I fratelli Abbagnale incoronano gli Esposito: "Pio e Seba come noi, il segreto è Castellammare"
Le leggende del canottaggio condividono con i due calciatori della Nazionale la località di nascita: "Determinazione, fame e competenza: le nostre origini contano"
Le leggende del canottaggio condividono con i due calciatori della Nazionale la località di nascita: "Determinazione, fame e competenza: le nostre origini contano"
Filippo Conticello Giornalista 7 ottobre - 07:39 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIn azzurro un Esposito ha remato davanti e un altro leggermente dietro: insieme, volavano come una barca degli Abbagnale. Pio e Sebastiano, bresciani di adozione, hanno le stesse orgogliose radici nella cintura napoletana: vengono da Castellammare di Stabia, stesso paesone di Giuseppe e Carmine, fratelli campioni per definizione. Gli Abbagnale sanno bene cosa significhi condividere l'azzurro in famiglia, con quei due ori olimpici al collo, a Los Angeles 1984 e Seul 1988, e sette titoli mondiali in curriculum. Recentemente, però, si sono concentrati sul calcio e sul tifo in tv.
VIDEO: Sarà la stagione di Pio Esposito?Gli Esposito dopo gli Abbagnale: cosa si prova a vedere due nuovi fratelloni stabiesi che brillano con l'azzurro addosso, esattamente come voi?
Giuseppe: "Orgoglio, un po' perché è sempre bello vedere atleti della zona eccellere, e un po' perché per noi è un affare di famiglia... Noi siamo nati a Pompei, qualche chilometro più in là, ma viviamo ancora qui: io vicino a Castellammare e Carmine proprio in città. Siamo parte di questi luoghi che ci hanno formati come atleti. E lo sono anche gli Esposito: anche se vivono a Brescia da tempo, sono 100% fieramente stabiesi".
Carmine: "Li ho visti debuttare in nazionale insieme e sono fiero di loro, come tutta Castellammare. Noi Abbagnale aspettavamo solo il momento dei due fratelli azzurri e ora spero che continuino a fare da coppia in attacco e a onorare la Nazionale, che è il massimo".
In Nazionale vi siete rivisti un po' in loro?
Giuseppe: "Un po' sì, è inevitabile... Stessa origine e stessa "fratellanza", ora gli auguriamo gli stessi successi perché li meritano".
Carmine: "Sì, anche se gli sport sono molto diversi: nel canottaggio si fa lo stesso movimento e per due fratelli diventa ancora più automatico. Nel calcio devono fare cose diverse, ma l'intesa di famiglia li aiuterà in campo, come aiutava noi in barca".
Ci sarebbe pure un altro concittadino, Gigio Donnarumma: ma che avete di speciale in paese per produrre campioni in serie?
Giuseppe: "E Quagliarella? Senza contare i vari Mirante, Ametrano... Nel calcio Castellammare si è sempre difesa, anche perché le strutture sono migliori di quelle di altri sport, canottaggio compreso. È un segnale opposto in una città dai mille problemi, non ultimo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica".
Carmine: "Molti campioni vengono sempre dalla "fame". Un po' ci si arrangia e un po' si mette più impegno, determinazione, tutto".
Giuseppe: "Assieme alla fame, mettiamoci anche la competenza: i campioni non piovono dal cielo, se non ci sono dirigenti e allenatori preparatissimi".
Conoscete personalmente Pio e Seba?
Giuseppe: "Mettiamoci anche Salvatore, Sasà, anche lui ha vestito l'azzurro e speriamo un giorno torni. A quel punto sarebbe il cerchio perfetto: loro tre, come io, Carmine e Agostino... Non conosco i ragazzi, solo il papà di sfuggita. Negli anni ho parlato un po' di più con Donnarumma, anche perché capita che passi più spesso da qua".
Carmine: "Io abito a poca distanza dalla loro casa di famiglia, il famoso quartiere Cicerone: sono sicuro che ci sarà modo di conoscerci prima o poi".
Tra i due chi è il vostro preferito?
Giuseppe: "Io amo i centravanti, quindi preferisco Pio, ma basta caricarlo di troppe responsabilità, non può essere il salvatore della patria. Seba è più indietro, ma sta recuperando e merita attenzione. Li vedo, comunque, con caratteri diversi, esattamente come me e Carmine: io più istintivo e lui più riflessivo. Io più estroverso e lui più taciturno".
Carmine: "Ma entrambi disciplinati, determinati, proprio come gli Esposito oggi. Per arrivare a certi livelli, ci vogliono resilienza, stabilità negli allenamenti, affidabilità, voglia di mettersi continuamente in gioco e di sacrificarsi. Se il loro impegno sarà lo stesso, i risultati di conseguenza saranno gli stessi".
Anche Donnarumma di Castellammare? I campioni non piovono dal cielo: qui da noi c'è competenza
Giuseppe AbbagnaleChe cosa comporta essere identificati come fratelli prima ancora che come singoli atleti?
Giuseppe: "Loro in campo sono 11 e questo li aiuta. Non li chiameranno ovunque "gli Esposito" come accade a noi. Pensate che ancora oggi a me chiedono: "Ma lei per caso è... i fratelli Abbagnale?"".
Carmine: "Devono essere fieri di portare lo stesso cognome, anche se fa aumentare la responsabilità in famiglia e la pressione. Devono vivere il momento, cavalcarlo, ma sanno benissimo che c’è ancora bisogno di lavorare. Noi stabiesi, però, non abbiamo solo talento e passione, ma sappiamo anche tenere i piedi per terra".
Giuseppe: "Su un aspetto, però, siamo più fortunati. Noi avevamo la fortuna di gareggiare insieme e di proteggerci l'un l'altro. Oggi ci sono i social e al primo errore loro rischiano il massacro. Pensiamo a proteggerli perché sono un tesoro della Nazionale. E anche di Castellammare, certo".
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