Red Bull e Ferrari crescono con micro-aggiornamenti mirati, i sette cambi mandano in crisi le Mercedes
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Red Bull e Ferrari crescono con micro-aggiornamenti mirati, i sette cambi mandano in crisi le Mercedes

Sabato 3 ottobre 2026
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A Sepang Verstappen conquista la pole davanti alla SF-26 guidata da Hamilton, abile nello sfruttare l'efficienza della vettura e la gestione energetica. Le W17 pagano a caro prezzo la perdita di bilanciamento riscontrata nelle sessioni ufficiali sul tracciato malese

A Sepang Verstappen conquista la pole davanti alla SF-26 guidata da Hamilton, abile nello sfruttare l'efficienza della vettura e la gestione energetica. Le W17 pagano a caro prezzo la perdita di bilanciamento riscontrata nelle sessioni ufficiali sul tracciato malese

Paolo Filisetti 3 ottobre - 18:16 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Le qualifiche del GP del Bahrein in Malesia hanno riservato una doppia, anzi, triplice sorpresa. Da un lato l’ottima prestazione della Red Bull che ha conquistato la prima pole position stagionale con Max Verstappen, seguita a ruota dalla Ferrari di Lewis Hamilton, molto competitiva. Per contro, le due Mercedes di Antonelli e Russell rispettivamente quarto ed ottavo al termine delle qualifiche si schiereranno in terza e settima posizione in virtù della penalizzazione di cinque posizioni subita da Hadjar a per la sostituzione del motore endotermico della sua RB22. E’ la prima volta in questa stagione che non vi è una Mercedes in prima fila. La pole di Verstappen è frutto di due fattori determinanti. Da un lato, le prestazioni complessive, ovvero a livello aerodinamico, telaistico e della power unit, della RB22, accanto alla precisa conoscenza del tracciato da parte dell’olandese, uno dei dieci piloti in attività ad avere già corso a Sepang, ma solo uno dei tre che hanno vinto su questo tracciato, accanto ad Hamilton e Alonso. A livello tecnico la RB22 ha introdotto solo una modifica ai deviatori di flusso davanti alle fiancate, dunque non uno sviluppo ampio, ma qualcosa che dopo le evoluzioni introdotte nelle gare precedenti, ha consolidato la trasformazione a livello di equilibrio di questa vettura. Sepang, infatti, oltre al doppio rettilineo raccordato dal tornante finale, è caratterizzata da una sequenza di curve medio veloci in cui il bilanciamento dinamico ed aerodinamico è cruciale. Non solo per quanto riguarda il giro singolo in qualifica, ma anche, se non soprattutto, per la gestione degli pneumatici, resa complessa dalle elevate temperature ambientali e dalle sollecitazioni strutturali che le gomme subiscono a Sepang. 

stesso discorso per la sf-26

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Possiamo considerare identico il mix che ha permesso ad Hamilton di conquistare la seconda posizione in griglia. La SF-26, infatti, ha adottato in Malesia solo una evoluzione della sezione laterale del diffusore con una diversa combinazione di flap che ne incrementano il carico generato al retrotreno. Hamilton ha ben sfruttato le caratteristiche della sua monoposto a livello di precisione di inserimento in curva, ma anche le doti velocistiche di una SF-26 che ha mostrato un buon livello di efficienza complessiva anche nei due lunghi rettilinei di questa pista. Lewis ha saputo leggere alla perfezione il tracciato, non solo a livello di guida pura, ma anche della gestione energetica della power unit, che non ha accusato alcun deficit prestazionale rispetto ai propulsori Mercedes e Red Bull.

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VIDEO: GP Bahrain... in Malesia. La scheda della pista di Sepang

i problemi della mercedes

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La Mercedes, invece, merita una citazione che sottolinei il mancato obiettivo della pole e più in generale, della prima fila. L’equilibrio imperfetto emerso il venerdì, sembrava recuperato nell’ultima sessione di prove libere, ma la qualifica ha, invece, confermato la problematica integrazione dell’ampio pacchetto di sviluppo che contava ben sette interventi diversi sulla W17. Il dubbio che si è fatto strada nel paddock, tra i tecnici rivali, è quello di uno sviluppo forse tardivo, che si è scontrato con caratteristiche fortemente marcate di una vettura nella sua configurazione adottata per quindici gare, improvvisamente stravolte da elementi di notevole portata come il fondo e le fiancate. Pare dunque lecito considerare quanto sinora emerso in questo weekend, lo scotto che il team di Brackley ha dovuto pagare.

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