La feroce Arianna che va oltre le sue mille battaglie per continuare a vincere. All'infinito
La prima medaglia nel 2006, oggi gareggia contro ragazze nate nello stesso anno: la storia di Fontana e della sua eterna lite contro la federazione. La storia di un'atleta che riflette se smettere o meno e poi puntualmente conquista trionfi in serie. Anche grazie a... pesca e shopping
Un giorno, uno qualunque degli infiniti giorni che hanno portato alla sua sesta Olimpiade, Arianna Fontana si è messa a chiacchierare con una delle ragazze che aveva appena battuto, su una qualche striscia di ghiaccio, da qualche parte nel mondo. "È stato quando mi ha detto: sono nata nel 2006. All’improvviso ho avuto un flash: ho pensato che io nel 2006 ero alle mie prime Olimpiadi". In questa frase che Arianna chiude con una risata c’è il senso di Milano Cortina vista da lei, la regina del ghiaccio. Una vita a correre su una pista infida e ghiacciata. La MotoGP 0del ghiaccio, è così che Arianna chiama lo short track. Pattinava suo fratello Alessandro, che ha un anno più di lei. E voleva andargli dietro, come tutte le sorelle più piccole. Era sempre piena di lividi perché correva guardando da una parte e andando dall’altra: o cadeva o andava a sbattere. Sul ghiaccio non stava letteralmente in piedi. Dopo qualche allenatore, arrivò quello che disse ai suoi genitori: "Forse Arianna dovrebbe provare un altro sport". Cominciò che era un gioco, è diventata la sua vita.