San Siro, il Tar boccia i ricorsi contro la vendita a Inter e Milan: il nuovo stadio può accelerare
La Gazzetta dello Sport

San Siro, il Tar boccia i ricorsi contro la vendita a Inter e Milan: il nuovo stadio può accelerare

Martedì 6 ottobre 2026
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La giustizia amministrativa della Lombardia ha respinto un ricorso e ne ha dichiarati inammissibili altri quattro

La giustizia amministrativa della Lombardia ha respinto un ricorso e ne ha dichiarati inammissibili altri quattro

Matteo Spaziante Giornalista 6 ottobre (modifica alle 15:34) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il progetto del nuovo San Siro può continuare a correre: il Tar della Lombardia ha infatti bocciato i cinque ricorsi presentati contro la vendita dell'attuale Meazza e dei terreni a Inter e Milan. Si chiude così la partita dei ricorsi presentati davanti alla giustizia amministrativa, iniziata per alcuni di questi addirittura nel 2022, che sono stati riuniti in un'unica udienza andata in scena lo scorso 23 giugno: in particolare, quattro sono stati dichiarati inammissibili per ragioni di carattere processuale, mentre uno è stato respinto nel merito. 

due ricorsi nel 2022

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Il ricorso più vecchio, quello del 2022, era stato presentato da un gruppo di cittadini e soggetti contrari alla trasformazione del Meazza. Nel corso degli anni, però, i ricorrenti sono cambiati più volte e la vicenda giudiziaria si è sviluppata attraverso diversi passaggi. Il Tar ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per arrivare a una decisione sulle contestazioni e ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile. Stesso risultato per l’altro grande ricorso del 2022. Anche in questo caso venivano contestati diversi aspetti del progetto San Siro, dalla procedura amministrativa alla trasformazione dell’area. Il Tar, però, si è fermato prima di entrare nel merito: nel corso degli anni erano cambiati i soggetti coinvolti e le contestazioni erano state presentate in momenti diversi e contro atti differenti. Anche questo ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile. 

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il terzo

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Il terzo caso riguarda invece una fase molto più recente, quella dell’avvio della procedura che ha portato alla vendita dell’area. Il ricorso del 2025 contestava alcuni degli atti con cui il Comune di Milano aveva iniziato a costruire il percorso per la cessione di San Siro a Inter e Milan. Secondo i giudici, però, il ricorso aveva preso di mira soltanto una parte di un procedimento più ampio, lasciando fuori altri atti che ne costituivano i passaggi precedenti o successivi: da qui l’inammissibilità. 

il quarto

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Lo stesso è accaduto con il ricorso successivo, quello che riguardava più direttamente la fase finale della vendita. I ricorrenti contestavano la possibilità di vendere l’intero complesso di San Siro attraverso la procedura utilizzata dal Comune e mettevano in discussione diversi aspetti dell’operazione, dal prezzo alle modalità della cessione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché, secondo i giudici, aveva contestato soltanto un pezzo della procedura senza mettere in discussione anche gli atti precedenti dai quali quel passaggio dipendeva. 

l'unico ricorso nel merito

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C’è poi il quinto ricorso, l’unico nel quale il Tar è entrato davvero nel merito. È quello presentato dal consigliere comunale Marco Fedrighini del gruppo misto contro il percorso seguito dal Consiglio comunale di Milano per approvare la vendita di San Siro. Fedrighini contestava soprattutto il modo in cui erano state gestite le commissioni e gli emendamenti durante l’iter della delibera. Secondo il consigliere, alcune regole non erano state rispettate e questo avrebbe limitato le sue prerogative. Su questo punto il Tar ha invece esaminato le contestazioni e le ha respinte. I giudici hanno ricostruito le riunioni delle commissioni, rilevando che la proposta era stata discussa in più occasioni e che lo stesso Fedrighini aveva partecipato ai lavori. Non è stata quindi dimostrata una concreta limitazione delle sue funzioni. Anche sulle modifiche agli emendamenti il Tar ha dato torto al consigliere: il subemendamento contestato non aveva cancellato integralmente il precedente emendamento e la decadenza delle proposte incompatibili era prevista dalle regole del Consiglio comunale.

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le conseguenze

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Ora così Inter e Milan, come anche il Comune di Milano, possono esultare. I club si preparano a presentare il progetto definitivo del nuovo impianto e accompagnarlo con tutti gli adempimenti necessari per arrivare all’apertura del cantiere. Il primo appuntamento sarà la presentazione del nuovo rendering, attesa tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, poi toccherà al progetto entrare nelle varie fasi di valutazione previste dal Comune e dalla Regione. L’obiettivo resta chiudere l’iter entro l’estate 2027 e partire con i lavori nel secondo semestre, quando sarà terminata la stagione calcistica. Da quel momento inizierà la corsa vera contro il tempo: il nuovo San Siro dovrà essere pronto nel 2031 per consentire a Milano di ospitare gli Europei del 2032.

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