Fontana-Lobello, una coppia da record: "Non siamo perfetti, ma troviamo sempre un punto d’incontro"
A Trento Arianna Fontana e il marito-allenatore Anthony Lobello raccontano dieci anni vissuti tra ghiaccio e vita privata. E sul futuro della campionessa...
A Trento Arianna Fontana e il marito-allenatore Anthony Lobello raccontano dieci anni vissuti tra ghiaccio e vita privata. E sul futuro della campionessa...
dal nostro inviato Andrea Buongiovanni 4 ottobre - 19:11 - TRENTO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’applausometro sale altissimo quando Arianna Fontana e Anthony Lobello - moglie e marito, allieva e allenatore - salgono sul palco del Palazzo della Provincia. La regina dello short track, con le sue 14 medaglie l’atleta più vincente nella storia olimpica italiana (uomini compresi), a Milano Cortina 2026, sesti Giochi consecutivi sul podio, ha chiuso un cerchio. Superando il leggendario schermidore Edoardo Mangiarotti, "fermo" a quota tredici. Il racconto delle carriere e delle vite della coppia Fontana-Lobello, almeno negli ultimi dieci anni, corre in parallelo. Con tutte le problematiche del caso e con il lavoro che, inevitabilmente, può entrare tra le mura di casa.
VIDEO: Lo short track è tra gli sport più pericolosi al mondo?La conferma
—"Abbiamo litigato, siamo sbottati - ammette Arianna, due volte portabandiera azzurra - abbiamo sbagliato, ma poi siamo sempre riusciti a trovare un punto d’incontro. Siamo cresciuti insieme, trovando un po’ alla volta i giusti equilibri. Sul ghiaccio e nella vita privata". E i risultati, quando è contato, non sono mai mancati. Figli anche di un rapporto fuori dall’ordinario e di una fiducia reciproca assoluta. Tra i tanti ricordi, quelli legati a Pechino 2022 e alla conferma dell’oro nei 500. "Una caduta prima della finale, le lame dei pattini che si rovinano - rivive Anthony - e la mia decisione di non cambiarle, nonostante tutto. Con ogni altra atleta avrei probabilmente fatto diversamente, non con Ary. Perché la conosco come nessun altro e sapevo che con lei non avrebbe funzionato". E infatti…
Le staffette
—Sei delle 14 medaglie a cinque cerchi di Arianna sono arrivate grazie alle staffette: "Ho la fortuna di potermi allenare in ogni pista del mondo - spiega lei - e di andare a caccia delle condizioni che più mi servono. Ma poi le mie compagne sanno che, pur non allenandomi con loro, in gara possono contare su di me". "Abbiamo precisi programmi da seguire - specifica Anthony - molti collaboratori e tanti amici. Ci sappiamo adattare a soluzioni diverse e Arianna sa anche essere creativa". Poi c’è il problema di dove sia casa: "Un po' in Valtellina e un po' in Florida - dice lei - ma abbiamo vissuto anche in Ungheria, dove abbiamo ancora una bici da recuperare, in Canada e nello Utah". "Il segreto - aggiunge lui - è non essere fragili, reagire a tutte le difficoltà. Abbiamo trovato la nostra metodologia, il nostro sistema". Un sistema vincente.
Il futuro
—"La voglia di continuare c’è ancora -chiude Arianna -: speravo, una mattina, di svegliarmi appagata. Non è ancora successo e non so se mai succederà. Ho però 35 anni e alla prossima Olimpiade ne avrò quasi 40. Anche se per ora mi alleno blandamente, se continuerò non sarà tanto per fare. L’obiettivo? Ispirare al meglio le future generazioni".
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