L'amico Gerry, le foto del Milan e un'altra Ferrari in regalo: i 45 anni dell'"invisibile" Ibra
La Gazzetta dello Sport

L'amico Gerry, le foto del Milan e un'altra Ferrari in regalo: i 45 anni dell'"invisibile" Ibra

Sabato 3 ottobre 2026
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Oggi è il compleanno di Zlatan, tre anni dopo aver cambiato vita e ruolo: che cosa ha fatto e cosa per il Diavolo, il patto con Cardinale

Oggi è il compleanno di Zlatan, tre anni dopo aver cambiato vita e ruolo: che cosa ha fatto e cosa per il Diavolo, il patto con Cardinale

Marco Pasotto Giornalista 3 ottobre - 15:25 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Zlatan Ibrahimovic, 45 anni. Getty

L'uomo invisibile del Milan tocca una cifra semi-tonda: oggi sono 45 anni e il club rossonero lo ha celebrato con una galleria di immagini riferite a un tempo in cui invece Zlatan Ibrahimovic era molto, ma molto visibile. Nostalgia canaglia. Lui che esulta con Pirlo e Ronaldinho che lo omaggiano, lui con la coppa dello scudetto 2011, lui che festeggia allargando le braccia perché quando faceva gol spesso gli piaceva chiamare a raccolta tutti i discepoli con cui condivideva lo spogliatoio. Oggi Z invece festeggia il compleanno regalandosi l'ennesima Ferrari (la meravigliosa F80) e, rispetto a quegli scatti, la sensazione è che siano trascorsi molti più anni rispetto a quelli effettivi.

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sensazioni

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Ne sono poi passati soltanto tre da quando Ibra, dopo una riflessione tanto lunga quanto sofferta, ha deciso di dire addio al calcio giocato per accettare poi - pochi mesi dopo - il corteggiamento di Cardinale. E anche in questo caso sembra passato molto più tempo, sensazione probabilmente generata proprio dalla sua "invisibilità". Non in senso lato, ma in rapporto alle dinamiche rossonere. La domanda delle domande - che cosa fa di preciso Zlatan? - in realtà non è mai riuscita a essere soddisfatta del tutto, ma una cosa lungo questi tre anni alla fine è apparsa assolutamente chiara: occorre smettere - se ancora qualcuno lo sta facendo - di pensare a lui come a un dirigente che lavora col Milan. Ibrahimovic lavora con Cardinale, e quindi con RedBird. Possiede delle quote, viene remunerato dal fondo di cui Cardinale è il boss. Il Milan è soltanto una parte delle cose di cui si occupa lo svedese, in qualità di Senior Advisor. Un super consulente, di cui Gerry si fida ciecamente e a cui Gerry non chiede assolutamente nulla di diverso rispetto a quanto Ibra ha fatto sin qui per il club rossonero. Il tutto, con buona pace dei tifosi che ancora gli reclamano un interventismo a cui, semplicemente, Z non è deputato.

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al campo dopo una vita

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Per dire: il 14 settembre è ricomparso a Milanello, all'antivigilia della sfida col Benfica, dopo sei mesi lungo i quali non aveva più rimesso piede nel centro sportivo rossonero. Nonostante il burrascoso finale di stagione, nonostante il suo ascendente sui giocatori, nonostante tutto. Si può discutere all'infinito sull'opportunità di alcune scelte fatte da Ibra, si può anche aggiungere che magari sarebbe stato meglio prendere altre decisioni, ma in termini pratici lui si è sempre mosso nell'ambito delle facoltà, delle consegne e della libertà concordata con Cardinale. Lo hanno detto entrambi pubblicamente: uno vuole continuare a "fare l'Ibra" anche nel nuovo ruolo (che ormai non è più così nuovo), l'altro esige che Ibra continui a fare l'Ibra. Pur restando i suoi occhi di fiducia sul mondo rossonero. Non è casuale che Zlatan, nell'ambito di un periodo in cui Cardinale sta frequentando Milano e il Milan con grande assiduità, si sia presentato a Milanello proprio in uno dei pochi momenti in cui il grande capo era impossibilitato a palesarsi. Zlatan lavora dietro le quinte, spiega a Gerry le dinamiche del calcio europeo, ha partecipato anche a riunioni strategiche prima per il casting sul direttore sportivo e poi per quello sull'allenatore, ma non si occupa di quotidianità. Né di campo. Anche perché in tal caso è facile presumere che con Amorim, molto geloso del suo ruolo e della sua autonomia, non finirebbe benissimo. I tifosi rossoneri, durante la contestazione contro la società, hanno tirato in ballo a tutti gli effetti anche lui, tracciando un solco netto tra il godimento dato dall'Ibra giocatore e l'insoddisfazione generata dall'Ibra dirigente. Ora è tutto rientrato, più che altro un giudizio in sospeso nell'attesa di capire la piega che prenderà una stagione in cui comunque la proprietà ha impresso una marcia diversa, centrifugando tutto. L'unico che non cambia, alla fine, è proprio lui, Zlatan. Anche se gli anni passano.

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