LeBron prepara l'ultimo botto: "Non sono ai Sixers per uscire al secondo turno. E su Embiid...
Il Prescelto detta le condizioni per vincere anche a Philadelphia: "Dobbiamo imparare a gestire le situazioni complesse"
Il Prescelto detta le condizioni per vincere anche a Philadelphia: "Dobbiamo imparare a gestire le situazioni complesse"
Simone Sandri 5 ottobre - 19:10 - NEW YORK Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAnche questa volta, alla tenera età di 41 anni, il nome di LeBron James è riuscito a dominare la offseason Nba. Dopo aver chiuso la porta in faccia ai Lakers a fine giugno LeBron si è lasciato desiderare da tanti potenziali acquirenti arrivando alla sua “decision”, per certi versi sorprendente, soltanto il 24 luglio. I flirt con vecchi pretendenti come Cavs e Heat, quello pubblico con i Warriors poi la scelta di ripartire da Philadelphia, la squadra che secondo molti, almeno in linea teorica, gli offre le maggiori possibilità per raggiungere l’obbiettivo del suo quinto anello. Sulla carta il talento di certo non manca a questi 76ers ma LeBron ha subito fatto capire durante il Media Day preso d’assalto da più di 100 giornalisti accreditati nello splendido Training Center di Camden, che ci sarà tantissimo da lavorare e che tutti dovranno fare dei sacrifici. “Dobbiamo riuscire a essere a nostro agio nelle situazioni difficili - aveva detto The King al suo primo incontro con i media da giocatore di Philadelphia - il talento non basta, senza il duro lavoro non si va da nessuna parte”. Joel Embiid, il progetto sul quale LeBron vuole lavorare nel tentativo di avere un impatto importante sull’approccio al lavoro in palestra dell’ex Kansas, per ora sembra aver recepito il messaggio, presentandosi al Traning Camp in condizioni fisiche straordinarie.
critiche
—Durerà? Un legittimo interrogativo per tutti, soprattutto per James che non aveva nascosto le critiche, sotto questo aspetto, a Embiid da compagno di squadra all’olimpiade di Parigi. Anche a Philadelphia LeBron non ha cambiato la sua routine, con qualche addizione intrigante come i suoi viaggi in elicottero dalla Facility dei 76ers a New York, presentandosi agli allenamenti anche durante la preparazione con grandissimo anticipo per poter lavorare individualmente con il suo storico trainer Mike Mancias. Ai tifosi di Philadelphia importa fino a un certo punto dove LeBron decida di abitare, se nei sobborghi della città dell’Amore Fraterno o a Manhattan, l’unica cosa che conta per loro è naturalmente il prodotto che si vedrà sul parquet e le ambizioni di una squadra che vuole arrivare a giocare a fine maggio e a giugno. “Non ho lasciato la mia famiglia per farmi eliminare al secondo turno” aveva chiuso la sua conferenza stampa al Media Day LeBron rivelando poi a Espn un particolare, a proposito di New York, che avrà fatto storcere il naso a qualche fan dei 76ers. “Mi sono immaginato con la maglia dei Knicks al Garden - aveva detto LeBron - l’arena numero uno al mondo per il basket, ma dopo che hanno battuto San Antonio ho capito che non sarebbe potuto succedere. Voi giornalisti non mi avreste mai lasciato in pace dopo una decisione del genere”. Forse non proprio quello che i tifosi di Philadelphia volevano sentirsi dire alla prima di LeBron in maglia 76ers, soprattutto dopo il cappotto ricevuto ad opera dei Knicks nella postseason. Ma le parole contano poco, soprattutto a Philadelphia una città che sa abbracciare come poche le squadre che regalano soddisfazioni ma che nello stesso modo non ha problemi a criticare anche a scena aperta, e con una dosa di pazienza molto relativa, quelle che deludono. James lo sa bene e anche per questo tipo di rapporto che la città costruisce con le sue squadre, ha scelto Philly. Ora la parola passa al parquet con il giocatore che il 30 dicembre compirà 42 anni pronto a fare la sua parte in campo e nello spogliatoio per provare a regalare qualcosa di veramente speciale a una tifoseria che da Iverson in poi di soddisfazioni vere ne ha colte decisamente poche trovando invece delusioni in serie.
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