Titolare con la Scozia, ora Ferguson non vuole fermarsi: il suo motore migliora il Bologna
La Gazzetta dello Sport

Titolare con la Scozia, ora Ferguson non vuole fermarsi: il suo motore migliora il Bologna

Lunedì 5 ottobre 2026
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Con la Scozia tre gare da 90’: il centrocampista rossoblù pare tornato ai ritmi del pre-infortunio

Con la Scozia tre gare da 90’: il centrocampista rossoblù pare tornato ai ritmi del pre-infortunio

Matteo Dalla Vite Giornalista 5 ottobre - 10:56 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Novanta, novanta, novanta: tre gare di Nations League e tre titolarità piene, lì, in mezzo al campo, nel proprio giardino, davanti alla difesa scozzese: Pocognoli, il suo ct, ne ha cambiati altri. Non lui. Per tre partite di fila. Raffaele Palladino magari sorriderà un po’ meno ma nella totalità dell’impiego di Lewis Ferguson c’è un’accensione importante: il suo motore è tornato a pieni giri. E il Bologna gode a vederlo col gas aperto. Quanto alla gara di Lecce domenica prossima, beh, si vedrà, ma intanto Lewis sgomma. Domani la Scozia farà la sua quarta gara con la Slovenia: nel frattempo una risposta c’è già stata, ovvero che Ferguson è tornato e non viaggia più una marcia sotto.

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regalo d'amore

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Da capitano del Bologna ha vinto la Coppa Italia il 14 maggio 2025, nella passata stagione aveva perso un po’ di centralità (32 gare da titolare su oltre 40) ma tutto è da ricondurre alla riattivazione perfetta dopo quell’incidente in campo nel quale dovette registrare la rottura del legamento crociato (e non solo) del ginocchio: era il 13 aprile 2024, gara contro il Monza, da allora fino a poco tempo fa è stato più un inseguire che un “rombare”. Ma Lewis non ha mai avuto fretta e oggi c’è che la chiave dell’accensione sembra tornata a girare, prova ne siano le tre gare da “Insostituibile”. Dopo aver vissuto il Mondiale – con anche un gol – Lewis era stato accostato alla squadra dei sogni, i Rangers, il Sacro Graal toccato da papà Derek e zio Barry. C’era stato un assalto, questo va detto, ma il ragazzo si è semplicemente avvicinato al proprio cuore e ha preso una decisione ferma. "Dopo il Mondiale ho riflettuto a lungo sul mio futuro ed ero un po’ incerto, ma non sono mai stato davvero vicino ad andarmene – ha raccontato -. Quando sono tornato per il precampionato avevamo un nuovo allenatore, Tedesco, ed è stato come ricominciare da zero. Da allora abbiamo cambiato ancora, con l’arrivo di Palladino, quindi negli ultimi due mesi ho avuto tre nuovi allenatori, compreso Pocognoli con la Scozia. Ho riflettuto a lungo sul mio futuro e alla fine ho deciso di proseguire con il Bologna: ho amato ogni momento trascorso lì. I Rangers? È il sogno, ma ora non ci penso".

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no siesta

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Il futuro si vedrà, mentre il presente sa di un giocatore “fulcrale”, che Palladino attende a braccia aperte, che nelle prime cinque giornate è il centrocampista con la maggior precisione nei passaggi della Serie A (401) e che adesso h un’altra rincorsa da fare, questa volta in classifica. Ecco: la sosta, per Lewis Ferguson, non è stata una “siesta” ma un tonico. Il Bologna ne ha bisogno. In tutti i sensi e in tutti i tasselli del campo.

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