Djokovic non finisce mai! De Minaur perde un set, poi si ritira: Nole si prende Pechino, trionfo n. 102
Ennesimo titolo in carriera per il serbo. L'australiano cede il primo parziale al tie break, dopo crolla per un problema alla gamba sinistra
Ennesimo titolo in carriera per il serbo. L'australiano cede il primo parziale al tie break, dopo crolla per un problema alla gamba sinistra
Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 6 ottobre - 15:42 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNovak Djokovic vince ancora a Pechino, per la settima volta in carriera. Era difficile prevederlo prima dell’inizio del torneo, ora è realtà: il campione è ancora il serbo, che batte Alex de Minaur sfruttando il ritiro dell’australiano dopo il primo game del secondo set con Nole che vince il parziale d’apertura al tie-break. Il n.5 del seeding finisce quasi in lacrime, con il volto nell’asciugamano. Si tratta di un problema probabilmente all’adduttore della gamba sinistra, che ha anche costretto de Minaur a uno stop di circa un quarto d’ora tra il primo e il secondo set. Un lungo trattamento, dovuto anche alle fatiche del primo parziale, che non restituisce il miglior Alex. Djokovic, avanti 7-6 0-1 al momento della fine, dopo la squalifica di Medvedev in semifinale, ne approfitta per vincere il titolo n.102 della carriera ottenendo almeno un trofeo per il 21esimo anno di fila, dal 2006.
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—Al netto dell’amaro finale, è indubbio che Djokovic abbia compiuto un miracolo anche arrivando così lontano nel torneo. Giocando tra l’altro un grandissimo primo set nella finale di Pechino, dove ha oggi vinto la sua 34esima partita su altrettante giocate: record solitario nell’Era Open in termini di partite vinte ad un evento senza perderne neanche una. Uno dei tanti del serbo, che sin dal primo game prende lo scambio in mano e non permette a de Minaur di scappare. I due hanno in fondo un gioco simile nella partita, entrambi spingendo da fondo campo senza soluzione di continuità, con Nole a cercare spesso il rovescio dell’australiano ma senza mai fare abbastanza male. Il pupillo di Hewitt gli annulla due palle break nel primo set, prima di arrivare al tie-break, un giusto epilogo per entrambi. Lì però, dopo ancora una serie di scambi infiniti e botte da orbi, è Djokovic a sorridere vincendo per 7 punti a 3 e andando avanti di un set. Alla fine però tanto basta, con de Minaur che tiene in qualche modo il servizio nel primo game del secondo parziale, ma quasi da fermo. Obbligato ad alzare bandiera bianca, regalando a Djokovic il titolo e il ritorno in top 10, in ottava posizione (dal prossimo aggiornamento). E Nole sogna le Atp Finals.
obiettivo
—Il prossimo passo per il serbo è la kermesse torinese di fine anno, tra i migliori otto della stagione, nonostante i 39 anni. Djokovic vuole esserci, ha annunciato che in caso di qualificazione giocherà le Atp Finals. E questi 500 punti di Pechino, un toccasana anche alla luce degli avversari battuti (tra cui anche Zverev), sono un passo fondamentale verso l’obiettivo. Nole si trova infatti a 2.830 punti nella Race, che conta i soli risultati del 2026, vale a dire 390 dall’ottava posizione di Daniil Medvedev con 3.220. Ma soprattutto, considerando che ci sarà il posto da occupare lasciato vacante da Jannik Sinner che ha chiuso anzitempo il suo 2026, 140 sulla decima posizione proprio di de Minaur. La vera corsa qualificazione di Djokovic, che anche con il nono posto avrebbe la certezza di arrivare a Torino. L’impressione, contando che ha vinto Pechino per la prima volta dopo 11 anni, è che Nole abbia nuovamente tutte le carte giuste per compiere questa impresa. E per dire ancora una volta di no allo scorrere del tempo. Anche, ogni tanto, con un pizzico di fortuna. Che aiuta gli audaci.
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