I volti da GLP-1 nell'arte del futuro? Lo strano studio di un medico texano
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I volti da GLP-1 nell'arte del futuro? Lo strano studio di un medico texano

Martedì 6 ottobre 2026
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Per millenni pittori e scultori hanno celebrato i corpi in eccesso di peso come ideale di bellezza e prosperità. L'arte si adatterà alla moda dei farmaci GLP-1?

Per millenni pittori e scultori hanno celebrato i corpi in eccesso di peso come ideale di bellezza e prosperità. L'arte si adatterà alla moda dei farmaci GLP-1?

Daniele Particelli 6 ottobre - 14:50 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Che cosa hanno in comune la Venere di Willendorf, la Gioconda di Leonardo Da Vinci e gli angeli grassottelli che popolano gli affreschi medievali? Oltre a essere opere d'arte ammirate ogni anno da milioni di persone, secondo l'endocrinologo pediatrico Michael Yafi, in servizio presso l'Università del Texas, sono anche testimoni del fatto che per millenni l'eccesso di peso corporeo non solo non era considerato un problema da risolvere, ma era anche un simbolo da celebrare.

Yafi ha presentato al Congresso Europeo sull'Obesità ECO2026 uno studio insolito e curioso che attraversa la storia dell'arte per proporre una riflessione sulla percezione dell'obesità nella cultura umana e, soprattutto, per lanciare una previsione su come i farmaci GLP-1, sempre più diffusi e accessibili per perdere peso velocemente, potrebbero cambiare l'estetica dell'arte nei prossimi decenni.

Quando l'obesità era bellezza e potere

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Il punto di partenza della ricerca di Yafi è stata proprio la Venere di Willendorf, la celebre statuetta in pietra che si ritiene risalga a un periodo compreso tra 24.000 e 32.000 anni fa. La figura femminile che rappresenta ha fianchi, seni e organi riproduttivi esageratamente grandi, con abbondante grasso corporeo: non un difetto, ma un ideale di fertilità e prosperità che si è ripetuto, con variazioni, per secoli.

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"La corpulenza è stata a lungo un segno di prosperità. Gli uomini obesi venivano raffigurati come eroi, leader, reali e nobili, mentre le donne con eccesso di grasso corporeo erano simboli di bellezza, fertilità e ricchezza", ha spiegato Yafi, pronto a citare una ricerca condotta in Turchia secondo la quale 29 dei 36 imperatori ottomani vissuti tra il 1258 e il 1926 furono raffigurati con obesità addominale o erano noti per essere obesi.

Nell'arte religiosa medievale, poi, bambini e angeli venivano dipinti con pieghe di pelle e grasso in eccesso, come segno di abbondanza e grazia divina. Anche i compositori Bach e Händel furono ritratti con un evidente eccesso di peso, e molti storici della medicina ritengono che entrambi soffrissero di diabete di tipo 2, con conseguenze per la vista che peggiorò con l'età. Per secoli, artisti come Rubens e Renoir si ispirarono a donne con forme generose, che oggi verrebbero classificate come sovrappeso o obese.

Stigmatizzazione dell'obesità

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La svolta è arrivata solo nella seconda metà del XX secolo, quando la medicina ha iniziato a documentare il legame tra diete ricche di grassi saturi, obesità e malattie metaboliche e cardiovascolari. Da quel momento, la percezione culturale del corpo in eccesso di peso si è capovolta radicalmente. "Questo ha portato alla glorificazione di immagini di uomini e donne magri, spesso in modo irrealistico, e alla stigmatizzazione dell'obesità. Improvvisamente, le persone magre sono diventate belle, e le donne che per secoli avevano ispirato gli artisti non erano più considerate attraenti", ha proseguito Yafi.

Il "volto da GLP-1" e l'arte del futuro

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È qui che entra in gioco la parte più originale e speculativa della ricerca di Yafi. I farmaci GLP-1 come semaglutide, tirzepatide e le nuove molecole in fase di approvazione consentono di perdere grandi quantità di peso in tempi relativamente brevi. Per alcuni pazienti, questa rapida perdita di grasso ha prodotto quello che i chirurghi plastici chiamano "GLP-1 face" o "Ozempic face": la perdita di grasso da guance, tempie e zona sotto gli occhi rende le rughe più evidenti, la pelle più flaccida e gli occhi infossati, conferendo un aspetto emaciato che può risultare invecchiante.

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"Se ne parla, i chirurghi plastici lo documentano e credo che, con l'aumento dell'uso di questi farmaci, il volto da GLP-1 verrà raffigurato nell'arte", ha affermato Yafi con convinzione: se è vero che l'arte ha sempre rispecchiato il corpo del proprio tempo, è altrettanto plausibile ritenere che il corpo del futuro, anche nell'arte, possa portare i segni di una delle rivoluzioni farmacologiche più importanti degli ultimi decenni.

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