Dove si trova la strada più in pendenza d'Italia e perché è vietata
In Italia c'è una strada lunga 7,5 chilometri che in un punto raggiunge una pendenza del 45%, ma si può percorrere soltanto a piedi
In Italia c'è una strada lunga 7,5 chilometri che in un punto raggiunge una pendenza del 45%, ma si può percorrere soltanto a piedi
Giuseppe Biondo 6 ottobre - 00:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Il tornante dalla pendenza recordA Besenello, una ventina di chilometri a sud di Trento, c’è quella che viene considerata la strada più ripida d’Italia. È la strada della Scanuppia, e la sua fama deriva sia dalla pendenza “record” che dall’impossibilità di percorrerla in auto. La strada si arrampica dal fondovalle verso l’omonima foresta e Malga Palazzo, lo storico edificio rinascimentale sul Monte Vigolana. È lunga 7,5 chilometri e supera i 1.300 metri di dislivello, ma il numero che più di altri la caratterizza è quello relativo alla pendenza massima: 45%. L’unica maniera per dire di aver percorso la strada più in pendenza d’Italia, però, è quella di farlo a piedi.
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Il cartello con pendenza al 45% "simbolo" della Scanuppia‘MURO’ IN CEMENTO
—Il cartello che segnala la pendenza anomala della strada è diventato uno dei simboli della Scanuppia, anche se non lo si incontra subito. Lo si vede circa un chilometro dopo essersi addentrati, poco prima del “muro” in cemento. La parte della Scanuppia inclinata al 45% è sostanzialmente breve e limitata alla traiettoria interna di un tornante a gomito, ma rende bene l’idea di quanto sia impegnativa, in realtà, tutta la fase iniziale del percorso. Superato il tornante, infatti, le inclinazioni diminuiscono, ma i gradienti si mantengono costantemente sopra il 20% senza veri tratti pianeggianti in cui recuperare. Superata la sezione più impegnativa la Scanuppia prosegue tra boschi e radure verso Malga Palazzo: anche senza le pendenze estreme dell’inizio resta un’escursione per la quale l’Azienda per il turismo Rovereto Vallagarina Monte Baldo raccomanda buona preparazione, passo sicuro e calzature adeguate.
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Uno scorcio della foresta di ScanuppiaPERCHÉ È VIETATA
—La Scanuppia, ormai da diversi anni, è interdetta al traffico e si può percorrere soltanto a piedi. Sul portale della Provincia autonoma di Trento è indicato chiaramente che la strada è interdetta ai veicoli a motore e anche ai ciclisti. Se la Scanuppia è chiusa a qualsiasi mezzo non autorizzato un motivo c’è. Nel 2008 il Comune di Besenello vietò il transito dei velocipedi sul tratto verso la Scanuppia, motivando la decisione con i rischi di affrontare una pendenza del 45%, su una strada in cemento molto stretta e tortuosa, in assenza quasi totale di banchine e di protezioni verso le scarpate. A questo si aggiunge poi il particolare contesto ambientale: la strada attraversa un’area protetta, in cui la tutela dell’ecosistema e delle specie che lo abitano - tra cui il gallo cedrone e il gallo forcello, ma anche camoscio e capriolo, aquila, francolino di monte e martora - ha la priorità sul resto. Sperimentare il fascino di quella che viene considerata una delle strade più ripide d’Italia, insomma, è possibile, ma bisogna farlo a piedi. E con una preparazione adeguata alla portata della sfida.
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