I prodotti per la pulizia profumati fanno male ai polmoni? La risposta della scienza
I detergenti possono reagire con l’ozono e formare nanoparticelle ultrafini nell'ambiente domestico. I rischi per la salute
I detergenti possono reagire con l’ozono e formare nanoparticelle ultrafini nell'ambiente domestico. I rischi per la salute
Giacomo Martiradonna 6 ottobre - 14:50 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleBasta una nuvola di detergente per mandare via sporco e cattivi odori, mentre si fanno le faccende domestiche. Ma quanto è sicuro quello sbuffo profumato per la salute? I prodotti del supermercato possono reagire con i gas dell'aria e generare, in pochi minuti, miliardi di minuscole nanoparticelle. A evidenziarlo è uno studio condotto dagli scienziati della Purdue University e presentato durante l’incontro autunnale dell’American Chemical Society (ACS). Il gruppo, guidato da Brandon Boor, Nusrat Jung ed Ernest Blatchley, ha simulato in laboratorio alcune comuni attività di pulizia in un ambiente chiuso e controllato. E i risultati sono stati allarmanti.
VIDEO: Lavarsi la faccia la mattina: è indispensabile?Lo studio sui Detergenti profumati
—I composti responsabili del profumo di molti detergenti sono i cosiddetti terpeni, sostanze organiche naturalmente presenti anche in piante e fiori. Queste molecole si dileguano rapidamente ma possono interagire con l’ozono presente nell’aria. Si tratta di un fenomeno simile a quello che porta alla formazione delle nuvole nelle foreste, ma in un ambiente piccolo e scarsamente ventilato può accadere molto più velocemente e, soprattutto, a concentrazioni superiori.
Secondo le stime dei ricercatori, le reazioni possono produrre particelle con un diametro compreso tra uno e 30 nanometri: dimensioni tali da sfuggire al rilevamento dei comuni sensori domestici, attraversare i tessuti polmonari e raggiungere il sangue. Tra l'altro, sembra che l'impiego contemporaneo di lampade disinfettanti far-UV accelererebbe ulteriormente il processo.
I rischi per la salute
—I risultati non dimostrano che questi prodotti provochino direttamente malattie polmonari, ma indicano comunque che le reazioni chimiche possono aumentare rapidamente la presenza nell’aria di particelle capaci di penetrare nell’apparato respiratorio e diffondersi nel corpo. Con effetti difficili da prevedere, senza ulteriori studi. A mo' di paragone, la quantità di nanoparticelle inalate durante le pulizie è almeno pari o superiore a quella a cui si è sottoposti percorrendo una strada molto trafficata.
Da qui i consigli degli esperti. Non è necessario che l'aria sia fragrante per ottenere una pulizia profonda. Meglio optare per prodotti neutri e assicurarsi sempre di ventilare i locali in modo adeguato. E se possibile, evitare l'uso di lampade UV.
Leggi anche Perché l’acne peggiora d’estate? Come comportarsi per gestirla col caldo? Parla l’espertoPer gli over 65 anche l'acqua è un potenziale irritante: meglio ridurre le docce© RIPRODUZIONE RISERVATA