CR7-Jorge Jesus, il retroscena sullo scontro col Portogallo: "Cristiano pensò: vaff…"
La Gazzetta dello Sport

CR7-Jorge Jesus, il retroscena sullo scontro col Portogallo: "Cristiano pensò: vaff…"

Martedì 6 ottobre 2026
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Piers Morgan, giornalista vicino al portoghese, racconta la versione del giocatore: "Non pretendeva di giocare sempre, voleva solo che venissero rispettati gli accordi"

Piers Morgan, giornalista vicino al portoghese, racconta la versione del giocatore: "Non pretendeva di giocare sempre, voleva solo che venissero rispettati gli accordi"

Elena Cecchetto 6 ottobre - 09:05 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Prima il riscaldamento, poi l’attesa. Il tempo che passa, la panchina e la certezza che quei 30 minuti promessi non arriveranno mai. E allora, dentro di sé, una parola che riassume tutto: "Vaff...". Cristiano Ronaldo prende così un volo per Madrid e lascia il ritiro del Portogallo. È questo il retroscena raccontato da Piers Morgan nel suo podcast, portando quella che, di fatto, rappresenta la versione dell'attaccante. 

GLI ACCORDI

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Il punto, secondo Morgan, non sarebbe mai stato il desiderio di Ronaldo di giocare ogni match, anzi. "Non ha mai pensato e preteso di essere titolare, né tantomeno di giocare tutte le partite", spiega il giornalista britannico. Il problema sarebbe stato molto più semplice: "Voleva solamente che venissero rispettati gli accordi". E il primo accordo, secondo la ricostruzione, riguardava la gara d’esordio contro il Galles: Ronaldo avrebbe dovuto giocare 90 minuti, ma è stato sostituito dopo appena 67’. Una decisione che lo avrebbe fatto parecchio alterare. Poi il nuovo patto e la temporanea pace: "Jesus gli ha garantito 30 minuti nella gara successiva". Ronaldo accetta. Contro la Norvegia, però, il capitano resta in panchina. Si scalda, aspetta il suo momento, ma non entra. È in questo istante che, nella versione raccontata, la questione smette definitivamente di essere soltanto tecnica. "Si è fidato di quello che gli è stato detto, ma dopo l’ennesima bugia si è sentito tradito". A rendere ancora più delicata la vicenda vi è quanto accaduto lontano dalle telecamere. "Jesus si è scusato in privato, anche Pedro Proença ne è testimone", sostiene Morgan, confermando le indiscrezioni degli ultimi giorni. 

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LA GESTIONE

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E poi c’è il paragone con il passato. Il giornalista definisce Jesus una sorta di "Ten Hag portoghese", riferendosi al modo in cui avrebbe gestito il rapporto con il capitano della Seleção. I due allenatori, seppur diversi, sono accomunati da una dinamica simile: il legame deteriorato a causa di decisioni che il portoghese ha percepito come una mancanza di rispetto. Perché, al di là dei minuti giocati e delle scelte tecniche, tutto gira intorno alla parola data. E quando questa viene meno, a Ronaldo non resta altro che il più classico dei "Vaff...".

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