Diaz: "Pichardo? Sportivamente lo detesto... Sogno una famiglia lontana dai problemi di Cuba"
Andy: "Record nel triplo? Ogni occasione è buona". La mamma: "È il mio eroe, sono molto orgogliosa di lui. Mi ha fatto diventare la donna che sono"
Andy: "Record nel triplo? Ogni occasione è buona". La mamma: "È il mio eroe, sono molto orgogliosa di lui. Mi ha fatto diventare la donna che sono"
dal nostro inviato Andrea Buongiovanni 4 ottobre - 17:39 - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDal palco romano di Ballando con le Stelle a quello del Festival dello Sport di Trento il passo è breve. Soprattutto per uno come Andy Diaz, i cui "passi" possono essere lunghi più di sei metri… Il campione europeo del triplo, con la prima puntata dell’edizione 2026 dello show condotto da Milly Carlucci - di cui è concorrente - terminata a tardissima ora, approda in città dopo non più di un paio di ore di sonno. Arriva accompagnato da mamma Milagros, da nonna Milagros - ormai, soprattutto la prima, quasi cittadine romane - e per la prima volta "in società", da papà Andrés, in Italia da una decina di giorni.
VIDEO: Nadia Battocletti e Malika Ayane: "La corsa è musica". Guarda l'evento completoL’oro europeo
—Quando il finanziere si affaccia sul palco del "Filarmonica" l’applauso è cosi lungo e fragoroso che Andy quasi si commuove. Cominciare dal successo in terra inglese è inevitabile. "Sono arrivato pronto all’appuntamento come meglio non avrei potuto - racconta - e dopo una qualificazione mai cosi facile, in finale ero certo di poter fare molto bene. Un paio di tentativi di assaggio, compreso un nullo che poi mi sarebbe stato misurato in 18.27 e quindi il 18.15 che, di fatto, ha chiuso la gara. Sapevo, a quel punto, che nessuno avrebbe più potuto impensierirmi. Nemmeno Pichardo… Il mio rapporto con lui? Sportivamente parlando lo detesto. Ma riconosco che è un grande atleta. La gioia, quando lo batto, è doppia e in questa stagione: con lui mi sono tolto dalle scarpe un sacco di sassolini".
Il record
—Il titolo continentale indoor, il Golden Gala, la quarta finale di Diamond League vinta, una continuità di rendimento ad alto livello sbalorditiva. È mancato solo il record del mondo, quel 18.29 di Jonathan Edwards che resiste dal 1995, rimasto a 14 centimetri. L’allievo di Fabrizio Donato lo promette da tempo. Ma se prima in pochi credevano alle sue parole, adesso in tanti scommettono sulle sue possibilità. Anche lo stesso Edwards che, pur ormai distante dall’ambiente, saluta Andy con un videomessaggio: "Arriverai ancora più lontano - gli dice l’inglese, ora 60enne - ma spero non così lontano…". "Il primato è maturo - dice lui - ogni occasione da qui in poi potrà essere buona. Devo solo incrementare ulteriormente la velocità della rincorsa e gestire il salto un po’ meglio".
Super mamma
—Diaz ripercorre la propria storia, sempre toccante. E la propria carriera. Poi, quando al suo fianco viene invitata mamma Milagros, si disegna un meraviglioso quadretto di famiglia. La signora, elegantissima e in splendida forma, tramite una lunga serie di aneddoti divertenti, racconta un Andy segreto. Lo chiama il "mio eroe". "Mi ha fatto diventare la mamma e la donna che sono - sostiene - e adesso mi sta dando tante soddisfazioni, a prescindere da quelle sportive. Sono molto orgogliosa di lui". È lei a gestire la pescheria Diaz a Ponte Milvio. "Sto imparando ed è impegnativo come essere su questo palco. Che sfide…".
Ballerini
—Poi si parla di passioni e di interessi. "Mi piacciono tutte le forme d’arte - sostiene lei - mentre Andy è sempre stato attratto dalla pratica degli sport". Nel contesto materno, ci sono anche la musica e la danza. È stata lei la prima maestra del figlio in versione ballerino. “Ieri sera è stato molto bravo” sottolinea. Parte la musica e il passo a due incanta. Roba da professionisti. "Triplo a parte - dice Andy - spero che in futuro tutta la mia famiglia possa essere serena e lontana dai problemi di Cuba. Sogno che un po’ alla volta, a partire dai miei cugini, possano arrivare in Italia". Commozione, altri applausi. Sipario.
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