Sinner, in fumo quasi 20 milioni tra mancati premi e bonus. Ma le sponsorizzazioni restano blindate
La Gazzetta dello Sport

Sinner, in fumo quasi 20 milioni tra mancati premi e bonus. Ma le sponsorizzazioni restano blindate

Martedì 6 ottobre 2026
1 visualizzazione

Abbiamo stimato l'impatto economico per il lungo stop del campione azzurro: tutte le cifre, voce per voce

Abbiamo stimato l'impatto economico per il lungo stop del campione azzurro: tutte le cifre, voce per voce

Marco Iaria Giornalista 6 ottobre - 18:12 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

L’azienda “Jannik Sinner spa” ha abbassato le saracinesche in anticipo. Il 2026 finisce qui. Non si replicherà il fatturato record dell’anno scorso, quando tra prize money, sponsor e amenità varie la stella azzurra del tennis raccolse circa 65 milioni di ricavi. I danni economici di un’inattività che si protrarrà quasi per metà stagione non sono affatto marginali, sebbene tutto il segmento commerciale sia praticamente blindato. Vediamo nel dettaglio. 

premi

—  

L’anno scorso Sinner ha portato a casa 19 milioni di dollari di premi ufficiali dei tornei, equivalenti a 17 milioni di euro. Pur essendo rimasto fermo per tre mesi per il caso Clostebol, Jannik ha migliorato il raccolto del 2024 (17 milioni di dollari), grazie a un’eccellenza mantenuta in tutte le competizioni. Quest’anno, nei primi sette mesi del calendario, sono arrivate le cinque vittorie consecutive nei Masters 1000, l’impresa-bis a Wimbledon e la semifinale agli Australian Open. Risultati che gli hanno consentito di riconquistare e mantenere a lungo il primo posto in classifica. Tra gennaio e luglio il contatore del prize money è salito fino a quota 11,6 milioni di dollari. Se non si fosse fermato per l’infortunio, Sinner avrebbe probabilmente migliorato il primato del 2025. Invece è stato costretto a saltare Montreal, Cincinnati, gli Us Open, Pechino, Shanghai, Vienna, Parigi e le Atp Finals di Torino. Questi tornei mettevano in palio complessivamente fino a 17 milioni di dollari. Qualora l’italiano fosse riuscito a replicare le prestazioni dell’anno scorso, si sarebbe assicurato 11 milioni di dollari, pari a circa 10 milioni di euro. L’effetto negativo si estende ai premi integrativi elargiti dall’Atp in sede di consuntivo. Il circuito prevede due Bonus Pool distinti per i tornei 1000 e 500, con meccanismi differenti. Per il 2026 Sinner non avrebbe comunque concorso a quello dei 500, mentre era in piena corsa per il Bonus Pool dei Masters 1000 e delle Finals, visto che si è aggiudicato i primi cinque Masters della stagione. Il premio viene assegnato in base ai punti conquistati, ma prevede decurtazioni per chi rinuncia a uno o più tornei obbligatori. L’assenza dai restanti quattro Masters fa venir meno il diritto al bonus. Jannik risultava primo in questa speciale classifica, con un netto vantaggio sulla concorrenza, ed era destinato a mettere le mani su un assegno aggiuntivo vicino ai 5 milioni di dollari (4 milioni di euro). Diverso è il profit sharing dei Masters 1000, cioè la quota degli utili dei tornei che l’Atp redistribuisce ai giocatori l’anno successivo in proporzione ai punti conquistati. In questo caso le assenze non comportano una decurtazione del premio già maturato: i cinque titoli conquistati da Sinner nella prima parte della stagione produrranno quindi un incasso nel 2027. 

VIDEO: Sinner torna nel 2027, il VIDEO: "Volevo essere a Torino, ma devo pensare alla mia carriera"

ingaggi ed esibizioni

—  

I tornei 500 e 250, in base al regolamento dell’Atp, possono concedere “promotional fee” agli atleti di maggior richiamo: gettoni garantiti a prescindere dal piazzamento in tabellone, perché la loro presenza viene monetizzata dagli organizzatori in termini di biglietteria e sponsorizzazioni. Sinner e Alcaraz viaggiano su ingaggi attorno al milione di euro. Avendo dovuto rinunciare a Pechino e Vienna, quindi, Jannik non potrà ricevere circa 2 milioni di extra. Discorso a parte per la ricchissima esibizione di Riad. Gli organizzatori del Six Kings Slam aspettavano con ansia il numero 1 del mondo, che figurava nel tabellone già sorteggiato. Sinner non potrà beneficiare del gettone di partecipazione di 1,5 milioni di dollari né, ovviamente, del premio per la vittoria, pari a 6 milioni di dollari, che aveva incamerato nelle due precedenti edizioni. 

sponsor

—  

I mancati incassi per il lungo periodo di stop si concentrano sui premi dei tornei (o dell’esibizione) a cui Sinner ha dovuto rinunciare. Quanto ai contratti commerciali, un top player come lui negozia “compensation fee”, cioè corrispettivi fissi, molto elevati, riducendo al minimo la parte variabile. ChainOn, digital marketplace delle sponsorizzazioni, ha stimato per Gazzetta 35 milioni di introiti fissi per Jannik, che vanta un portafoglio molto variegato dal punto di vista merceologico, con un totale di 14 partnership. La componente variabile, tra bonus per le performance sportive e royalties dalla vendita di prodotti, può valere fino al 10%. Il periodo di inattività inciderà in misura minima: Sinner non dovrebbe rimetterci più di un milione di euro. Giovanni Palazzi, presidente di StageUp, spiega: “L’atteggiamento degli sponsor di Sinner verso l’infortunio sarà paziente. Già durante i tre mesi di sospensione del 2025 nessuno dei suoi partner ha manifestato l’intenzione di fare un passo indietro. E un infortunio, a differenza di una vicenda reputazionale, non intacca minimamente l’immagine dell’atleta: per uno sponsor è lo scenario in cui ci sono meno motivi per rimettere in discussione l’accordo. Quanto ai contratti, nel tennis le clausole di presenza minima e di riduzione del compenso esistono, ma i campioni di vertice ne sono usualmente immuni. Il caso estremo è Federer con Uniqlo: secondo Espn l’accordo prevedeva il pagamento anche in assenza di attività. Diverso il caso dei professionisti fuori dalla top 100: lì l’assenza si paga subito. In questo contesto penso che gli sponsor di Sinner, in assenza dei grandi tornei di fine anno, per mantenere una continuità di visibilità e messaggio, potrebbero al massimo chiedere un impegno extra nella realizzazione di contenuti e attivazioni”. L’impatto di un Sinner lontano dal campo può pesare soprattutto per i marchi tecnici, nel suo caso Nike per l’abbigliamento e Head per le racchette. Era nell’aria il lancio in commercio della prima racchetta personalizzata da Jannik: qualsiasi discorso è chiaramente rinviato al 2027. Meno penalizzati sono i brand extra-tennistici. Gucci, addirittura, ha “beneficiato” dell’inattività di Sinner per averlo come ospite d’eccezione alla Fashion Week di Milano. Ma tutti – è ovvio – aspettano di rivederlo presto in campo. 

il conto

—  

Tirando le somme, quanto costa lo stop all’azienda Sinner? Meglio evitare il calcolo puramente teorico dei premi massimi dei tornei saltati, che presupporrebbe otto vittorie su otto. Prendendo come riferimento i risultati ottenuti nelle stesse competizioni nel 2025, Jannik rinuncia a circa 10 milioni di euro di prize money, ai quali si aggiungono 4 milioni del Bonus Pool 1000, 2 milioni di promotional fee per Pechino e Vienna, poco più di un milione garantito per la partecipazione al Six Kings Slam e circa un milione di bonus commerciali. Il conto finale arriva così ad avvicinarsi ai 20 milioni di euro.

Leggi anche Djokovic-De Minaur, highlights Atp Pechino: l'australiano si ritira, Nole torna a vincereAtmane perde la testa: lancia la racchetta in tribuna, i tifosi urlano per la paura

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo