Napoli a pezzi: Vergara ko, Allegri ha una squadra in infermeria
Salgono a 11 gli infortunati dei partenopei: l'ultimo è l'ala italiana, che dopo il problema in nazionale salterà nove gare
Salgono a 11 gli infortunati dei partenopei: l'ultimo è l'ala italiana, che dopo il problema in nazionale salterà nove gare
Antonio Giordano Collaboratore 7 ottobre - 08:48 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl soleo, ancora e di nuovo: perché nel campionario estate-autunno ci mancava, dopo ch’erano comparsi, come in una sfilata, «banalissimi» problemi agli adduttori; «sorprendenti» interventi alla radice meniscale; una lesione legamento mediale destro; affaticamenti muscolari che ci stanno, come persino quel familiare retto femorale; l’insospettabile muscolo otturatore; un’ernia inguinale, una lesione miofasciale e per chiudere in «bellezza» - ma si fa per dire - l’eccezionale aritmia benigna. Questo, a Castel Volturno, non è un Centro Sportivo ma un Presidio Ospedaliero in cui s’è concentrata la scienza e ci sta che ci scappi un convegno per studiare in profondità cause antiche (dei due anni passati) e moderne (di questi primi tre mesi), delle cui origini s’è detto tutto ma pure l’esatto contrario, in una ricerca ossessiva e superficiale di colpevoli. Poi magari un giorno ci si accorgerà che se ogni tre giorni vai in campo e quelle che chiamano soste si trasformano in saliscendi tra le varie zone del campo e i cieli di mezzo mondo, qualcosa bisognerà pur pagare.
VIDEO: Critiche a Maldini, lodi a Vergara: le reazioni a un "surreale" Italia-TurchiaFuori un altro
—E comunque, il soleo, che disperazione, per una stagione assiduo frequentatore di Castel Volturno, poi miracolosamente sparito dai libri bianchi d’un Napoli che non sa a che santo votarsi, perché volendo lo farebbe volentieri e con giudizio. Antonio Vergara ha fatto appena in tempo a gustarsi un paio di notte da star, vestito come un principe azzurro nella Nazionale di Mancini, e proprio mentre il ballo del debuttante stava per entrare nel vivo, ha alzato la manina ed è stato costretto a salutare: il soleo, quello lì, quel tormento(ne) esistenziale l’ha escluso dal Napoli, gli ha sottratto l’ebbrezza dei ballottaggi per le prossime nove partite (qualcuna in meno, forse e chissà) e l’ha spinto ad accomodarsi in infermeria, quella specie di Gran Hotel in cui si entra e si esce, evitando di farsene una ragione.
E prima
—Ci vuole pazienza in dosi massicce, pure perché non c’è possibilità di prendersela con nessuno, e Allegri che aveva appena accolto con un sorrisone i gol di Hojlund e le prestazioni di De Bruyne, s’è ritrovato a far la conta: dall’Uruguay lo avevano avvertito che la fascia sinistra veniva squarciata in due dall’infortunio di Olivera, l’ennesimo tackle rovinoso della sorte: non ci fosse Spinazzola, uno che ha appena azionato la girevole della palestra, si sarebbe nei verbi difettivi, imprecando alle stelle. E ormai forse bisogna rassegnarsi, prenderla con filosofia, darsi alla meditazione e semmai mettere anche le mani giunte, ma che fosse pure questa una stagione misteriosamente devastante s’era capito a Castel di Sangro, dove Marianucci ha emulato il Lukaku di agosto 2025, dove Buongiorno ha mai potuto mettere piede, essendo impegnato altrove per rimettersi in piedi dopo l’intervento alla radice meniscale. Qui, in compenso, ci si fa una cultura e si abbatte quel filo spesso di dietrologia che per un po’ ha investito ingiustificatamente lo staff medico del passato ed ha amplificato la portata degli allenamenti di Conte, che nel suo biennio aveva ingrossato la cartella clinica in maniera possente, e ‘o soleo mio, pure adesso, è un lamento dolente a Napoli e dintorni.
Leggi anche Napoli, lesione per Vergara: il comunicato del Napoli con l'esito degli esamiNapoli, è Hojlund l'arma contro l'emergenza infortuni: Allegri si affida al danese© RIPRODUZIONE RISERVATA