I fratelli Abbagnale incoronano gli Esposito: "Pio e Seba come noi, il segreto è Castellammare"
La Gazzetta dello Sport

I fratelli Abbagnale incoronano gli Esposito: "Pio e Seba come noi, il segreto è Castellammare"

Mercoledì 7 ottobre 2026
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Le leggende del canottaggio condividono con i due calciatori della Nazionale la località di nascita: "Determinazione, fame e competenza: le nostre origini contano"

Le leggende del canottaggio condividono con i due calciatori della Nazionale la località di nascita: "Determinazione, fame e competenza: le nostre origini contano"

Filippo Conticello Giornalista 7 ottobre - 07:39 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

In azzurro un Esposito ha remato davanti e un altro leggermente dietro: insieme, volavano come una barca degli Abbagnale. Pio e Sebastiano, bresciani di adozione, hanno le stesse orgogliose radici nella cintura napoletana: vengono da Castellammare di Stabia, stesso paesone di Giuseppe e Carmine, fratelli campioni per definizione. Gli Abbagnale sanno bene cosa significhi condividere l'azzurro in famiglia, con quei due ori olimpici al collo, a Los Angeles 1984 e Seul 1988, e sette titoli mondiali in curriculum. Recentemente, però, si sono concentrati sul calcio e sul tifo in tv. 

VIDEO: Sarà la stagione di Pio Esposito?

Gli Esposito dopo gli Abbagnale: cosa si prova a vedere due nuovi fratelloni stabiesi che brillano con l'azzurro addosso, esattamente come voi?
Giuseppe: "Orgoglio, un po' perché è sempre bello vedere atleti della zona eccellere, e un po' perché per noi è un affare di famiglia... Noi siamo nati a Pompei, qualche chilometro più in là, ma viviamo ancora qui: io vicino a Castellammare e Carmine proprio in città. Siamo parte di questi luoghi che ci hanno formati come atleti. E lo sono anche gli Esposito: anche se vivono a Brescia da tempo, sono 100% fieramente stabiesi".
Carmine: "Li ho visti debuttare in nazionale insieme e sono fiero di loro, come tutta Castellammare. Noi Abbagnale aspettavamo solo il momento dei due fratelli azzurri e ora spero che continuino a fare da coppia in attacco e a onorare la Nazionale, che è il massimo".

In Nazionale vi siete rivisti un po' in loro?
Giuseppe: "Un po' sì, è inevitabile... Stessa origine e stessa "fratellanza", ora gli auguriamo gli stessi successi perché li meritano".
Carmine: "Sì, anche se gli sport sono molto diversi: nel canottaggio si fa lo stesso movimento e per due fratelli diventa ancora più automatico. Nel calcio devono fare cose diverse, ma l'intesa di famiglia li aiuterà in campo, come aiutava noi in barca".

Da sinistra, Carmine e Giuseppe Abbagnale esultano per la vittoria dell'oro olimpico a Seul 1988. Ap

Ci sarebbe pure un altro concittadino, Gigio Donnarumma: ma che avete di speciale in paese per produrre campioni in serie?
Giuseppe: "E Quagliarella? Senza contare i vari Mirante, Ametrano... Nel calcio Castellammare si è sempre difesa, anche perché le strutture sono migliori di quelle di altri sport, canottaggio compreso. È un segnale opposto in una città dai mille problemi, non ultimo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica".
Carmine: "Molti campioni vengono sempre dalla "fame". Un po' ci si arrangia e un po' si mette più impegno, determinazione, tutto".
Giuseppe: "Assieme alla fame, mettiamoci anche la competenza: i campioni non piovono dal cielo, se non ci sono dirigenti e allenatori preparatissimi".

Conoscete personalmente Pio e Seba?
Giuseppe: "Mettiamoci anche Salvatore, Sasà, anche lui ha vestito l'azzurro e speriamo un giorno torni. A quel punto sarebbe il cerchio perfetto: loro tre, come io, Carmine e Agostino... Non conosco i ragazzi, solo il papà di sfuggita. Negli anni ho parlato un po' di più con Donnarumma, anche perché capita che passi più spesso da qua".
Carmine: "Io abito a poca distanza dalla loro casa di famiglia, il famoso quartiere Cicerone: sono sicuro che ci sarà modo di conoscerci prima o poi". 

Tra i due chi è il vostro preferito?
Giuseppe: "Io amo i centravanti, quindi preferisco Pio, ma basta caricarlo di troppe responsabilità, non può essere il salvatore della patria. Seba è più indietro, ma sta recuperando e merita attenzione. Li vedo, comunque, con caratteri diversi, esattamente come me e Carmine: io più istintivo e lui più riflessivo. Io più estroverso e lui più taciturno".
Carmine: "Ma entrambi disciplinati, determinati, proprio come gli Esposito oggi. Per arrivare a certi livelli, ci vogliono resilienza, stabilità negli allenamenti, affidabilità, voglia di mettersi continuamente in gioco e di sacrificarsi. Se il loro impegno sarà lo stesso, i risultati di conseguenza saranno gli stessi". 

Anche Donnarumma di Castellammare? I campioni non piovono dal cielo: qui da noi c'è competenza

Giuseppe Abbagnale

Che cosa comporta essere identificati come fratelli prima ancora che come singoli atleti?
Giuseppe: "Loro in campo sono 11 e questo li aiuta. Non li chiameranno ovunque "gli Esposito" come accade a noi. Pensate che ancora oggi a me chiedono: "Ma lei per caso è... i fratelli Abbagnale?"".
Carmine: "Devono essere fieri di portare lo stesso cognome, anche se fa aumentare la responsabilità in famiglia e la pressione. Devono vivere il momento, cavalcarlo, ma sanno benissimo che c’è ancora bisogno di lavorare. Noi stabiesi, però, non abbiamo solo talento e passione, ma sappiamo anche tenere i piedi per terra".
Giuseppe: "Su un aspetto, però, siamo più fortunati. Noi avevamo la fortuna di gareggiare insieme e di proteggerci l'un l'altro. Oggi ci sono i social e al primo errore loro rischiano il massacro. Pensiamo a proteggerli perché sono un tesoro della Nazionale. E anche di Castellammare, certo".

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