Franzoni: "A Kitzbuehel ho gioito più che ai Giochi". Paris: "Giovanni il futuro dello sci azzurro"
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Franzoni: "A Kitzbuehel ho gioito più che ai Giochi". Paris: "Giovanni il futuro dello sci azzurro"

Sabato 3 ottobre 2026
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I due velocisti insieme sul palco a Trento con il presidente della Fisi Flavio Roda

I due velocisti insieme sul palco a Trento con il presidente della Fisi Flavio Roda

3 ottobre - 18:08 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Dominik Paris e Giovanni Franzoni

La velocità nel sangue. La giornata dello sci al Festival porta Giovanni Franzoni e Dominik Paris, argento e bronzo nella discesa olimpica di Milano Cortina 2026, sulla Stelvio di Bormio, alle spalle di Franjo Von Allmen (Svizzera). Il presente e il futuro della velocità azzurra sono affiancati sul palco da Flavio Roda, presidente della Fisi, che racconta così la stagione olimpica. “È stata un’annata impegnativa e importante, un successo organizzativo e degli atleti che hanno fatto bene in tante discipline. L’approccio è stato ottimo”.

VIDEO: Goggia: “Obiettivo tornare a stare bene”. Paris: “Testimone a Franzoni? Contento che ci siano giovani come lui”

Vecio e bocia

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Paris e Franzoni giocano con il ruolo del “vecio” e del “bocia” dello sci azzurro: “Quando mi sono accorto che Giovanni era così veloce? Quando mi è passato davanti - risponde Paris con la prima di una serie di battute apprezzate dal pubblico della Filarmonica -. Già l’anno scorso aveva mostrato qualcosa, è stata una sorpresa vedere quanto poteva andare veloce. Ha qualità, riesce a migliorarsi lungo tutta la stagione e questo per la nostra nazionale è bellissimo, perché sappiamo che ora con noi c’è un giovane veloce”. Così Franzoni: “Per me Dominik era e resta un modello. Quando sono entrato in nazionale sono sempre stato nel mio, portando rispetto ai più grandi, lui si è avvicinato e mi ha aiuto a capire cose che da solo non avrei colto. L’ho molto apprezzato, ho cercato di coglierli e metterli a frutto in pista”. Roda aggiunge il suo parere: “Domme è stato un grande esempio per la velocità italiana, come atleta ma non solo. Giovanni ha del talento e qualcosa in questi casi viene sempre fuori”.

Le loro piste

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Sullo schermo passano le immagini stilizzate di alcune piste mitiche. Si parte con Wengen, dove Franzoni si infortunò nel 2023 e ha vinto in superG nel 2026: “E’ stata una bella rivincita - racconta il bresciano -. Non è facile gestire gli infortuni per me, psicologicamente è stata pesante, infatti vorrei imparare un po’ della calma di Dominik. Ma quell’infortunio mi ha fatto maturare e mi ha fatto diventare quello che sono”. Poi tocca a Kitzbuehel, una delle piste di Dominik Paris, che sulla Streif ha trionfato quattro volte tra discesa e superG. “Come è vincere lì e come è svegliarsi il giorno dopo? Mi sono dimenticato, è passato troppo tempo… Scherzi a parte, Kitz è diversa. Le emozioni che provi e tutto quello che succede dopo, ti fanno capire quanto valore ha la gara e quale valore viene dato l’atleta dopo la sua prestazione. Tutto è creato intorno all’atleta. E poi entri in contatto davvero con la high society: prima non ti conosce nessuno, poi ti conoscono in tutto il mondo perché hai vinto sulla Streif. Questo fa piacere”. Franzoni ricorda solo in parte il suo trionfo di quest’anno in discesa a Kitzbuehel: “Quel giorno vagavo, non capivo cosa fosse successo. Prima sentivo parlare i compagni più esperti, i vari Domme, Inner che hanno iniziato a vincere presto e pensavo 'Però, questi hanno pedalato da giovani…'. Su Kitz poi ti viene messo un terrorismo psicologico al massimo: avevo sentito tante leggende, per fortuna sono arrivato spavaldo e sono riuscito a capirla subito. E un po’ di fortuna ci vuole, perché sette centesimi questo sono. Dopo la medaglia olimpica di Bormio ero felice, ma quel giorno non ho provato tante emozioni come quel giorno a Kitzbuehel. È un qualcosa che ti cambia e speri di riuscirci ogni anno, perché è inimmaginabile”. E la festa dopo? Paris: “Io esco con disciplina…”. E la mitica festa dopo la vittoria. Paris risponde e sa di non essere credibile: “Quando esco, esco con disciplina…”. 

stelvio e giochi

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L’immagine della Stelvio stimola il presidente Roda a parlare della discesa olimpica: “Quel 7 febbraio sapevamo che il risultato poteva arrivare, ma poi ci sono gli imprevisti. Eravamo all’inizio dei Giochi e quei due podi sono stati fondamentali per trascinare tutti, anche delle altre discipline”. Dominik Paris a Bormio ha vinto 7 volte, 6 in discesa e una in superG: “La prima volta come apripista ho preso 16” e mi sono chiesto come si faceva. Dopo tre anni ho capito come affrontarla, ho imparato a sfruttare terreno e materiale. Il resto è venuto spontaneo, ho capito come affrontare i passaggi”. Franzoni aggiunge: “Nelle prove ai Giochi mi pareva di essere quasi stordito. Ambiente diverso, non sentivo la tensione, che è arrivata tutta nel giorno della gara. Però il fatto di essere nel primo gruppo mi ha rasserenato, e sentivo che altri avevano più pressione di me. Sono partito con la testa lucida e sono riuscito a dare il massimo”.

Dall’asilo ai concerti

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C’è tempo per le prime esperienze sugli sci. Paris ricorda che “papà mi mise sugli sci e non volevo più tornare all’asilo. Lì era già chiaro come sarebbe andata a finire”. Franzoni: “Andavo a Ponte di Legno, già con il mio gemello avevo delle belle sfide e io ero quello 'scarso'. Pian piano ho imparato ad apprezzare tutto e ora questa passione è diventato il mio lavoro”. Poi arriva una lettura incrociata delle caratteristiche dell’altro. Paris: “Giovanni porta uno sci moderno, sfrutta meglio i materiali con la sua tecnica, sfrutta gli sci sciancrati. Su questo lui ha qualcosa in più sulle piste tecniche, mentre io cerco di ridurre i danni sui prati più facili”. “Io di Paris vorrei avere l’intelligenza tattica, la capacità di adattarsi alle diverse situazioni. Ha vinto 7 volte sulla Stelvio, uno che non sa fare le curve non ci riesce”. E poi la passione di Paris per la musica, per l’hard rock, con i concerti dei suoi Rise of Voltage nei quali fa il cantante: “Vedremo nel futuro, è un bel passatempo. Mi permette di tornare alle origini, perché da ragazzo con i miei amici andavo in giro per Festival, mi divertivo. È un modo per uscire dal mondo dello sci, togliere i vestiti dello sciatore e entrare nel mondo normale”. Infine i buoni propositi e le attese per la nuova stagione. “Innanzitutto la neve” taglia corto Roda, e la risposta non è affatto banale. Franzoni parla di “miglioramenti da fare gara per gara” e di “soddisfazioni da costruire”, mentre Paris come al solito taglia corto: “Voglio arrivare davanti agli svizzeri”. Applausi e sipario.

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