenatore di club e in questa fase delicata del campionato, fa attenzione anche ai particolari.
anche miretti
—Il tour di Gattuso ha come obiettivo quello di “toccare” con mano non tanto lo stato di forma dei suoi giocatori, ma quello di parlare con loro per capire come stanno vivendo tra gli impegni di campionato e coppe, l’avvicinamento a una tappa fondamentale per la storia della nostra Nazionale. Non ha i panni dello chef, ma quelli dello psicologo: conosce il calcio e sa bene che il suo Milan ha vinto tutto anche perché era un gruppo unito fuori dal campo. Visto che non gli è stato concesso uno stage, gli azzurri ha scelto di riunirli a cena a gruppi perché le vittorie si possono costruire semplicemente guardandosi negli occhi. Non sono questi gli incontri nei quali annuncerà coloro che saranno chiamati per il match del 26 marzo a Bergamo contro l’Irlanda del Nord e per l’eventuale finale contro la vincente tra Galles e Bosnia. Ecco perché l’elenco degli “invitati” a tavola è molto più lungo di quello dei convocati. Non è però un particolare secondario che tra i presenti, oltre a Palestra, ci siano anche Bartesaghi e lo juventino Miretti. Magari gli ultimi due a marzo non ci saranno ma sono nel mirino del ct per il futuro. E se ci fossero a giugno al Mondiale?
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