Gila: "Mi aveva chiamato l'Inter, ma zero dubbi... Sogno una finale di Europa League contro la Juve"
Al Festival dello Sport lo spagnolo ha parlato del suo passato a Madrid, del presente al Milan e del futuro, sognando un ritorno in Nazionale
Al Festival dello Sport lo spagnolo ha parlato del suo passato a Madrid, del presente al Milan e del futuro, sognando un ritorno in Nazionale
dal nostro inviato Lorenzo Cascini 3 ottobre (modifica alle 19:56) - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleA Trento sono tutti pazzi per Mario Gila. Al Teatro Sociale c’è la fila già da un paio d'ore prime dell’inizio dell’evento. Il difensore parla di tutto senza filtri, incrociando passato e futuro. “In estate mi volevano tante squadre, ho scelto il Milan. Mi ha cercato anche l’Inter… non ho avuto dubbi però”. La prima risposta è già da titolo. Poi, durante la chiacchierata, si parla di Amorim, di obiettivi, di ricordi e di destino. “Siamo una squadra in crescita, puntiamo in grande, possiamo vincere l’Europa League e tornare in Champions. Sogno una finale contro la Juventus”. Come detto, mai banale.
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—Il discorso, poi, scivola sul presente. Tenendo sempre uno sguardo al Milan che sarà. “Abbiamo un allenatore che propone un calcio offensivo, vogliamo dominare l’avversario. La storia del club ci impone di fare bene e di puntare in alto”. Poi una battuta sul ruolo. “Posso giocare sia a tre che a quattro, non mi spaventa un eventuale cambio di modulo. Anzi, mi stimola imparare cose nuove. Amorim è una persona schietta, con tante idee. Anche Cardinale, l’ho sentito molto vicino a noi. Ci ascolta tanto. Mi ha scritto dopo la firma, non me l’aspettavo. È stato già un grande segnale, che mi ha fatto capire lo spessore del club in cui ero arrivato”.
blancos
—Gila poi si ferma, ricorda e torna indietro nel tempo. Gli inizi, il Real Madrid e le prime partite. Anche se… in un’altra vita, sarebbe potuto essere un calciatore blaugrana. “Non mi presero per il carattere, ero un casinista. Poi dire di no al Real, sarebbe stato impossibile. Esordire con i Blancos è stato speciale, sarò sempre grato a Carlo. Lì il mio idolo era Ramos, un esempio di leadership e personalità”. A proposito di grandi difensori, Mario nella storia del Milan può trovare tanti esempi illustri. “Il mio preferito è Nesta, elegante come pochi. Poi ovviamente Maldini. Certo, anche l’affetto della gente che ho visto per Baresi mi ha sorpreso. Io non l’ho vissuto come giocatore, ma è stato incredibile. Pensate alla partita col Venezia subito dopo la sua scomparsa, calore dei tifosi, le coreografie…”.
la spagna
—Infine, il centrale ha parlato di futuro. Sia dal punto di vista personale che di squadra. “Abbiamo tutto per entrare in Champions, vedo l’Inter avanti per lo scudetto, ma con le altre possiamo giocarcela alla grande. Siamo un bel gruppo, composto da tanti leader: Modric, Gabbia e Maignan su tutti. In generale, credo sia un campionato combattuto che riserverà delle sorprese. Per quanto riguarda me, l’obiettivo è fare bene con il Milan e raggiungere la Nazionale”. Per ora è stato convocato una volta, senza riuscire però ad esordire. “Vorrei debuttare e so che passerà dai miei risultati con i rossoneri. Nella Spagna abbiamo il più forte del mondo, Lamine Yamal”. A quel punto qualcuno dal pubblico gli grida di portarlo a Milano. Lui sorride e ne esce palla al piede… “Magari… io intanto penso a me”. E al Milan, di cui ha tutto per diventare una colonna. Chissà, metti che poi l’hanno prossimo ti trovi a marcarlo in Champions…
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