Sneijder: "Il Triplete? Eravamo sicuri di vincere, merito di Mou. Ho perso i genitori e sono ingrassato, stavo male"
Dal trionfo di Madrid al Mondiale perso, passando per Chivu, Zanetti e lo Special One: "Se ripenso a tutto mi vengono i brividi"
Dal trionfo di Madrid al Mondiale perso, passando per Chivu, Zanetti e lo Special One: "Se ripenso a tutto mi vengono i brividi"
dal nostro inviato Lorenzo Cascini 4 ottobre - 19:29 - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleTutti in piedi per il dieci. Il Teatro Sociale di Trento chiude il Festival dello Sport di Trento con un ospite speciale: Wesley Sneijder. L’olandese si apre e si racconta con il sorriso tra gli applausi del pubblico. "Se ripenso a tutto mi vengono i brividi. Sono felice di aver vissuto emozioni così belle". Vincono i ricordi: si parla di Inter, di Mou, di Triplete. La squadra degli Invincibili nerazzurri. "È stato un anno speciale, Mourinho mi chiamò e mi disse che ero l’anello mancante della sua squadra e che avremmo vinto insieme. Dopo un paio di mesi l’ho capito anche io. Sono arrivato e pronti via abbiamo battuto il Milan per 4-0. Che potevo volere di più?"
VIDEO: Inter, Bisseck: "Non ho paura a dirlo, vogliamo la Champions League"Chivu
—Wes viaggia nei ricordi. Parte dall’Ajax, il club in cui è cresciuto e a cui deve tutto. "Esordire e giocare la Champions era il mio sogno. Eravamo un gruppo super, c’era un giovane Chivu che era già un leader. A Christian - che gli ha lasciato un affettuoso videomessaggio - voglio bene, ci conosciamo da sempre". Quel gruppo era fantastico, Sneijder racconta un aneddoto dopo l’altro. "Era uno spogliatoio di matti! Ma se vinci puoi permetterti qualcosina in più. Noi eh, Zanetti no. Javier era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via, noi ogni tanto ci fermavamo a bere, lui mai. Solo acqua. E pensi che dopo una vittoria si ubriacò con la coca cola…"
La Champions
—Impossibile poi, non parlare della notte di Madrid. L’Inter batte il Bayern al Bernabeu e vince la Champions dopo 64 anni di attesa. "Eravamo sicuri di vincere, merito di Mou. Ricordo un atmosfera strana. Ma sapevo che avremmo vinto, andava solo stabilito quanto. Non pensavo, però, che José sarebbe andato via quella notte. È davvero lo Special One, soprattutto dal punto di vista mentale. E lo è ancora, infatti è al top e siede sulla panchina del Real non per caso". C’è un aneddoto che fotografa alla perfezione il personaggio Mou. "Maicon venne squalificato per due giornate. Un altro allenatore lo avrebbe sgridato, lui invece l’ha mandato in Brasile per due settimane. Come pensa che sia tornato? Secondo lei avrebbe mai deluso José? Questo era Mourinho".
Post Mou
—Infine, si parla del Mondiale perso in finale nel 2010 e del Pallone d’Oro in cui finì incredibilmente fuori dal podio. "Maledetta la spalla di Casillas, senza quella parata avremmo vinto noi. Del Pallone d’Oro non me ne frega, mi basta aver vinto la Champions con l’Inter e conquistato un Triplete storico". Certo, il post Mourinho non è stato semplice. "Con Eto'o ci rendemmo conto che qualcosa si era rotto. Non era più lo stesso. Poi dopo un paio di stagioni sono andato via, lasciando Milano. Hanno deciso di tagliarmi lo stipendio e non c’erano più le condizioni per continuare insieme".
Dopo la carriera
—Oggi Sneijder ha scelto di non rientrare nel mondo del calcio. "Quando ho smesso ho dovuto affrontare tanti momenti difficili. Mia mamma si è ammalata e in poco tempo se ne è andata, poi subito dopo è toccato lo stesso a mio papà. Ho combattuto per loro, ho passato tre anni a dedicarmi alla famiglia. È stato un momento duro. Sono ingrassato, stavo male. Ora sto cercando di riprendermi, anche se i miei non torneranno e devo accettarlo. Per il resto, mi do da fare. Ho pure partecipato a un reality: Football Island. Undici ex giocatori olandesi in un’isola senza cibo che giocano a pallone, bellissimo!".
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