Il pot control è un concetto importante: non tutti lo applicano correttamente
La Gazzetta dello Sport

Il pot control è un concetto importante: non tutti lo applicano correttamente

Martedì 6 ottobre 2026
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La classica situazione da torneo, soprattutto nei primi livelli, è una 3bet preflop a cui fanno seguito due bet in due street. Al river scopriamo che il piatto è troppo, troppo grosso per una terza puntata. E qui cambiamo linea. Conoscere i principi di applicazione del pot control sembra facile ma non lo è

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Il pot control è un concetto importante: non tutti lo applicano correttamente

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La classica situazione da torneo, soprattutto nei primi livelli, è una 3bet preflop a cui fanno seguito due bet in due street. Al river scopriamo che il piatto è troppo, troppo grosso per una terza puntata. E qui cambiamo linea. Conoscere i principi di applicazione del pot control sembra facile ma non lo è

Giorgio Sigon

6 ottobre

La traduzione è semplice, quindi lo è anche il concetto? No: conoscere la terminologia aiuta ma poi studiare quel che significa non è altrettanto "easy": un esempio è ciò che approfondiamo in questo articolo. Parliamo di pot control, dei suoi rischi e dei suoi benefici

INIZIAMO DALLA DEFINIZIONE

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Due termini, di semplice traduzione ma la definizione "lunga" di pot control magari non è così scontata e quindi ripassata per molti, enunciazione "nuova" per i principianti. Il presupposto è il valore di showdown: abbiamo una mano di valore e quindi, dopo il river, ci possiamo aspettare di vincere il piatto con un punto. Non stiamo bluffando! Il pot control quindi è una gestione delle dimensioni del piatto con mani che hanno showdown value che però vogliono evitare di far gonfiare le dimensioni del piatto in maniera eccessiva. Il concetto si basa su principi quali posizione, range e stack. Uno degli errori di percezione che molti commettono è quello di unire il concetto di pot control ad un gioco meramente passivo. Troppi check per tenere basso il piatto, spesso, sono sbagliati. La chiave risiede nelle size di puntata scelte. Questo perché da una parte manteniamo una piccola fold equity, dall'altra possiamo puntare comunque per valore facendoci pagare da punti più bassi. Abbiamo top pair? Perché non fare una piccola bet per ottenere chips da chi ci ha seguito con middle pair o con top pair con kicker basso? Quante volte, allo showdown abbiamo pensato "Una extra puntata mi avrebbe fatto guadagnare qualcosa in più". Quindi pot control non equivale a gioco passivo. Ricordatelo sempre

POT CONTROL: RISCHI E BENEFICI

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Come ogni principio, vanno analizzati i pro e i contro per avere un quadro generale. Troppo spesso infatti, spinti dalla nostra top pair o dalla nostra starting hand, iniziamo a ingrossare il piatto preflop, puntiamo due strade salvo poi accorgerci che non abbiamo troppo margine per puntare river, col rischio di essere outplayati. L'utilità di una corretta gestione delle dimensioni del piatto ci permette di arrivare più spesso allo showdown con mani che dovrebbero (dovrebbero!) vincere il colpo. In più limita le chips eventualmente perse: possiamo infatti essere davanti a una parte del range dell'avversario ma soccombere dinanzi alla parte più forte del suo range. In più proteggiamo in nostro stack: troppe volte iniziamo una mano "deep" salvo poi gonfiare eccessivamente il pot, perdere il colpo e ritrovarci improvvisamente short. Il tutto solo per aver floppato top pair. Uno dei vantaggi più importanti è la possibilità di decidere quanto puntare al river. Ingrossare troppo il pot, come detto, ci limita molto dopo l'ultima street. E' fondamentale poter bilanciare una puntata medio-grossa dopo l'ultima carta comune e una corretta gestione del piatto ce lo permette. Guardando l'altra faccia della medaglia, torniamo all'importanza di non essere passivi. Se per noi pot control significa fare check, stiamo dicendo all'avversario la mano che abbiamo. Se avessimo doppia coppia o meglio, punteremmo su due o tre strade. Essere passivi rivela il vostro punto! Ovviamente il pot control può dare carte gratis, o con buone odds al nostro avversario. In più, un altro rischio, è quello della mancata protezione. Ci sono spot nei quali possono scendere scary cards. Per evitarlo, servirebbe una puntata e non un check

 

 

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