Allegri non cambia più: Napoli a quattro, adesso in difesa servono certezze
Con Favasuli infortunato, il tecnico rimanda gli esperimenti: deve ripartire in campionato
Con Favasuli infortunato, il tecnico rimanda gli esperimenti: deve ripartire in campionato
Antonio Giordano Collaboratore 5 ottobre - 10:53 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleManco il tempo di sviluppare un’idea, tenerla lì in archivio pronta per poi tirarla fuori, che il destino - a volte cinico e altre baro - entra in tackle e la dissolve. In settimane in cui c’era pur qualcosa da raccontarsi, Massimiliano Allegri ha pensato a soluzioni alternative: una decina di giocatori in giro con le nazionali, più di una mezza dozzina in infermeria, e per ingannare la sorte gli è passata per la testa di allagare il campo del suo Napoli. Dal tridente alla difesa a tre, a volte, può essere un attimo, e poi, si sa, dipende dalle fasi delle partite, dalle interpretazioni e blablabla... Però, Beukema stava tornando su livelli rassicuranti, e dunque un’opzione in più, e volendo ci sarebbe stato sempre Di Lorenzo, lui oppure Olivera, nel caso in cui Allegri avesse dato forma alle intenzioni. Comunque, nel cassetto la difesa a tre c’era finita, e adesso, visto com’è andata al "povero" Favasuli, lì resterà. Perché in questo scorcio di stagione in cui rimpianti non ne mancano, gli squilli più prepotenti s’erano avvertiti sulla fascia destra, da un certo momento in poi delle partite, e Favasuli, l’enfant prodige, ci aveva messo del suo. Le stagioni a volte vengono indirizzate da apparenti dettagli e in questo autunno in cui il Napoli si rimetterà in gioco per nove volte tra campionato e Champions, l’unico nemico s’annida misteriosamente nell’aria, incide sui muscoli o scatena accidenti traumatici, lascia insomma che resti l’emergenza in qualsiasi settore. Meglio sorvolare sugli esperimenti, dunque, e insistere su concetti già chiari, mandati a memoria, da sviluppare più rapidamente, lasciando che pallone e pensieri corrano.
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—Con l’esterno calabrese, Allegri avrebbe anche potuto sbizzarrirsi, poi è arrivato il certificato medico dalla Under 21, il rischio di poter perdere tutti quei muscoli e quella energia per un mese e mezzo, ed il progettino è stato momentaneamente accantonato. Chissà se mai si farà ma adesso sono assolutamente dettagli.
come prima
—Al Napoli verrà chiesto di essere reattivo rimanendo se stesso, difesa a quattro, due esterni che spingono, probabilmente due mediani-playmaker a proteggere e costruire, una mezzala che orienti da sé e due ali larghe che diano un aiutino a Hojlund. L’infermeria ne ha accolti un bel po’ in questi tre mesi - l’ultimo Mathias Olivera, di ritorno dall’Uruguay per una lesione muscolare di lieve entità -, però qualche segnale di pace arriva: sta meglio Meret e già nel pomeriggio - alla ripresa - si capirà quante siano le possibilità di vederlo con il Frosinone; è disponibile Spinazzola, Marianucci sembra in grado di candidarsi ma verificherà lo staff medico; il resto verrà da sé, rilanciandosi in quel sistema ch’è stato utilizzato fino ad ora, che sia tridente o qualcosa che gli rassomigli.
ritocchi
—E qua e là potrebbe esserci un avvicendamento - forse, chissà, Spinazzola a sinistra? - ma pure certezze: Amir Rrahmani rimane il leader della difesa azzurra, cinque su cinque, 450 minuti su 450 e un rinnovo sino al 2029 che sta per essere annunciato ma che comunque va considerato definito. Lì dietro comanderà lui, come ormai accade dal 2020, da quando - uscito dalle nebbie del debutto di Udine - si è poi impadronito del ruolo ed ha mostrato lo spessore caratteriale che gli è servito per imporsi sino a diventare un leader silenzioso. E che il Napoli giochi a quattro o che si metta a tre, per lui non fa differenza: che cosa volete che sia per lui un ritocchino?
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