Per McKennie ripresa da record: a Cagliari diventerà il giocatore con più presenze nella Juve di oggi
Stacca Locatelli e crea il vuoto alle sue spalle, sulla scia nessun giocatore importante per Spalletti. Punta anche Davids nella classifica degli stranieri in bianconero
Stacca Locatelli e crea il vuoto alle sue spalle, sulla scia nessun giocatore importante per Spalletti. Punta anche Davids nella classifica degli stranieri in bianconero
Giovanni Albanese Giornalista 6 ottobre - 13:37 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCagliari-Juve per McKennie potrebbe essere una partita storica. L’americano è pronto a staccare Locatelli e mettersi in proprio in testa alla classifica di presenze in bianconero fra i calciatori attualmente in rosa. Non solo. Andando a quota 234, il centrocampista si mette sulla scia di Davids (235) nella graduatoria degli stranieri che hanno giocato di più alla Juventus, puntando la top ten non troppo distante: al decimo posto c’è Szczesny, con 252 presenze, e quindi l’obiettivo è alla portata per questa stagione. McKennie, insieme a Yildiz, è anche il calciatore che ha messo a segno più gol nella Juve di oggi: 27. Ma l’elemento che salta più all’occhio, in questa fase di cambiamento in cui il nuovo management intende aprire un ciclo, è il vuoto alle spalle del calciatore che è uno dei preferiti di Spalletti.
ANZIANITÀ
—Se McKennie lo si può intendere un senatore dello spogliatoio, almeno per presenze e longevità in squadra, appare evidente che nessuno dei compagni così in alto alla classifica delle presenze nella Juve abbia uno status tanto riconoscibile come il suo. A parte Locatelli, infortunato e costretto a congelare fino al 2027 l’ascesa personale (ha 233 presenze), alle spalle dell’americano ci sono infatti Rugani e Gatti, il primo con 157 presenze e il secondo con 139. Nessuno dei due è un titolare ed entrambi sono stati a rischio cessione per tutta l’estate, rimanendo in bilico anche per gennaio. Poco meglio va con Cambiaso, che segue con 134 presenze, per poi giungere a Yildiz, fermo a quota 132, e dunque a Bremer (128) e Kalulu (98) che sono le reali colonne portanti di questo inizio stagione.
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—A portare McKennie a Torino è stato Paratici, nel 2020. Un colpo quasi a sorpresa, per certi versi inaspettato in quella sessione di mercato atipica per via del Covid, con l’obiettivo di accontentare una richiesta del neo allenatore: Andrea Pirlo. Operazione costruita sulla forte convinzione che l’americano potesse diventare un giocatore importante nel calcio italiano, seppur con riserve dettate dalla necessità di inserirlo in un contesto abbastanza rigido per la sua stravaganza in campo e fuori. Dopo un primo anno complesso, però, McKennie è diventato il preferito degli allenatori che si sono passati la mano alla Continassa: da Allegri a Thiago Motta e ancora Tudor e Spalletti. Wes corre, si sacrifica per i compagni e mette tutto sé stesso a disposizione dell’allenatore: così, spesso è stato dipinto con le valigie in mano ma mai estraniato da quel contesto di squadra che ha sempre avuto bisogno del suo contributo. Tant’è che ha firmato due rinnovi e ancora oggi è una certezza. Una delle poche su cui ricostruire.
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