Tassotti: "La Champions dev'essere la base per il Milan. Modric va gestito, Ramos lo vedo meglio con..."
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Tassotti: "La Champions dev'essere la base per il Milan. Modric va gestito, Ramos lo vedo meglio con..."

Mercoledì 7 ottobre 2026
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L'ex difensore rossonero: "Amorim mi piace molto: gli serve tempo, le intenzioni sono quelle di una squadra propositiva"

L'ex difensore rossonero: "Amorim mi piace molto: gli serve tempo, le intenzioni sono quelle di una squadra propositiva"

Alessandra Gozzini Giornalista 7 ottobre - 08:41 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

In diciassette stagioni rossonere Mauro Tassotti ha vissuto tanti cambiamenti: in 583 partite ufficiali ha raccolto soprattutto successi, tra cui cinque scudetti e tre Coppe dei Campioni, ma la strada è stata lunga e dice che è così che si costruiscono i grandi cicli. Il nuovo Milan è partito in quarta con due vittorie su Torino e Venezia, non è andato oltre il pari con la Juve, ha fatto un passo indietro contro Lazio e Benfica per poi ripartire contro il Lecce. Una storia ancora troppo breve per capire dove porterà.

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Tassotti, proviamo comunque un bilancio alla prima pausa della stagione? 

"È davvero troppo presto per giudicare il lavoro di un allenatore nuovo, con una squadra nuova e soprattutto principi nuovi. Come era prevedibile c’è stato qualche momento di difficoltà ma anche tante buone cose proprio come nell’ultima partita contro il Lecce. Sinceramente, un inizio che ci si poteva aspettare. Ora però serve tempo, un tempo necessario di inserimento per Amorim per conoscere al meglio l’ambiente e i giocatori stessi". 

Per quanto visto finora, Amorim merita di essere atteso? 

"Me lo auguro, perché le intenzioni sono quelle di una squadra propositiva. Deve restare ancorato ai suoi principi e non mollare alle prime difficoltà: nella partita in casa della Lazio ha saputo leggere le situazioni e trovare rimedi al doppio svantaggio. Personalmente mi piace e molto, in campo e fuori, per esempio nel suo modo di comunicare: parla tanto e con chiarezza, forse anche troppo per come siamo abituati noi. Con lui non sono mai interviste di circostanza, va dritto. Lo ha fatto anche quando ha spiegato la gestione di Modric". 

Ripartiamo dalla difesa, la sua zona per una vita. I lavori in corso cosa le suggeriscono? 

"Gila ha avuto un gran bell’impatto, aveva già fatto vedere di che pasta fosse fatto: in campo si sente. In realtà un difensore per emergere ha meno bisogno di tempo e per conoscere i meccanismi, ha meno bisogno del supporto della squadra per mettere in mostra le sue qualità. A differenza per esempio di Moreira e Ramos a cui necessariamente serve il supporto del gioco. Tornando a Gila: è dinamico, svelto, ottimo nei recuperi. La linea alta richiede giocatori veloci e lui lo è. In più, è duttile: può giocare a tre o a quattro, se il Milan cambierà. E si abbina bene a un giocatore forte fisicamente come Pavlovic e a un ragionatore come De Winter". 

Gli esterni: Chukwueze si è adattato a destra, dall’altra parte l’infortunio di Estupinan restituirà spazio a Bartesaghi? 

"Chukwueze è il primo anno che si muove a tutta fascia, gli ho visto fare buone cose, e altre meno, con il Milan che si è trovato sbilanciato in alcune situazioni pericolose. A sinistra mi aspettavo più spazio per Bartesaghi a prescindere: ha fisico e tecnica".

In mezzo le è piaciuto Amorim su Modric: per l’allenatore Luka va inevitabilmente gestito. 

"Corretto, va centellinato. È un fuoriclasse ma ha l’età che ha, anche se non è stato confermato per fargli un favore. Chiaro che con lui la squadra copre meglio il campo, ma è anche vero che con lui e tre attaccanti lo spazio da coprire è tanto…". 

Ramos? 

"Non lo definisco esattamente un bomber d’area di rigore, a Parigi ha giocato poco, in Portogallo non l’ho seguito. Mi sembra sbagliato per questo giudicarlo per la sola presenza in area, c’è modo e modo di essere centravanti e lui magari renderebbe meglio con un altro attaccante vicino. È bravo negli assist e nel gioco aereo: diamogli tempo. Capisco la spesa estiva, ma sono questioni che lasciano il tempo che trovano: la spesa è stata importante ma non garantisce di per sé che uno faccia 25 gol, paradossalmente sarebbe troppo facile. Moreira è stato pagato tanto e per lo stesso criterio dovrebbe partire titolare sempre. Invece no, c’è un allenatore che sa meglio di tutti cosa fare ed evidentemente, per Moreira, ritiene che ci sia bisogno di altro tempo". 

Obiettivi? 

"In Italia non vedo 4-5 squadre nettamente più forti, quindi direi che la Champions deve essere la base. Per lo scudetto dovrebbero fare molto bene, ma chissà... In Europa lo stesso, anche se le avversarie sono più 'semplici' solo sulla carta". 

Ci ricorda il suo Franco Baresi? 

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"Giocatore unico, di uno spessore inimitabile. In campo un rendimento pazzesco, sempre. L’affetto straordinario di tutto il mondo sportivo e non ha fatto bene alla famiglia e a noi ex compagni".

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