Oltre 448 dirigenti indagati per scommesse! La Turchia fa i conti con la sua Calciopoli
Dalle partite sospette alle migliaia di scommesse piazzate, fino agli arresti ai vertici del sistema arbitrale: la Federcalcio turca è alle prese con uno scandalo che coinvolge club, calciatori e direttori di gara
Dalle partite sospette alle migliaia di scommesse piazzate, fino agli arresti ai vertici del sistema arbitrale: la Federcalcio turca è alle prese con uno scandalo che coinvolge club, calciatori e direttori di gara
Lorenzo Topello Collaboratore 5 ottobre - 18:57 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIbrahim Haciosmanoglu, presidente della Federcalcio turca, ha letto una favola di Esopo e ha giurato a se stesso di non farla comparire sulle prime pagine a Istanbul e dintorni. C’era una volta una montagna scossa dal dolore e prossima a partorire: il travaglio si prospettava spaventosamente rumoroso, se è vero che dalla cima usciva fumo e la terra non faceva che tremare. Persino gli abitanti si erano tutti affacciati fuori dalle loro abitazioni e scrutavano impanicati l’orizzonte, certi che dal grande ventre del monte sarebbe scaturito un cataclisma, un mostro, qualcosa di sconvolgente. Ma la montagna partorì un topolino. Molto rumore per nulla: una storiella vecchi di millenni che però torna a galla con impressionante facilità quando di mezzo ci sono processi, accuse e minacce di repulisti. Haciosmanoglu l'ha promesso a tutta la Turchia: la montagna (di arresti) stavolta partorirà una rivoluzione. La terra, di sicuro, sta tremando eccome: la Calciopoli turca si compone, in ordine sparso, di partite truccate, un arbitro che ha scommesso su quasi 20mila partite, richieste di una sospensione del campionato, uno 0-0 che doveva passare in sordina ed è divenuto più rumoroso di un suk il venerdì mattina.
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—Partiamo dalla fine. Dalle ultime dichiarazioni del presidente in mezzo alla bufera: "Nessuno dovrebbe cercare di attribuire a me e al mio consiglio di amministrazione 15, 20 o forse 30 anni di corruzione e immoralità nel calcio durante le mie due stagioni di presidenza". Ammissione del problema: ricordate quando un paio d’anni fa Mourinho sbottò col famoso "il calcio turco puzza"? Forse l’odore è diventato impossibile da ignorare e lo ha ammesso persino Haciosmanoglu. La montagna del calcio turco ha vissuto più di un travaglio drammatico, ma l’ultimo pare il più doloroso e va avanti da oltre un anno: a novembre 2025 la Federcalcio Turca (Tff) aveva sospeso 149 arbitri e assistenti arbitrali e 1024 calciatori per il loro presunto coinvolgimento in uno scandalo legato alle scommesse nei campionati professionistici. Primo mezzo terremoto. Secondo, a luglio 2026: 17 dirigenti di società calcistiche fermati nell'ambito di un'indagine più ampia su presunte scommesse illegali. L’ultimo, devastante: sospesi in via cautelare 448 dirigenti ed ex dirigenti di club, tra cui il presidente del Trabzonspor, Ertugrul Dogan, e il vicepresidente del Besiktas, Hakan Daltaban, nell'ambito di un'indagine sulle scommesse. Secondo la Federazione, gli interessati avrebbero piazzato scommesse durante il periodo in cui ricoprivano incarichi dirigenziali, nell'arco degli ultimi cinque anni. Non solo: un’indagine parallela ha portato all’arresto del responsabile dell'organismo che supervisiona gli arbitri turchi, il suo vice e altri cinque soggetti. Le accuse: interferenze nelle designazioni degli arbitri, nei punteggi, nelle nomine, negli esami regolamentari. Ci sono 171 individui coinvolti nelle società nella massima serie turca. Una carneficina.
COMBINE E ARRESTI
—Le scommesse in Turchia sono divenute una piaga incontrollata. Nell’aprile 2024, in terza serie, Ankaraspor e Nazilli Belediyespor impattano in un noiosissimo 0-0 e la gente sugli spalti conta zero tiri in porta. I sospetti cominciano a circolare ma il presidente del Nazilli tuona: "Non abbiamo soldi per truccare le partite. E poi un mio calciatore, Aslan, si è rotto il crociato proprio oggi: vi sembra normale che accada durante un match combinato?". Sì, perché è un danno collaterale: nel giro di un anno e mezzo il presidente dell’Ankaraspor Mehmet Katipoglu finisce in manette. E con lui il vicepresidente dell’Antalyaspor e un ex presidente dell’Adana Demirspor, oltre al numero uno dell’Eyüspor. La rete di illeciti, scoperchiata da quello 0-0 che lì per lì non aveva scontentato nessuno (il Nazilli si era salvato grazie a quel punticino) diventa impressionante: un arbitro in attività, Zorbay Kucuk, finisce arrestato dopo che nei suoi conti bancari vengono scoperte transazioni sospette legate alle scommesse. Dallo scorso anno a oggi sono stati pizzicati anche giocatori della Super Lig: ben 25, fra cui il difensore ex Galatasaray Baltaci (squalificato 9 mesi per aver scommesso anche sulle gare dei suoi) tornato a giocare un mese fa dopo lo stop, con la maglia del Genclerbirligi. Coinvolto anche il capitano del Fenerbahce Mert Yandas, arrestato per scommesse clandestine e incarcerato. È stato rilasciato lo scorso aprile con un’ulteriore squalifica fino al primo ottobre. Ovvero pochi giorni fa. Lui si è sempre difeso: "Non ho mai scommesso, non sono iscritto ad alcun sito. Ho solo inviato 7mila lire a mio fratello, poi non so cosa ne abbia fatto". Nel frattempo sei sospettati sono stati accusati di "aver influenzato l'esito della partita Kasimpasa-Samsunspor" del 26 ottobre 2024: le indagini parlavano di addirittura 14 giocatori coinvolti nella presunta combine.
ARBITRI
—E poi c'è il filone arbitrale. Che fa ancora più impressione. Nei giorni scorsi hanno arrestato Ferhat Gündogdu, presidente del Comitato centrale degli arbitri (Mhk), del suo vice e di altre persone sospettate, nell’ambito di un’operazione che ha coinvolto quattro province. Le accuse avanzate dal Tribunale di Istanbul-Caglayan sono particolarmente gravi: si parla di falsificazione di documenti ufficiali, abuso di fiducia e raccolta illecita di dati personali. A rendere ancora più delicata la vicenda sono le dichiarazioni del ministro della Giustizia Akin Gürlek, che ha parlato di presunte interferenze nella formazione delle graduatorie arbitrali, nelle designazioni, nelle procedure di valutazione e nomina e nello svolgimento degli esami. A questo scenario già preoccupante si aggiungono intercettazioni compromettenti e il coinvolgimento di arbitri ancora in attività, tra cui Yasin Kol, arrestato al termine di una partita amichevole. Il direttore di gara ha respinto le accuse, sostenendo di non aver mai effettuato scommesse: "Non ho fatto alcuna scommessa. Ho semplicemente prestato denaro a persone di cui mi fidavo e che mi avevano chiesto un aiuto". La campagna di Haciosmanoglu punta a risanare anche quell'ambito: "Collaboreremo pienamente con tutte le istituzioni statali competenti affinché il processo si svolga in modo sano" ha spiegato il presidente a Hurriyet, aggiungendo che "il popolo turco deve sapere che prenderemo ogni possibile precauzione nell'ambito di questo processo e attueremo tutte le misure necessarie". Il lavoro non manca: un solo arbitro - sulla cui identità la Federazione è rimasta anonima- ha piazzato scommesse su 18mila e 227 partite, mentre altri dieci su più di 10mila partite e 42 arbitri su più di mille.
IL PRECEDENTE DEL 2011
—L'obiettivo insomma è evitare che si partorisca il topolino come nel 2011, quando la scommessopoli turca che vide coinvolte addirittura 16 societá fra prima e seconda divisione non portò ad alcuna penalizzazione. Un'amnistia generalizzata che si concluse con un paradosso: il Fenerbahce potè continuare a fregiarsi del titolo nazionale (nonostante due dirigenti squalificati per tre anni, Sekip Mosturoglu e Ilhan Eksioglu), ma fu escluso dalle coppe europee. Al posto dei gialloblù sbarcò in Champions il Trabzonspor che curiosamente si ritrovò a sfidare (e battere) l'Inter nel girone. Dalla maxi amnistia sono trascorsi 15 anni e stavolta la Federcalcio turca promette di non guardare in faccia nessuno, mentre Serdar Adali, rieletto presidente del Besiktas, e scettico: "Prendiamoci una pausa se necessario. Una settimana, dieci giorni, due settimane, quanto ci vorrà... Che i campionati non riprendano finché questa operazione di pulizia non sarà completata". Il travaglio della montagna è appena iniziato.
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