Dopo i 50, il sonno influisce anche sulla carriera
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Dopo i 50, il sonno influisce anche sulla carriera

Lunedì 5 ottobre 2026
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Chi soffre di disturbi del sonno lavora meno. Ma è soprattutto dormire più del previsto a pesare di più sulla carriera

Chi soffre di disturbi del sonno lavora meno. Ma è soprattutto dormire più del previsto a pesare di più sulla carriera

Eu.Spa. 5 ottobre - 10:32 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Chi dorme male, passati i cinquant'anni lo considera un segno dei tempi. Qualcosa che si esaurisce con la sveglia del mattino dopo e che, in fondo, non può che andare così. Difficilmente pensa che possa lasciare un segno più lungo. Ma una ricerca su più di 76mila adulti, dice che, in realtà, durante la mezza età, il sonno di cattiva qualità può anche incidere sulla carriera. 

chi dorme...

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Lo studio, pubblicato sulla rivista Occupational and Environmental Medicine ha incrociato i dati di due gruppi. Il primo di 70.339 dipendenti pubblici, per l'80 per cento donne, con un'età media di 54 anni all'inizio della rilevazione. Il secondo, composto da 6.071 uomini e donne  con lavori diversi e di età media di 52 anni. Per ciascuno, è stata calcolata l'aspettativa di vita lavorativa, cioè quanti anni, tra i 50 e i 68, una persona resterà effettivamente occupata, tenendo conto di malattie, uscite anticipate dal lavoro, disoccupazione, interruzioni di carriera e decessi. La scoperta è stata che tra i dipendenti pubblici l'aspettativa di vita lavorativa a 50 anni era di ulteriori 13,15 anni, contro i 9,58 della popolazione generale. Ma chi soffriva di disturbi del sonno gravi finiva per lasciare il lavoro in media otto mesi prima rispetto a chi non aveva problemi di sonno: 12,75 anni contro 13,4, con i disturbi moderati a metà strada, 13 anni esatti. 

Uno scarto comparso in modo uniforme tra uomini e donne e in ogni tipo di professione, dagli insegnanti ai medici fino agli addetti alle pulizie. A pesare di più era la durata del sonno: chi dormiva nove ore o più a notte finiva per perdere in media tra gli otto mesi e mezzo e i 2 anni e mezzo.Chi dormiva meno di sette ore, al contrario, non mostrava particolari svantaggi. Secondo i ricercatori, questo si spiega con fatto che dormire troppo, spesso è un sintomo di condizioni come depressione, stanchezza cronica e disturbi respiratori che finiscono per condizionare anche la vita lavorativa. 

malattie croniche

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Guardando nel dettaglio, si scopre che tra i dipendenti pubblici, gli uomini con mansioni esecutive e disturbi del sonno gravi hanno registrato l'aspettativa di vita lavorativa più bassa, paragonabile a quella di chi convive con una malattia cronica o con più fattori di rischio legati allo stile di vita, come il fumo o la sedentarietà. Ecco perché alle prime avvisaglie di cattivo sonno, secondo i ricercatori, conviene correre ai ripari. 

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