Spalletti, sette esami per rilanciare la Juventus: i bonus sono già finiti, serve uno sprint
Serve alzare il livello per non perdere subito terreno da Inter e Roma. Il tecnico di Certaldo punta sul suo storico nel mese di ottobre, in cui riesce sempre a cambiare marcia
Serve alzare il livello per non perdere subito terreno da Inter e Roma. Il tecnico di Certaldo punta sul suo storico nel mese di ottobre, in cui riesce sempre a cambiare marcia
Guglielmo Buccheri Giornalista 7 ottobre - 08:51 - TORINO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa stagione si rimette in moto, la Juventus deve farlo ad una velocità simile a quella di uno sprinter: siamo alle prime curve, il capitombolo di Reggio Emilia, casa Sassuolo, ha fatto sì che i bonus di autunno siano stati già sprecati. Il curriculum di Luciano Spalletti in bianconero scopre il tecnico toscano un po' in ritardo su un'ipotetica tabella di marcia auspicata: per sua stessa ammissione e per ammissione diffusa, l'aver mancato il pass per la Champions League appena cominciata è una "ferita" a dir poco dolorosa. E, allora? Il peso di ciò che non è stato rimarrà in campo fino a quando non accadrà quello che deve accadere nell'ordine del giorno alla Continassa: riprendersi l'Europa che conta come obiettivo minimo dell'avventura in corso. Spalletti guarda il calendario ed è chiamato a trattenere il fiato: da qui al primo novembre, giorno del suo compleanno sotto la Mole, la Signora sarà chiamata ad un esame dopo l'altro, ad un duello ogni tre giorni, ad una fatica continua e piena di insidie tra campionato ed Europa League.
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—Cagliari sull'isola, viaggio a Vigo, incrocio con la sorpresa Lazio all'Allianz, Rennes sempre a Torino, Lecce e Genoa lontano da casa e Napoli sotto lo sguardo dei propri tifosi: la sera della sfida con gli azzurri di Allegri sarà anche la sera delle prime candeline bianconere del tecnico toscano dentro ad un progetto, da contratto, lungo ancora due anni. La Juventus guarda la vetta a tre lunghezze di distanza e la guarda in compagnia del Frosinone e dietro - un punto - proprio da quel Cagliari a cui farà visita domenica sera. Ritardo, appunto, ma la classifica, quella attuale, c'entra solo in piccola parte. Il ritardo è in un attacco che continua a non girare se è vero che Kolo Muani o Woltemade sono i più attesi sotto una porta che vedono poco e male. Il ritardo è nella sensibilità al pericolo, presente a tratti, ma non così lunghi da permettere di chiudere i conti senza tremori: l'appuntamento con l'Atalanta rischiava di essere rimesso in discussione - trattenuta plateale di Kalulu ai danni di Rowe da punire e non punita - dopo una lunga parentesi con il copione tra le mani. Spalletti viaggia con assenze per niente banali, quasi da effetti speciali, da Yildiz a Thuram a Locatelli per citare solo i lungodegenti, ma, allo stesso tempo, l'ex ct azzurro ha a disposizioni gli strumenti per dare senso alle prossime tre settimane, quelle della ripartenza senza più frenate.
Bonus finiti
—Spalletti vive in armonia il suo rapporto con la proprietà - era da tempo che John Elkann non fosse tanto vicino, di persona o nelle riflessioni, ad un suo allenatore - e l'ambiente della Continassa. I tifosi lo seguono con la stessa curiosità di un anno fa e la curiosità nesce dall'attesa, perenne, delle "spallettate": il sentimento comune è che nessuno meglio del tecnico di Certaldo possa tirare fuori l'intuizione giusta nell'emergenza. E, allora? Tutto vero come lo è la necessità, già sottolineata, di ricominciare con il piede sull'acceleratore: la sua Juventus ha un'identità che, spesso, la rende riconoscibile, ma l'identità da sola non basta. Ad ottobre, Spalletti sa come volare, lo ha sempre saputo. Questo ottobre si annuncia carico di aspettative: lassù, Inter e Roma si stanno dividendo applausi e consensi, lo spread dalle due più accreditate della compagnia al momento non può, però, aumentare ulteriormente altrimenti significherebbe ridurre l'orizzonte della stagione. A Cagliari, la scorsa annata, Luciano cadde senza meritarlo e fu un tonfo fragoroso per l'economia del campionato. A Cagliari, quest’anno, hanno preso a sognare con i gol di Daniel Maldini, la regia di Romano, jolly nazionale, e la guida di Pisacane. Gli umori, si sa, cambiano rapidamente, le pacche sulle spalle scompaiono in un niente: sette sono gli impegni da qui al primo novembre per Spalletti e i suoi ragazzi, sette fatiche oltre le quali c'è il brindisi per il primo compleanno del condottiero dell'annunciata rinascita. Una Signora da rincorsa è, dunque, l'unico fattore che conta ora che i bonus d'autunno se ne sono andati in una notte folle a Reggio Emilia. Spalletti deve costruire la strada del gol ai suoi nove o nove e mezzo: gli esterni segnano, ma serve altro. Sullo sfondo, una suggestione che torna quando il mare si fa in tempesta. "Conte? Abbiamo un progetto con Spalletti da portare avanti...", la voce dell’amministratore delegato Giovanni Carnevali.
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