Ferrari, dopo la Malesia sorrisi e rammarico a Maranello: i retroscena
Il terzo posto di Hamilton ha parzialmente mitigato il brutto errore nella scelta delle gomme che ha penalizzato la gara dei piloti. Nel weekend si corre a Singapore, che potrebbe essere uno scenario migliore
Il terzo posto di Hamilton ha parzialmente mitigato il brutto errore nella scelta delle gomme che ha penalizzato la gara dei piloti. Nel weekend si corre a Singapore, che potrebbe essere uno scenario migliore
dall'inviata Giulia Toninelli 5 ottobre - 14:05 - SEPANG (MALESIA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Lewis Hamilton sale sul podio di Sepang, terzo dietro a Verstappen e AntonelliServiva un podio e il podio, alla fine, è arrivato. Dopo settimane di indiscrezioni e rumor sul futuro del team principal Fred Vasseur e sulla stabilità della sua gestione del Cavallino, la Rossa si è rimessa in pista conquistando un terzo posto che mancava dallo scorso luglio. Per sostenere la squadra da vicino e ribadire questa unità delle scelte interne, a Sepang, nel fine settimana di gara, è arrivato anche l’amministratore delegato della Ferrari Benedetto Vigna, che ha ribadito: “Per noi conta la realtà e la realtà è una. L’importante per me è essere arrivato qui e aver trovato una squadra unita, anche per imparare a gestire al meglio le situazioni più difficili”.
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—Situazioni che possono riguardare l’ambiente fuori da Maranello ma anche quello interno, in continuo cambiamento nel corso del weekend di gara, come visto in Malesia in una domenica dal sapore nuovamente agrodolce per il team del Cavallino: perché se da una parte la Ferrari è riuscita a conquistare un terzo posto con Lewis Hamilton e un quarto con Charles Leclerc, tornando sul podio e allungando nel Mondiale Costruttori sulla McLaren, dall’altra parte lo stesso Hamilton, al termine della gara, ha ribadito come ci sarebbe potuto essere “di più sul tavolo” da conquistare a Sepang per la Ferrari. Un secondo posto, quello di partenza per Hamilton, o addirittura una vittoria. Ma è stata una scelta errata sulle gomme da utilizzare in partenza a cambiare le sorti del GP per i due ferraristi che, montando pneumatici da asciutto su una pista in quel momento ancora adatta alle intermedie, si sono ritrovati a dover ricostruire da zero la propria gara, tornando in alto dopo 55 giri, due Safety Car e il ritiro finale di George Russell.
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—Una decisione difesa dal team principal Vasseur al termine della gara: “Chiaramente dopo la gara è più facile dire che una scelta è migliore di un'altra. Ma quando sei in corsia box prima dell'inizio della gara hai solo informazioni dalla griglia e nient'altro. Al primo giro scopri se la scelta è giusta o meno. Ma a quel punto rientrare per cambiare le gomme è troppo tardi”. L’importante, sostiene il francese, è reagire dopo gli errori: “Nel complesso la nostra è stata una prestazione forte e convincente. Sicuramente c'è stato un esame strano da superare con le scelte in griglia, ma nel complesso è andata bene. Le qualifiche di ieri sono state positive e con la rimonta di entrambi i piloti abbiamo dimostrato un passo ottimo di entrambe le macchine”. Ma rimontare dopo un errore è sufficiente? A sottolineare la necessità di crescere dal punto di vista strategico è stato lo stesso Leclerc, che, ringraziando la Ferrari per la giusta reazione dopo il via, ha comunque sottolineato il punto di partenza: “Penso che abbiamo giudicato male le condizioni, sicuramente però ci sono dei team che costantemente fanno scelte più azzeccate in quelle condizioni. E su questo aspetto noi dobbiamo fare un passo avanti. Dopo tutto ciò penso che tutto quello che poteva andare male nella prima parte di gara è andato storto, ma tutto quello che poteva andare al meglio nella seconda parte è andato bene”.
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rammarico
—Un quadro di positività con un velo di rammarico per quella che, ancora una volta, è stata un’esecuzione del weekend (la parola più utilizzata quest’anno da Vasseur e la condizione più importante secondo il team principal) non ideale. “È sicuramente un punto che dobbiamo continuare a migliorare”, ha sottolineato il team principal, che nei 16 GP già archiviati di questo 2026 ha più volte criticato una mancata esecuzione ideale del programma di lavoro del Cavallino, da errori strategici in regime di Safety Car a scelte non ideali in termini di gomme durante la gara, fino a sviste e imprecisioni nelle sessioni di qualifica. Errori che si sono visti in tutti i top team quest’anno, soprattutto al via di un campionato con un cambio regolamentare così impegnativo come quello entrato in vigore nel 2026, ma che la Rossa dovrà cercare di limitare andando verso il finale di una stagione che la potrebbe vedere ancora tra le candidate per la potenziale vittoria di Gran Premi, partendo proprio da quello di questo weekend a Singapore, un tracciato che ogni anno restituisce forze in campo differenti rispetto a quelle di tutto l’anno. Tornare a vincere, in una domenica finalmente priva di quell’amarezza di fondo che ha accompagnato troppe volte la Rossa in questa stagione, sarebbe la risposta più importante per il team, per i piloti e per tutti gli avversari della Ferrari in pista.
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