Gonçalo Ramos, da stregone a talismano: quando segna, il Portogallo vince sempre
La Gazzetta dello Sport

Gonçalo Ramos, da stregone a talismano: quando segna, il Portogallo vince sempre

Sabato 3 ottobre 2026
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Nello giovanili lo chiamavano "Feiticeiro de Olhão", ora è diventato il portafortuna della Seleção: 13 gol, tutti arrivati in una partita vinta dai lusitani

Nello giovanili lo chiamavano "Feiticeiro de Olhão", ora è diventato il portafortuna della Seleção: 13 gol, tutti arrivati in una partita vinta dai lusitani

Elena Cecchetto 3 ottobre - 17:39 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

C’è una coincidenza che, nel caso di Gonçalo Ramos, ormai somiglia sempre più a una tradizione. Quando segna lui, il Portogallo vince. I suoi 13 gol con la Seleção sono arrivati in 10 partite, tutte concluse con il trionfo portoghese. Un dato che in patria ha già dato un nome alla sua influenza: "o efeito talismã", l’effetto talismano. L’ultima conferma è arrivata contro la Danimarca. Ramos ha prima servito l’assist a Joao Cancelo per il vantaggio lusitano, poi ha rimesso avanti i suoi con il gol dell’1-2. Alla fine è stato 2-4, con le reti di Vitinha e Joao Félix a completare il successo. Pochi giorni prima, a Oslo, aveva segnato anche il gol decisivo contro la Norvegia. Due partite, due reti e una nuova spinta a una statistica che ormai accompagna la sua storia con la nazionale.

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TALISMÃ

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È qui che il vecchio soprannome di Ramos torna quasi naturalmente a galla: "Feiticeiro de Olhão", lo stregone di Olhão. Lo chiamavano così quando era ancora un ragazzino delle giovanili portoghesi, per quella particolare capacità di trovarsi sempre nel posto giusto: rimpalli, palloni sporchi e deviazioni finivano sempre casualmente dalle sue parti. Una fortuna sospetta, quasi magica. Ramos, però, ha sempre avuto una spiegazione molto più concreta. "È il lavoro che fa arrivare il pallone a me. Poi ci sono l’intuizione e l’ambizione" racconta l'attaccante. Parole che sembrano riportare tutto alla normalità, lontano da qualsiasi leggenda e stregoneria. Solo che i lusitani, evidentemente, non la pensano allo stesso modo. Perché se il soprannome di stregone raccontava la sua capacità di attirare palloni apparentemente senza padrone, quello di talismano racconta ciò che succede quando quegli stessi palloni finiscono in rete: se Ramos segna, il Portogallo vince. Così, partita dopo partita, la coincidenza si sta trasformando in una caratteristica della sua storia con la Seleção.

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menino de ouro

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E se gli occhi di tanti portoghesi sono sul caso Ronaldo, a Olhão l’unico pensiero è Gonçalo. La città dell’Algarve dove Ramos è nato e ha iniziato a giocare lo ha celebrato dopo le ultime prestazioni chiamandolo "o nosso menino de ouro", il nostro ragazzo d’oro. Non soltanto il centravanti del Milan o l’attaccante della nazionale, perché per chi l’ha visto crescere il numero 9 resta soprattutto "uno dei suoi". La sua storia infatti parte proprio da lì. Aveva cinque anni quando arrivò all’Olhanense per un provino e, già allora, giocava con ragazzi più grandi e raccontava di voler diventare un calciatore professionista. Da Olhão sarebbe poi partito il percorso che lo avrebbe portato al Benfica e, passando per il Paris Saint-Germain, fino alla maglia rossonera e lusitana. A distanza di anni i soprannomi sembrano raccontare tre pezzi diversi della stessa storia: il Feiticeiro delle giovanili, il menino de ouro di Olhão e, soprattutto, il talismã del Portogallo. Perché anche se la magia non è mai servita, i numeri cominciano a farla sembrare reale... almeno lontano dal Milan.

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