La rivoluzione di Gustavo Scarpa: che succede se un campione ti consiglia un libro?
Un romanzo di 140 anni fa che diventa il più letto oggi. La storia di un calciatore di talento che ha dato vita a un movimento letterario che ha "hackerato" le regole dei social
Un romanzo di 140 anni fa che diventa il più letto oggi. La storia di un calciatore di talento che ha dato vita a un movimento letterario che ha "hackerato" le regole dei social
Giulio Di Feo Giornalista 3 ottobre - 18:30 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleOgnuno fa le rivoluzioni coi mezzi e i modi dei suoi tempi. Socrates, in un Brasile che a inizio anni 80 era stritolato della dittatura militare, insieme agli altri senatori del Corinthians varò l'autogestione del club, vinse due titoli e mostrò al suo paese che la democrazia funzionava meglio di quell'altra cosa lì. Quarant'anni dopo a un altro brasiliano non servono studi sociologici da mettere in pratica, è sufficiente uno smartphone: Gustavo Scarpa da anni lo piazza sulla sua scrivania e parla dei libri che ha letto. Ora, i social sono pieni di gente che mostra i fatti propri restituendo al mondo un annoiato senso di chissenefrega, questo però non è il caso. Perché pochi giorni fa il protagonista di questa storia ha parlato di "La morte di Ivan Ili'ch", romanzo breve di Tolstoj, e nel giro di poche ore un libro scritto 140 anni fa è diventato il più cercato su google e più comprato in Brasile. Gustavo Scarpa, 32 anni, di mestiere fa l'atleta e nemmeno di livello basso, è titolare in mediana all'Atletico Mineiro, ed è qui che hackera il sistema: di influencer che non influenzano il web è pieno, lui ci riesce benissimo perché è un calciatore che parla di cose comunemente considerate non da calciatore, apre porte su altri mondi, e il fatto che lo faccia con profondità, garbo e piacevole ironia diventa persino secondario. Ovviamente non è solo questo, Scarpa, ma tante altre cose.
Lo skate, il cubo di Rubik e due Libertadores
—A Socrates assomiglia persino un po': ha la barbetta, che si è fatto crescere da ragazzino per sembrare meno attraente e non farsi distrarre dalle tentazioni mondane, e i riccioli spettinati, ma rispetto a lui sorride parecchio. Se gli chiedono cos'è per lui il calcio risponde "la mia professione": definizione che sa di poco, ma racconta anche il molto che c'è intorno. La lettura la conosce insieme al pallone, in maniera incidentale: a Hortolandia, stato di San Paolo, i suoi genitori si lasciano, la mamma rinuncia alla custodia dei figli e così lui e la sorella restano con papà José, operaio di infissi rockettaro, cinefilo e intellettuale. La regola a casa Scarpa era che i film stranieri si guardano in lingua originale coi sottotitoli, così il piccolo Gustavo prende dimestichezza con le lingue e le parole. Papà José è anche un bel giocatore di calcio da quartiere, ginocchia pesanti ma piedi che cantano, e presto inizia a portare anche suo figlio in squadra con lui sui campi di futsal. E Gustavo, catapultato da bambino nel pallone rissoso degli adulti, si vede subito che ha un dono nel mancino: dribbla, passa, scambia stretto, soprattutto tira col telecomando. A scuola ha voti alti anche senza studiare, gli basta ascoltare le lezioni, così si dedica ad altro: a 13 anni impara a suonare la chitarra su youtube perché vuole cantare nel coro gospel della chiesa e già che c'è studia pure gli accordi dei Nirvana, gli regalano una Bibbia e legge e rilegge quella, poi passa a "Tonico e Carniça", romanzo cult brasiliano sui ragazzi da strada, e alla biografia di Steve Jobs.
È la stessa età in cui se ne va di casa, gira varie squadrette statali e si ritrova nelle giovanili del Fluminense, dove guadagna il nome di Chutavinho - da chutar, calciare, perché appunto ogni palla che tocca dalla trequarti in su la tirava in porta -, esordisce in prima squadra, gioca con il suo idolo d'infanzia Ronaldinho, fare un partitone contro Darmian nell'ultima amichevole prima dell'ultimo Mondiale giocato dall'Italia (2014) e diventa un acquisto cult al fantacalcio perché miniera di bonus a basso costo. E il fanta non sbaglia, Scarpa cresce e si trasforma in uno dei calciatori più forti e "brasiliani" del continente: corpo non adattissimo alle tonnare, velocità da tangenziale più che da autostrada ma gran dribbling, visione di gioco immacolata e calci da fermo letali. Dal fisico magrolino uno non se lo aspetterebbe mai, ma quando colpisce la palla sa essere cannone oltre che bisturi, una dozzina di assist a campionato non glieli toglie nessuno. Approda al Palmeiras dopo una complicata causa di lavoro col Flu che deve svincolarlo ("Non volevano pagarmi ma non volevano nemmeno cedermi"), vince due Libertadores, è l'Mvp del campionato, se occorre gioca anche terzino o ala (proprio in quest'ultimo ruolo nella finale continentale del 2021 contro il Flamengo demolisce il cileno Isla, ex Juve), nel frattempo intrattiene un proficuo rapporto culturale con Pedro, il fisioterapista del club, che gli da un libro ogni gol o assist fatto. E' così che la biblioteca si ingrossa, nel frattempo Chutavinho pratica skateboard con la stessa assiduità con cui gioca, wakeboard quando il vento lo permette, compra un ex ippodromo nella sua Hortolandia e ci costruisce uno skate park gratuito per i ragazzi, studia il cubo di Rubik e diventa uno dei solutori più abili del paese al punto che il Palmeiras ne mette in vendita varie versioni griffate, inforca la chitarra elettrica e suona i Dire Straits, i Led Zeppelin e pure la cover dell'inno del club.
L'Europa, la criptovaluta, La fattoria degli animali
—Siccome il cognome sottintende chiarissime origini italiane - venete, ha in mano il passaporto dal 2016 - e i piedi sono quello che sono, diventa appetibilissimo per l'Europa. Si morde le mani il Manchester United: da adolescente giocava nel Desportivo Brasil che è in sostanza una scuola calcio Red Devils in Brasile, lo fecero visionare ma lo giudicarono gracilino per il grande salto. Mezza dozzina di coppe dopo lo prende in Nottingham Forest a gennaio 2023 anticipando tutti. Il primo giorno lo beccano che gira in centro in skate, in un mese dipinge un paio di signori assist su calcio d'angolo ma incappa in un problema non da poco che ne mina la serenità: aveva investito in una criptovaluta con dietro una truffa e scopre di aver mandato in fumo oltre un milione di sterline, deve andare di continuo in Brasile per le udienze in tribunale nel tentativo di recuperare almeno parte dei soldi. Il club lo sostiene, fa un comunicato in cui giustifica l'assenza per motivi personali, prova a mandarlo all'Olympiacos, stessa proprietà, ma anche lì niente: ai tifosi piace, sia in Inghilterra che al Pireo, ma innestarlo nel calcio europeo richiede tempo e quello non lo hanno né i club né lui. Così torna in Brasile, all'Atletico Mineiro.
Scarpa intanto da anni legge, e tutto ciò che legge recensisce. All'inizio sono storie Instagram con un breve commento, poi qualcuno le nota, i giornali le raccolgono e i tifosi le condividono, poi complice un infortunio recente che l'ha tenuto più tempo a casa i libri di Scarpa sono diventati video articolati per i suoi quasi due milioni di followers tra Instagram e Youtube. Shakespeare, Dostoevskij, Garcia Marquez, ne ha per tutti. Le case editrici iniziano a mandargli i loro libri, lui ci tiene a dire che non recensisce ma semplicemente invita alla lettura. "Mi serve a uscire dalla bolla del calcio - ha detto alla Bbc -. Invece di stare con il telefono in mano a fare nulla, ho cominciato a leggere e ho scoperto storie incredibili, ho aperto la mente, ho sottolineato frasi memorabili che possono cambiarti la vita". Oppure avvicinarti a mondi nuovi, come la politica: lui ha iniziato leggendo "La fattoria degli animali" di Orwell, "un testo semplice e interessante da leggere anche per chi non ne capisce nulla".
L'effetto Scarpa e i club di lettura calcistici
—Scarpa smonta gli amici quando dice loro un titolo e loro rispondono che lo conoscono perché hanno visto il film ("Ho trovato debole 'Il cacciatore di aquiloni', 'Fight Club' non mi è piaciuti, il musical de 'I miserabili' è una tristezza", e via così), regala e consiglia libri ma non assilla perché la lettura è una scelta personale. Però ha capito che il suo parere conta: a prescindere dal caso Tolstoj, di cui hanno parlato tutti, dai suoi video è nato un book club di tifosi del Mineiro (Galeitura) con oltre centomila appassionati che sdottorano di letteratura tanto quanto degli schemi di Dominguez a cui è iscritto anche lui, e sono nate iniziative analoghe anche tra i fans di Cruzeiro, Corinthians, San Paolo e Gremio che stimolano alla lettura e al dibattito in maniera profittevole anche persone che non hanno mai preso un libro in mano. Di più: una libreria di Buenos Aires ha fatto lo scaffale d'entrata seguendo i suoi consigli e ha triplicato le vendite, gli scrittori brasiliani lo commentano e cercano la sua amicizia, un luminare brasiliano di diritto scrive sui social che "ha fatto più lui per la cultura nel paese che gli ultimi 20 ministri dell'istruzione". In Brasile parlano di "effetto Scarpa", nato inconsapevolmente ma senza pari in ambito sportivo e culturale.
E siccome da grandi poteri derivano grandi responsabilità e ormai i calciatori non possono esimersi dall'essere almeno un po' influencer, Scarpa va pure in dribbling sui suoi colleghi: "Non so se quelli che promuovono, per esempio, le scommesse si rendono conto dei danni che possono causare, dell'influenza negativa che hanno. Io cerco di essere semplice, condivido quello che mi piace, e credo funzioni proprio perché è autentico". Ha influenzato anche lo spogliatoio, posto proverbialmente allergico alla carta stampata: qualche anno fa dichiarava di sentirsi "diverso" in questo mondo e di conseguenza un bersaglio facile e un ragazzo con pochi amici tra i colleghi, ora i social dell'Atletico Mineiro riprendono spesso con libri in mano facce da duro tipo Cuello, Tressoldi, Leo Gomes o, nomen omen, Victor Hugo che divorava "L'ultimo giorno di un condannato a morte" scritto dal suo omonimo. Una delle ultime fatiche di Scarpa da critico letterario è "La notte" di Elie Wiesel, in cui l'autore racconta la sua sopravvivenza ai campi di concentramento. Il primo commento in calce al post è di Deyverson, centravanti enorme, casinaro ed eroe insieme a lui della Libertadores del 2021 al Palmeiras: "Non ci ho capito nulla, fratello, ma meriti tutto il mio rispetto". Sì, ha veramente hackerato il sistema.
Questo articolo è tratto da Extratime, newsletter G+ sui segreti del calcio estero a cura di Giulio Di Feo, pubblicata ogni venerdì dalla Gazzetta. Per iscriversi e per altre informazioni sulle newsletter della Gazzetta, clicca qui
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